Le pagine sparse

Vi è mai capitato di sentirvi senza un cappello, per la pioggia, il caldo, il freddo? a me spesso.

La sensazione: come avere pagine sparse qua e là, alcune più in ordine con un qualche contenuto, altre scialbe, altre chissà arricchibili. Un titolo non c’è non compare o non esiste, sono troppe e neppure in fila, certamente delle ribelli.

Manca anche il cappello, un’introduzione, una presentazione.

Forse è una testa zuppa inzuppata di pensieri che chiede spazio al silenzio per mettere in ordine, per intercettare pochi pensieri sinceri.

I reload sono tanti, ci son giorni in cui sogno anche ad occhi aperti di non farne almeno uno. Si’ poche righe ricche di un buon contenuto a me basterebbero. Le tante parole rincorse da anni acquisterebbero un senso. Non lo scrivo per farmi dire da un qualcuno, ma dai cosi’ non e’, so ben io che quanto arriva alle mie dita non parte da me e potrei farle scorrere lievi e sicure.

Esiste un pifferaio magico che con le sue note mette tutto in ordine. Come farlo suonare in questa occasione? forse non vuole? aspetta il momento giusto, quello in cui il profumo delle parole sarà più intenso, delicato e forte, tra le righe e sopra queste.

Nel frattempo mi esercito divertendomi con guizzi tra pensieri, fatti, sensazioni, sentimenti. Non sempre le mie mani sono veloci, possono fermarsi distratte stanche pigre, possono imboccare vie che lascio abbandonate. Nell’attesa sanno che un giorno arriveranno nel porto in cui le onde le accompagneranno a scrivere sentendo tanti accanto: poeti, scrittori, Maestri, amici, ricordi e qualche offuscato pensiero…

Quello che oggi ho scritto di getto non è qui, non pareva il suo posto, per ora, ma nel mio cloud, un po’ come fogli di carta custoditi per mesi e poi fatti palle da buttare, come ricordi inutili o conservati come carezze.

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