Futurologia ed Educazione

Quale forma mentis è richiesta per affrontare il futuro?

“Siamo sette miliardi: il futuro non sarà uguale per tutti, ma lo sarà per molti il meglio possibile se avremo una generazione in grado di immaginarlo
John Legend al TED: il futuro è contaminazione

(…) Intanto c’è da domandarsi chi possa affrontare questo passo e la risposta non può essere netta. (…) Vi saranno persone che vivono all'insegna del bisogno e della sua soddisfazione, sia perché in condizioni di disagio, sia per incapacità di immaginare altre condizioni; persone che si adattano ad eseguire le procedure previste per il loro ruolo senza spazi interlocutori; persone con spazi ideativi divergenti e forte capacità a dissociare la propria identità dal ruolo che in via temporanea rivestono per alimentare le proprie esplorazioni.

(…) Per gli anni che verranno, caro genitore, curerai che i tuoi figli ricevano tre tipi di esperienze:

  1. Un’educazione fisica, manuale, costruttiva. Non quella che adesso si deputa agli sport: gli sport oggi come nell’antica Grecia sono sempre stati un modo per imbrigliare le energie fisiche e il corpo che pensa in delle gabbie dorate fittizie e innocue per lo status quo. Tuo figlio dovrebbe coltivare un orto, costruire la propria capanna, lavorare il ferro o il legno (e tutto ciò in sicurezza, naturalmente); e nel farlo deve riuscire a ravvisarne lo scopo per trarre soddisfazione dalla riuscita dell’attività. (…)
  2. Occorre possedere i principi degli anni scolastici perché da lì si può conoscere gli insegnamenti della storia per comprendere che quella vera non è la storia dell’evoluzione ma quella della discontinuità dei cambiamenti e della ripetizione ciclica; (…) va fatto senza mai credere alla scuola e ai suoi valori e, se è possibile, integrando il tutto con lo studio di autori divergenti, invisi o pazzi perché da alcuni di loro si riceveranno gli insegnamenti di una vita” (…)
  3. Accedere ad Internet, ma non per farsi sodomizzare dai social e nemmeno per aiutarsi nel fare i compiti, ma per accedere a luoghi diversi del sapere. (…) Beh vorrei che mio figlio intervallasse la cura del giardino con lo studio scolastico per poi avere il tempo libero di godersi una relazione del TED appuntando, non tanto o non solo gli insegnamenti, ma le domande o gli spunti che questo ha suscitato in lui. (…)”

(Tratto da Massa Critica)

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