Il cervello del cervello.

In fondo la ricerca nel campo della psicoterapia e delle relazioni d’aiuto in generale è costantemente orientata a capire, scoprire, trovare ciò che permette di cambiare il nostro comportamento, dal momento che se non si sta bene e si desidera cambiare non basta volerlo, la volontà infatti controlla solo una piccola porzione della nostra mente, non più del 10%, tutto il resto del nostro cervello sceglie, decide, agisce in modo indipendente, al di là della logica, del buon senso, di tutto ciò che ci si potrebbe aspettare.

Il cervello è casuale nella straordinaria parte del tempo, non risponde alle attese, non completa, non congiunge, non comunica, il cervello agisce secondo sue regole e principi che non possiamo comprendere.

Mi chiedo costantemente a cosa serve, cosa comporta, che succede pensando al funzionamento del cervello, ma non ci son cose da scoprire o da capire, possiamo solo ammirare i comportamenti, i pensieri e le idee che scaturiscono da esso.

L’inconscio è particolare, è bello quanto sconosciuto, tanto bello da stregare, e chi si lascia stregare ne rimane appagato, e si ritrova realizzato.

L’idea che mi son fatto è che l’inconscio è un sistema organizzato, nel male come nel bene, che agisce sulla base dell’esperienza passata per anticipare il futuro ed adattarsi.

Il nostro cervello è intelligente nella misura in cui è stato organizzato in modo intelligente, sviluppa una complessità la cui risultanza è la coscienza.

L’ipnosi è un metodo che ha la capacità di ridurre la complessità del cervello, semplificando il sistema organizzativo, portandolo ad una condizione indifferenziata, permettendogli così di modificare la sua organizzazione.

L’esperienza è la causa il mondo è la conseguenza, così esiste il mondo, così esistiamo noi, ma la conoscenza obbliga, impone, controlla, così l’inconscio è dominato da una complessità irriducibile fatta di convinzioni scaturite da esperienze e conoscenze.

Lo stato mentale della trance porta indietro nel tempo e nello spazio, semplifica e riduce ogni pensiero tornado al pensiero indifferenziato.

Con l’ipnosi si apre una finestra e ci si trova a poter riorganizzare e riordinare il nostro cervello.

Ma solo attraverso un lavoro che ci riporta alla coscienza ed alla consapevolezza ci si può permettere un cambiamento, solo con la forza della creatività e della critica possiamo trovare un nuovo equilibrio ed adattarci meglio nella vita.

La macchina biologica che è il nostro cervello agisce costantemente modificando se stessa e modificando l’ambiente.

La cosacienza ci serve per mantenere il contatto con un sistema organizzato di livello superiore, la società, senza coscienza tutto sarebbe differente e noi non potremmo avere l’intelligenza complessa di cui disponiamo unita all’individualità libera e creativa di cui siamo dotati.

L’uomo può vantare i più straordinari successi e le più drammatiche sconfitte, il nostro cervello rende possibile tutto questo, ma senza un organizzazione, senza un cervello organizzato nel cervello biologico non succederebbe nulla.

Credo che ogni più piccola cosa nel cervello sia sostenuta da una grande complessità, un indomita, incredibile, sconvolgente complessità auto generativa.

La coscienza è uno strumento organizzativo per il cervello, si deve passar dalla coscienza per poter accedere all’organizzazione complessa del cervello, ma si deve anche allentare la presa critica della ragione esistenziale che costituisce il vero nocciolo duro del sistema cervello, solo lo stato mentale della trance in ipnosi permette di far breccia in questa complessità.

Il cervello del cervello è la chiave d’accesso, è fatto di organizzazione e metodo, una disciplina che guida, attraverso il metodo ipnotico, le nostre scelte e le nostre decisione a percorrere la strada dell’adattamento modificando le nostre convinzioni e la nostra mappa del modo o modificando il mondo stesso a favore della nostra mappa.

La vita è una continua sorpresa per il nostro cervello che l’affronta con tanto impeto ed entusiasmo anche quando rimane solo nel suo mondo abbandonato dal corpo.

Il cervello è una continua sorpresa per la vita che si lascia continuamente sedurre dal cervello.

Credo che la chiave di lettura di tutto questo mondo sia veramente semplice solo che per comprenderla abbiamo unicamente il nostro cervello e la sua complessità, solo la nostra conoscenza, la nostra cultura potranno ammansire il nostro cervello e permettergli di guardarsi dentro, scoprendo forse che non c’è nulla da vedere di particolare, ma che ogni esperienza di vita non è altro che un costrutto cognitivo che usa il nostro cervello per generare emozioni che hanno il potere di modificarlo a loro volta in un gioco infinito.