Dal peso della depressione al sollievo della consapevolezza (mindfulness).

Marco Chisotti
Jan 9 · 11 min read

Corsi e ricorsi dell’autoinganno del conoscere noi stessi! Crediamo alla magia del conoscere che produce quella magia che ci produce.

“Se non si ha qualche separazione, non si ha neppure più né soggetto né oggetto di conoscenza; non si ha più né utilità interna di conoscere né realtà esterna da conoscere … La più grande illusione è credere di conoscere il presente perché ci siamo.”

Edgar Morin

Siamo normali o siamo patologici?

Secondo il DSM della sanità americana siamo tutti patologici. Ma siamo patologici non perché qualcosa non va in noi -difficile dire cosa va e cosa non va in noi stessi – siamo patologici perché controllati a vista da un sistema medicalizzante che col variare di livelli critici ci fa entrare ed uscire da valori considerati normali o patologici.

È normale reagire con depressione ad un fatto, come un lutto, una separazione, una perdita, un cambiamento non voluto, ma la normalità con la quale ci rifugiamo in noi stessi con chiusure, distacchi, allontanamenti dagli altri, viene costantemente monitorata da valori che vengono decisi, se normali o meno, da un’équipe di persone delegate a farlo.

La cosa particolare è che queste persone che decidono per noi ciò che è normale e ciò che non lo è, non sono persone normali, ci aspetteremmo che fossero almeno dei saggi, no, sono persone elette, elette da un consenso di persone che nasce dall’interesse di pochi a scapito di molti.

Dal momento che è difficile entrare in merito alla salute mentale, anche se viene trattata a pari modo della salute biologica, facciamo un esempio semplice di tipo biologico, la lettura degli esami del sangue.

Chiunque abbia fatto degli esami del sangue nella sua vita avrà notato che ci sono dei valori entro i quali si è in un range di normalità e oltre i quali si hanno problemi. La lettura di questi valori è abbastanza semplice dal momento che c’è una legenda di ciò che è normale e di ciò che è patologico. Nessuno può mettere in dubbio l’efficacia di un tale approccio numerico. Con i numeri si va d’accordo tutti, ciò che però non è detto è la scelta dei parametri entro i quali tali numeri ci dicono se siamo normali o meno. Qui la scienza si divide e offre il fianco, la medicalizzazione porta cambiare questi valori in funzione di scelte che molto spesso hanno poco a che fare con la scienza. Se io posso alterare questi valori io posso creare dei bisogni che prima non esistevano. Cambiamenti semplici di valori di riferimento possono generare rivoluzioni nella vita di ognuno di noi. La salute mentale è più difficile da definire come normale o meno, riguarda i nostri comportamenti, le nostre abitudini, i nostri stili di vita. Essere normali mentalmente è dovuto ad un insieme di fattori che difficilmente possono essere stabiliti da qualcuno.

La normalità si vive quotidianamente con i nostri comportamenti, le nostre abitudini, le nostre scelte, le decisioni, tutto quanto ci fa esser normali o meno. È curioso, se notate, quanto sia facile cogliere l’anomalia comportamentale di qualcuno, il diverso salta subito all’occhio.

La normalità è una convenzione determinata da parametri relativi, storici, geografici, culturali, sociali, la scelta, la decisione di aderire a tali parametri sono nostre prerogative che dobbiamo saper mantenere libere da giudizi e pregiudizi. Essere normali passa per forza attraverso la libertà di essere, la consapevolezza di avere un corpo, delle emozioni, una nostra storia autobiografica, delle relazioni significative col mondo e gli altri, una spiritualità nella quale custodire i nostri principi.

Io trovo costantemente la mia libertà nella analisi degli stati mentali in cui vivo, l’ipnosi studia questi movimenti entro i quali i nostri “stati umorali” cambiano e si trasformano, l’ipnosi è in grado di modificarli e plasmarli a nostro piacere attraverso la trance. Credo che il dialogo interno con cui ci accompagniamo, un dialogo orientato al nostro mondo interiore, il nostro inconscio, sia la formula migliore su cui lavorare per mantenere uno stretto contatto positivo e costruttivo con noi stessi, e di conseguenza col mondo esterno.

Dovremmo imparare a vivere meglio con questo nostro inconscio, Dovremmo impararlo tutti quanti, è più importante saper impostare un buon dialogo con noi stessi che conoscere tante cose del mondo esterno, solo se abbiamo un buon mondo interiore, ed un buon dialogo con esso, possiamo goderci il vivere esterno e mantenerci sereni gli uni con gli altri.

Nell’uso dell’ipnosi costruttivista praticare la Mindfulness significa anche diventare consapevoli della propria consapevolezza, ma soprattutto sviluppare una vita etica e una rara capacità introspettiva che si ottiene con un monitoraggio aperto con il quale notiamo i contenuti cognitivi così come si presentano alla mente; e impariamo a distinguere il salutare (amore, comprensione, presenza) dal non salutare (avidità, odio e illusione). Ciò che è dannoso o non salutare viene riconosciuto meditando, ma viene estinto nel nostro agire quotidiano, nella vita di ogni giorno.

La Mindfulness non è una psicoterapia, non ci sono diagnosi, test, questionari, né previsioni o prognosi; è più una forma di Counselling rivolto a noi stessi, la Mindfulness non interviene in alcun modo per modificare il corso degli eventi delle singole persone, ci si limita a condurre le pratiche di autoipnosi, senza alcun tipo di interpretazione o spiegazione psicologica o cognitiva. Il riferimento è quello della filosofia costruttivista, e della gestione degli stati mentali attraverso il dialogo interno, praticare la meditazione e con l’immaginaria trance portarla nella quotidianità (pratica informale).

Lavorare col proprio Sè Spirituale significa aspirare e ispirarsi non a valori materiali (ricchezza, potere o altro), ma a valori immateriali (altruismo, tolleranza, perdono, compassione, empatia) che hanno un impatto positivo sul nostro benessere Psicobiosociospiritualemotivo.

La persona è portata a cambiare il suo rapporto con l’esperienza personale, piuttosto che intervenire su pensieri, emozioni o comportamenti ritenuti male adattati. Questo approccio appartiene alla visione costruttivista di G. A. Kelly, o a quella centrata sulla Persona di Carl Rogers, alla psicoanalisi e alle psicologie umanistiche ed esistenziali in generale.

Nella sua teoria sui costrutti personali G.A. Kelly usò il termine Alternativismo Costruttivo:

“Si tratta di una prospettiva filosofica che si basa sull’osservazione dell’essere umano dal punto di vista psicologico. Ed è una prospettiva psicologica che include le elaborazioni filosofiche di ciascun individuo.”

È una descrizione che si adatta bene a spiegare il concetto di Mindfulness attraverso l’Ipnosi Costruttivista.

In filosofia si definisce Realismo quella corrente di pensiero che ritiene la realtà conoscibile e indipendente dalla persona: esiste una realtà indipendentemente da noi che possiamo conoscere.

Il Costruttivismo nega la possibilità di conoscere la realtà, mentre il Costruttivismo Radicale nega in altro modo che esista una realtà indipendente da noi, e che la possiamo conoscere.

Distinguere tra Realismo e Costruttivismo potrebbe avere importanti implicazioni psicologiche che riguardano il rapporto tra conoscenza e realtà, la responsabilità dell’individuo e la nostra libertà.

Aderire o credere in una delle due prospettive potrebbe modificare e determinare le nostre modalità di rapportarci con il nostro mondo interiore ed il mondo esterno, il nostro modo di rapportarci con i nostri 5 Sè, corpo, emozioni, storia personale, relazioni, spiritualità.

Esiste una corrispondenza tra ciò che conosciamo e ciò che è? Il reale è frutto di fantasia ed immaginazione? Qual è la relazione tra i dati sensoriali che in effetti vediamo e gli oggetti materiali che apparentemente non vediamo? L’albero della foresta che non vedo ne’ sento cadere esiste?

Se le cose che esistono sono solo nella mente delle persone la realtà consiste interamente in dati sensoriali (fenomenismo). Quindi la realtà è un’illusione.

La maggior parte dei filosofi che si sono occupati di esistenza ritengono il Realismo una concezione erronea, credono piuttosto, filosofi come Locke, Hume, Kant, che noi non vediamo il mondo reale, non percepiamo gli oggetti materiali, percepiamo solo dati sensoriali. In termini molto ordinari, possiamo dire che c’è differenza tra il pensare che esista una realtà oggettiva e indipendente e una realtà in continuo mutamento conoscibile solo soggettivamente.

Il Realismo potrebbe finire con attribuire la responsabilità dei nostri atteggiamenti all’ambiente (push o pull) deresponsabilizzando il nostro atteggiamento. Il Costruttivismo è una teoria che attribuisce alla Persona la responsabilità del mondo in cui pensa di abitare. Nel Realismo l’esistenza potrebbe diventare passiva, rendendoci vittime degli eventi (storici, sociali, culturali, della nostra storia passata), nel Costruttivismo, come afferma G. A. Kelly, l’esistenza è attiva e ogni persona è responsabile delle proprie scelte, non è vittima degli eventi esterni, possiamo liberamente ricostruire il nostro mondo. Essere dominati da eventi esterni vuol dire perdere la libertà, mentre essere protagonisti della costruzione della nostra vita vuol dire essere liberi. D’altro punto di vista la Mindfulness, in un ambito di costruttivismo relativo, aiuta a capire la differenza tra realtà su cui possiamo avere controllo, che esistono in funzione delle nostre azioni e dei nostri pensieri, realtà su cui potremmo avere influenza – ovvero il risultato del nostro agire ha elementi di incertezza molto maggiori che nel primo ambito – e realtà su cui noi non possiamo avere né controllo né influenza, che esistono indipendentemente da noi e su cui le nostre azioni non avranno mai alcun effetto.

“Ciascun individuo gradua la soglia della propria libertà o della propria schiavitù in funzione del livello al quale sceglie di stabilire le proprie convinzioni. Chi possiede convinzioni che abbracciano una prospettiva molto ampia e che si basano su principi di fondo piuttosto che su regole immutabili, avrà maggiori probabilità di scoprire quelle alternative che potranno renderlo libero”.

G. A. Kelly

È possibile Costruire Mondi positivi in alternativa allo stato depressivo che si vive con l’ Alternativismo Costruttivo di G. A. Kelly. Quando la nostra vita diviene disfunzionale o maladattiva, abbiamo sempre la possibilità di costruire un nuovo mondo, tutte le nostre attuali interpretazione dell’universo possono essere riviste o rimpiazzate. Nessuno è vincolato dalle circostanze, nessuno deve subire gli eventi che la vita gli offre.

Nella sua filosofia G. A. Kelly dedica all’Alternativismo Costruttivo il senso della vita, il rapporto psicologia-filosofia, il determinismo e la libertà, e la costruzione soggettiva della realtà.

La maggioranza degli psicologi al tempo di G. A. Kelly era composta da due correnti contrapposte, la Psicoanalisi e il Comportamentismo.

La costruzione del Mondo, o della Realtà, è il punto di incontro tra Alternativismo Costruttivo e Mindfulness.

Per Kelly l’essere umano costruisce e ricostruisce mondi usando i propri costrutti personali, intende una realtà che esiste al di fuori di noi: assumiamo che l’universo esista realmente, è reale e non costituisce il solo frutto della nostra immaginazione, e che la corrispondenza tra ciò che riteniamo che esista e ciò che esiste realmente è in continuo cambiamento.

L’Impermanenza è la convinzione di fondo del pensiero buddhista, è un concetto semplice, intuitivo e condiviso da molte culture. Nel pensiero buddhista questo atteggiamento è radicale: tutto è in perenne divenire e la realtà è il mare del mutamento continuo. Non esiste nulla, nella nostra esperienza spazio-temporale, che permanga, che sia fissa, immobile o immutabile, sensazioni, pensieri, emozioni, relazioni e ogni stato mentale e fisico appaiono per trasformarsi e scomparire, per poi riapparire in forme sempre diverse. Possiamo illuderci che esista una realtà immutabile, ma non troveremo mai nulla di simile nell’esperienza. La realtà, interna ed esterna, non è un essere (non è) ma un divenire. La teoria buddhista della mente afferma che noi percepiamo la realtà in momenti separati che poi ricostruiamo, arbitrariamente, in modo lineare o come direbbe Chomsky per continuità cognitiva. Questa ricostruzione della realtà non sarà mai oggettiva perché dipende dai nostri pensieri, desideri, paure, e sopratutto aspettative, Come ci ricorda G. A. Kelly: “Noi siamo psicologicamente canalizzati dal modo in cui anticipiamo gli eventi”, siamo i migliori i profeti di noi stessi. Questa costruzione è il flusso di coscienza che la filosofia buddhista definisce illusoria: la costruzione-ricostruzione è sempre organizzata intorno al desiderio di come la realtà potrebbe essere per noi, costruita attorno ad un’ipotesi che noi facciamo a priori, le neuroscienze ci stanno portando a questa considerazione, le ipotesi sono sottese all’esperienza sensoriale, rimane, di ciò che è stato ipotizzato, allucinato, solo ciò che viene confermato dai nostri sensi.

Ciò che costruiamo è spesso una distorsione, la sofferenza ne è un effetto, spesso sorge dal desiderio che le cose possano essere diverse da come sono.

Con la Mindfulness ipnotico costruttivista il mondo viene costruito con l’esperienza, momento per momento. Questi momenti vengono percepiti separatamente e conosciuti come continui, per continuità cognitiva, come in un film dove il regista, il nostro inconscio, in un lavoro di “montaggio”, fa sì che tutto rientri in un’aspettativa funzionale percettiva, mentre in realtà ogni momento di esperienza nasce da ciò che emerge e subito dopo scompare. Così possiamo creare un nuovo mondo, questo processo, in gran parte inconscio, è l’elaborazione costruita, combinata, ipotizzata di una realtà possibile o allucinata degli eventi, che possiamo considerare una ipotesi di realtà. Questa è la natura dell’esperienza umana, la costruzione necessaria di un mondo condiviso, più di una semplice illusione o fantasia, il mondo dell’immaginario verificato e per questo rigenerato, che. va oltre al mondo critico, fatto e sostenuto dalle nostre convinzioni, un mondo immaginario che “realizziamo” nello stato di trance e che ci rende unici.

Ciò non implica che la realtà non esista: sono consapevole di essere e di esistere, circondato da persone, animali, colline, montagne e mari. Quando dormo tutto questo scompare per poi riapparire al risveglio, quasi per magia, quando mi riapproprio della mia coscienza. L’illusione che si crea, in parte conscia e in gran parte inconscia, è. la consapevolezza della realtà.

Io sono consapevole che il mio mondo, le persone che incontro per strada, gli amici, la mia compagna, mia figlia sono reali, ma, al tempo stesso so che sono mie costruzioni. Questa mia consapevolezza mi permette di accettare le costruzioni altrui e di essere, quindi, accettante, benevolo e tollerante. Al contrario se penso che pensare che esista un mondo reale e uguale per tutti è nell’Illusione negativa, come ci ricorda la filosofia buddhista. Se prendiamo per buona questa falsa costruzione del mondo l’effetto sarà il conflitto, il disagio e la sofferenza.

Carl Rogers in “Un Modo di Essere” dice:

“Dove mi hanno condotto i miei pensieri relativi a un mondo di realtà oggettiva?

Non esiste chiaramente negli oggetti che possiamo vedere, sentire e tenere.

Non esiste nella tecnologia che così grandemente ammiriamo.

Non si trova nella terra solida o nelle stelle scintillanti.

Non risiede nella concreta conoscenza di coloro che ci circondano.

Non si trova nelle organizzazioni o nei costumi o rituali di qualunque cultura.

Non è neppure nei contesti personali che ci sono noti.

Devo prendere in considerazione realtà separate, misteriose e attualmente insondabili, incredibilmente differenti da un mondo oggettivo.

Io, e con me molti altri, sono giunto a una nuova supposizione: la sola realtà che posso probabilmente conoscere è il mondo come io lo percepisco e sperimento in questo momento.”

La sola realtà che possiamo conoscere è il mondo come lo percepiamo e sperimentiamo in questo momento, la sola cosa certa è che queste realtà percepite sono differenti, ci sono tanti mondi reali quante sono le persone stesse a concepirli.

Interferenze Quotidiane

Materiali di Ricerca dell’Istituto per lo Studio degli Stati Mentali. Prospettive del mashup culturale e scientifico.

Marco Chisotti

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Psicologo Psicoterapeuta Ipnologo Ipnoanalista Giornalista http://t.co/gxpk6FJX

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