Il paradosso del vivere nel paradosso.

Al di là della battuta abbiamo due semplici modi per vivere in equilibrio col nostro mondo interiore: ed in armonia col mondo esterno:

1) attraverso il pensiero, usando un buon dialogo interiore, il linguaggio permette di generare e mantenere pensieri, stati mentali, costruttivi che si trasformano in storia personale, che genera emozioni positive, fino ad avere sensazioni e comportamenti funzionali.

2) attraverso l’azione costruttiva, posizione e movimento del corpo, che genera sensazioni, emozioni e di conseguenza pensieri, stati mentali funzionali, in armonia.

Entrambe le strade generano cambiamenti, nuovi equilibri.

Il metodo costruttivista non si completa semplicemente usando il linguaggio, pensieri, legati al nostro Sè autobiografico, che crea le nostre convinzioni, usando le emozioni, il Sè emotivo che ci lega al nostro mondo, usando azioni, del Sè corporeo che ci mantiene in vita, ma usa il Sè sociale creando relazioni significative che ci arricchiscono e ci fanno “crescere”, fino ad elevarci spiritualmente, nel mondo del nostro Sè sociale, un profondo dialogo con l’intero nostro inconscio che ci guida.

Il Sè spirituale agisce attraverso il corpo, le emozioni, le storie che ci raccontiamo, le nostre relazioni usando per noi tre mondi differenti: il mondo delle nostre convinzioni, frutto delle nostre esperienze, il mondo della logica come conoscenza condivisa, ed il mondo dell’immaginario, che ci permette di creare un intero mondo alternativo, un inesauribile mondo di possibilità.

Così penso articoliamo in aree diverse la nostra realtà Psicosociobioemotivospirituale, una complessa intelligenza autoreferenziale, autopoietica che ci genera.

La cosa sorprendente di questo carosello di stati mentali differenti è che noi viviamo un’unica coscienza, quella che sentiamo il questo preciso momento, in quest’istante inafferrabile che è il nostro vivere.

So che può sembrare molto Zen afferrare quest’istante ma prova a farlo ora!

Se senti un collegamento con l’infinito mondo percettivo possibile, immagini, suoni, sensazioni, allora hai messo in. in collegamento il tuo Sè corporeo, col tuo Sè spirituale, ed attraverso relazioni, storie ed emozioni sei venuto in contatto col tuo io inconscio che molti preferiscono definire come una proprietà del nostro vero io, dell’io, d’io o più semplicemente dio.

Credo, e sottolineo che è mia convinzione, che l’infinito che percepiamo nell’idea di Dio non sia altro che la percezione del mondo inconscio nella sua massima estensione.

Quando avremo una visione della struttura che connette il nostro cervello, una mappa comprensiva di ciò che il nostro cervello è in grado di emulare per noi allora avremo un idea più precisa dei nostri Sè e comprenderemo veramente cosa vuol dire essere elaboratori di terz’ordine, esseri in grado di produrre dei Sè che ci producono.

Vi consiglio di giocare con questo semplice prototipo di mappa in cui riconoscervi, ed un cui riconoscere le vostre azioni ed i vostri pensieri, le vostre storie, le vostre emozioni e le vostre relazioni.

Scoprirete forse che la vita è importante perché è la vostra vita, che il vivere è un processo complesso ed unico che ci trascina in un turbinio infinito di descrizioni in cui diamo forma alle esperienze, dando forma al reale.

La vita è conoscenza ma certa conoscenza non è necessariamente vita, vi suggerisco dunque di fornirvi di una mappa, intesa come una conoscenza, sufficientemente ampia perchè accetti tra i suoi membri uno come voi.

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