Biologia e psiche: mondo ordinario e mondo straordinario per trovar il proprio equilibrio psicofisico.

Mai rimasti in panne con l’auto?

Chi non é rimasto per strada con una delle auto moderne, quelle, per intenderci, per cui alzare il cofano è come lasciarlo chiuso, non è possibile intervenire.

La maggior parte dei problemi delle auto non sono di natura meccanica, come un tempo, quando aprire il cofano permetteva agli uomini, un minimo competenti, di far bella figura, la maggior parte dei problemi arrivano da centraline e circuiti elettrici, son loro ad andare in tilt ed a bloccarci l’auto, tutto si ferma e non rimane che il carro attrezzi.

Così, per parallelismo, la maggior parte dei problemi umani, son di natura psicologica, la psiche corre, costruisce, inventa, finge, esplora, inganna, è straordinariamente magica, la biologia cammina, è lenta, precisa, il più possibile uguale a se stessa.

Oggi patiamo questa grande distanza e differente velocità, i problemi mentali ci sfuggono, sfuggono alle soluzioni, abbiamo bisogno di tornar alla biologia per poterli fermare, osservare, elaborare, modificare, per poter così cambiare.

Le parole nascono dal corpo ed al corpo devono tornare, se non si procede in questo modo si perdono tutte le battaglie contro i «vizi» della psiche.

Tornare al corpo vuol dire sentire, ascoltare coi sensi, fermare il linguaggio, il pensiero e la sua velocità, per tornare all’origine di tutto, per tornare all’esperienza, che è la causa, mentre il mondo è la. sua conseguenza.

Ogni stato mentale deriva da un esperienza protratta nel tempo, lo stato mentale fissa un equilibrio intorno alle sensazioni, producendo memoria dell’esperienza stessa che muta lentamente, fino a quando entra nel mondo simbolico subendo una accelerazione impossibile ad esser seguita.

Il pensiero vola, crea, disfa, finge, fino ad ingannare se stesso, la biologia lentamente mantiene, protegge, memorizza, ricorda tutto.

Tutto avviene tra un mondo vero per quanto creduto tale, ed un mondo falso per quanto pensato falso, ogni verità, pur essendo l’invenzione di un bugiardo, non è sincera con se stessa, noi non vediamo di non vedere, vediamo sempre, se pensiamo che qualcosa sia vero e ci costruiamo sopra, con l’immaginario, l’infinito, senza verificare se l’origine è proprio corretta.

Siamo ingannati nel pensare di aver trovato la chiave, e di poter in tal modo conoscere anche la serratura, la chiave non conosce nulla, semplicemente apre la porta facendo scattare la serratura non ha bisogno di conoscerla per poter funzionare.

Siamo sempre al centro dei nostri pensieri, e del nostro mondo, abbiamo bisogno di esserlo, solo così manteniamo una coscienza ed un’identità, siamo. ciechi del mondo che ci produce, alla fine ci conosciamo quanto un cieco che attraversando in lungo ed in largo una città, e muovendosi in essa, non conosce per questo la città, semplicemente conosce dove muoversi al suo interno.

Il mondo della psiche non lo possiamo conoscere, è indeterminato, né mai lo si potrà conoscere senza scivolare nel paradosso di questa indeterminatezza, noi non potremmo mai accettare di appartenere ad un gruppo di persone che accettasse tra i suoi membri qualcuno indeterminato come noi.

Se torniamo al corpo allora usciamo dal paradosso, torniamo all’origine del pensiero indifferenziato, aiutiamo le persone a fare lo stesso con se stesse, tornando all’origine delle convinzioni per poterle cambiare.

Possiamo cambiare il mondo delle idee, dei pensieri, dei problemi mentali, delle scelte, delle decisioni, dei cambiamenti, solo se passiamo attraverso il corpo che parla con le sensazioni, le emozioni.

Quando si vive una catarsi, una liberazione, una crescita, succede qualcosa nella nostra biologia che cambia il corso del nostro pensare, cambiando la nostra natura.

Ora è il mondo delle idee che risulta ordinario, mentre la forza e l’incisione del mondo biologico risulta straordinario.

Il tocco dei passi magnetici, nell’ipnosi, può divenire una vera e propria imposizione delle mani, un modo di far riverberare le sensazioni nel corpo ed amplificarle, catalizzarle, così le reazioni emotive, ripetendo più e più volte le parole stesse che hanno condotto l’esperienza, possono generare una catarsi psicofisica.

Parole e mani, le parole fan le cose solo dopo esser diventate mondi per ogni sensazione e dietro ogni nostra esperienza.

Il nostro primo inconscio, fin dai tempi di Schopenhauer, ha dato modo di aprire un mondo inesplorato permettendo e stimolando un grande cammino della conoscenza psicologica del nostro primo cervello.

Oggi, unendo l’inconscio del nostro secondo cervello, il cervello viscerale, il Tide (la Marea) all’incoscio del primo cervello, possiamo affrontare il problema mentale e portarlo così a diverse soluzioni.

Il metodo da seguire nel supportare la psiche ed allinearla alla nostra biologia è l’ipnosi, la matrice di fondo è il costruttivismo e la seconda cibernetica, con la logica dell’osservatore osservato, e con la sua logica inclusiva di unione e e, in contrapposizione a quella esclusiva e di contrapposizione o o, ci permette di sviluppare le risorse necessarie per il miglior cambiamento.

La coscienza del nostro vivere, ed interagire col mondo, deve partire dall’esperienza della consapevolezza che non può svilupparsi in un unica coscienza, è qualcosa si più complesso, è una coscienza tripartita in esperienze differenti, una coscienza mentale, una emotiva ed una istintiva.

La nostra vita esige una organizzazione mentale all’altezza della complessità in cui viviamo, solo un epistemologia applicata a se stessa può rispettare un tale mondo complesso e permetterci il riappropriarci della vita stessa.