La vita per quel che è

Alle volte mi chiedo se la vita è una cosa semplice che i pensieri tendono a complessificare.

Nel mio caso, e di questo posso parlare, credo di si, un grande del costruttivismo Heinz von Foerster dice che tendiamo a proiettare la complessità che viviamo dentro di noi nel mondo esterno.

Per questa ragione sento tutta la complessità del mondo esterno che confonde ogni mio più ordinato intento a descriver la semplicità del mondo stesso.

Ci son tanti che io definisco battisti che battezzano e cercan di fare proseliti ed hanno un pensiero per tutte le stagioni, li ascolto e spesso mi sento di dargli ragione, in fondo son goloso di verità.

Noto però che spesso la fede è un sentimento più che una ragione, io mi sento molto sentimentale, eppure so d’essere ragionevole, già si complica un po tutto.

Mi piace pensare che l’amore unisce, e mi son chiesto quale parola si antepone all’amore, li per li verrebbe da dire l’odio, ma è una risposta ingenua, è uno studioso di “storie e racconti” in salsa psicologica, Dan Mc Adams, che ha contrapposto all’idea di amore quella di potere, e il potere divide, così sembra semplice a dirsi ma in sostanza non lo è.

Mi chiedo spesso cosa influenzi di più l’umanità ed è facile considerare che l’umanità è condizionata dalla fede, che spesso si limita ad essere una speranza, è condizionata dai legami che spesso si spacciano per amore, come sentimento, mentre son più legami che definiscono un potere, un controllo, spesso un potere esercitato in nome del tuo bene, e qui si complicano ulteriormente le cose.

Forse è più semplice pensare che anche i significati delle parole son più sentimentali che ragionevoli, il mondo è complesso per quanto si confondono ragione e sentimento, semplice e complesso.

Si la ragione è semplice, come la tastiera di un pianoforte, i sentimenti son complessi come le stelle in cielo, milioni di milioni di punti interrogativi.

Son goloso di verità, ragionevoli verità, ma guardo sempre verso l’infinito, la libertà, verso quelle sensazioni che virano in sentimenti.

Il mondo è complesso, io son complesso, ma la vita è semplice, perché quando la viviamo stiamo bene o stiamo male, e non ci son parole che possono descrivere tutto il nostro vivere e morire.

Un caro amico giorni fa mi ha ricordato una bella storiella zen che aiuta a comprendere la vita così com’è, e che voglio qui riassumere a conclusione della semplicità con cui complessifichiamo la vita.

Un giorno lontano in un antico villaggio la giovane figlia di un influente mercante rimase incinta e non volendo denunciare il giovane amico della sua avventura s’inventò la storia che il saggio del villaggio aveva approfittato di lei.

Tutto il villaggio sapendo del misfatto accompagnò il padre della ragazza, dal saggio del villaggio per denunciarne il fatto e costringerlo così a prendersi cura del bambino.

Il saggio ascoltò tutte quante le accuse e le richieste che avevano da fargli e disse: “Ah si?”

Crebbe ed educò il figlio per molti anni fino a farne un forte ed intelligente bambino.

Un giorno, la figlia del mercante nel frattempo cresciuta e maturata sentì la mancanza di suo figlio, e senza farsi problemi racconto la vera storia del figlio chiedendo di poterlo avere indietro.

Tutto il villaggio accompagnò il mercante dal saggio ed insieme tutti quanti si scusarono dell’accaduto chiedendo così indietro il figlio.

Il saggio ascoltò tutte quante le scuse, le motivazioni e le nuove richieste che avevano da fargli e disse: “Ah si?”

La vita è bella e brutta, grande e piccola, vera e falsa, semplice e incredibilmente complessa, è tutto quanto e di più, ed è anche, credibilmente, l’unica complessa esperienza che semplicemente conosciamo.

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