La verità ti fa male

Ho conosciuto fedeli che sapevano dove stava di casa la verità.

Ho conosciuto atei che sapevano qual era la verità.

Poi ci sono stati tanti professori, ricercatori e scienziati che avrebbero potuto giocarsi l’anima che era vero quello che insegnavano o studiavano.

Tifosi che sapevano se il fallo c’era o non c’era, mariti che avrebbero potuto giocarsi i testicoli sulla fedeltà della moglie e sulla propria, madri che sapevano che i loro di figli non mentivano mai perché lo conoscevano nel profondo, politici che pretendevano che si credesse sulla loro verità, contestatori che difendevano la verità e chi era il male…

Gente che era sul posto e aveva visto qual era la verità, ma giornalisti che confezionavano la verità in modo che fosse compresa dal popolo dei lettori o che si preoccupavano di fare in modo da non generare il panico, o di non creare instabilità e soprattutto che non li portasse in un tribunale dove ogni giorno si giura di dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità della quale anche quelli che erano sul posto erano già molto meno sicuri.

Per questo la verità degli uomini non mi fa più ridere: mi fa vomitare!

Tutto ciò significa che per me tutto è relativo?

Direi proprio di no!

Rispetto la scelta, rispetto la lotta e rispetto anche la pace.

Rispetto gli uomini e le donne che prendono una decisione consapevoli dell’incertezza e del calcolo delle probabilità che governa riuscita e fallimento; coloro che si assumono la responsabilità delle proprie azioni o delle proprie inazioni senza cambiare idea alla prima convenienza, disposti a pagare per le scelte fatte e a imparare dalle esperienze infelici ancor più che da quelle felici.

Rispetto l’unica purezza possibile, quella della consapevolezza della lercia condizione umana, lo stesso letame del giorno che da sempre fertilizza l’Albero di Giuda dell’Amore!
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