L’Ipnosi Costruttivista oltre il fenomeno suggestivo: Metodo Autobiografico dal Sé profondo al Sé Core.

In considerazione del fatto che coloro che usano un linguaggio raggiungono un grado elevato di compatibilità linguistica con membri del proprio gruppo, spesso si trovano a credere che le parole da loro usate, si riferiscono veramente ad oggetti del mondo reale, e che, di conseguenza,il linguaggio possa fornire una descrizione delle cose che vada oltre la sfera dell’esperienza individuale. Il ragionamento implicito che conduce a questa illusione, e qualcosa del tipo: se in molti facciamo riferimento alle stesse cose, di conseguenza le cose devono essere considerate reali. Ma tutto ciò trascura il modo in cui ogni utente del linguaggio costruisce significati, e che questi significati devono essere adattati all’uso che gli altri fanno delle parole , e, perciò modificati nella pratica della segmentazione e commento dell’esperienza.

Ernst von Glasersfeld. Radical Constructivism: A way of learning & knowing.

Ernst von Glasersfeld

Ciò che rende unica ed irripetibile un esperienza ipnotica è l’intenzione, al di là di qualunque Tecnica o Metodo si usi è l’intenzione che ci orienta, ci rende efficaci, ci permette di portare tutto noi stessi nell’esperienza, durante un’induzione o una deduzione ipnotica sono momenti di occasionalità, ma quello che ci guida e per sempre la nostra intenzionalità.

Quello che andrò a dire rispetto all’ipnosi è il mio punto di vista, ho scelto fin dall’inizio di comprendere il fenomeno ipnotico su un modello di tipo scientifico, non perché altri modelli non siano altrettanto validi, ma perché la comunità scientifica è il gruppo persone più numeroso a condividere lo stesso ideale, e le stesse regole del gioco.

Ho iniziato la mia esperienza personale nel campo dell’ipnosi quasi per caso, mi è capitato durante una settimana formativa di fare una dimostrazione teorica su una ragazza, allieva del corso di formazione in cui io ero docente, conoscevo l’ipnosi ma ancora non l’avevo mai affrontato in modo diretto e rapido, in quell’occasione all’inizio della settimana mese questa ragazza in uno stato profondo di trans catalettica, ebbe un successo incredibile, si sparse la voce e mi trovai ad essere protagonista di un evento unico che sorprese probabilmente più me stesso che gli altri.

Insisto sulla intenzionale abilità che possediamo a lasciarsi guidare dal nostro desiderio e dalla nostra volontà nel raggiungere il traguardo, a livello inconscio tutta la nostra persona è orientata in questa direzione la cosa particolare è che si rimane e aggrediti, anche al di là della nostra coscienza, da questa profonda intenzione che portiamo in noi. Per questa ragione insisto col dire che l’intenzione che crea l’occasione che genera cambiamento in te come operatore, e nella persona con cui lavori.

I miei studi teorici, alla fine del percorso universitario, si sono basati su una tesi di laurea: “Sviluppi epistemologici della seconda cibernetica”, un’esperienza dove ho capito che a guidare l’ipnosi, ed i risultati che otteniamo, non è il singolo individuo ma la relazione, è attraverso la relazione con l’altro che noi orientiamo le nostre intenzioni e apportiamo i cambiamenti utili all’esperienza ipnotica.

Lascio alcuni punti che fungono da base nel considerare l’epistemologia ed ontologia dell’ipnosi costruttivista, sono principi teorici che guidano alla comprensione dell’esperienza ipnotico costruttivista. Intendo con epistemologia lo studio critico della natura e dei limiti della conoscenza scientifica, con particolare riferimento alle strutture logiche e alla metodologia delle scienze; negli ultimi decenni, per influsso del corrispondente termine inglese, il vocabolo viene sempre più usato per designare la teoria generale della conoscenza, quindi, gnoseologia. Intendo con ontologia la dottrina filosofica relativa ai caratteri universali dell’ente, corrispondente alla ‘prima filosofia’ del più maturo Aristotele, detta poi ‘metafisica’: è tradizionalmente considerata il fondamento di ogni sistema oggettivistico, e posso aggiungere che nella filosofia analitica, ontologia è la teoria che stabilisce i criteri di esistenza di determinate entità a partire da un linguaggio formale. Come dice Bateson accesso e forma sono le due componenti di un evento, il processo è il divenire di un’azione, la forma è la descrizione cosciente dell’azione avuta. Noi viviamo in un processo, la vita, denotato da una forma, la storia che ci raccontiamo, Autobiografia, in cui noi sappiamo di avere una vita, processo, e viviamo attraverso una storia, la narrazione del processo vissuto. Alle volte capita che l’Autobiografia, costruita attraverso memoria e linguaggio, la forma che diamo della nostra vita, guidi il processo stesso del vivere, come dice George Kelly: “noi siamo psicologicamente canalizzati dal modo in cui anticipiamo gli eventi” siamo I migliori i profeti di noi stessi.

Il costruttivismo di principio sostiene che la realtà non è una scoperta, bensì è una costruzione, il nostro cervello è un perfetto emulatore di realtà, una realtà in cui noi ci troviamo a vivere e che consideriamo vera. Mi è stato semplice dal costruttivismo passare all’ipnosi, è stato il lavoro di Albert Ellis che ha definito il primo passaggio sulle credenze e convinzioni che determinano parte dell’identità individuale, partendo dalla visione gerarchica dell’identità per Gregory Bateson, semplicemente possediamo l’identità del fare e dell’essere, l’identità del sale è costituita dalle azioni, dai comportamenti, dalle strategie. Nella gerarchia a guidare le nostre azioni, comportamenti e strategie, e l’identità dell’essere, convinzioni,credenze, valori, missione, questi ingredienti che motivano e guidano il nostro agire.

George Kelly «L’uomo ricercatore»

I costrutti personali definiti come correlati del pensiero di George Kelly nella sua opera: «L’uomo ricercatore», sono alla base del mio concetto di Ipnosi Costruttivista, si collegano al lavoro Albert Ellis che fondò la terapia razionale emotiva (RET), che successivamente divenne terapia comportamentale razionale-emotiva (rational-emotive behavior therapy/REBT), perché lavora sull’interazione reciproca tra cognizioni, emozioni e comportamento.

Gli assunti principali della REBT si possono sintetizzare nei seguenti punti:

  • il modo in cui ci sentiamo (emotivamente) e il modo in cui ci comportiamo derivano da quello che pensiamo;
  • * un modo di pensare illogico, distorto, irrazionale genera problemi emotivi e comportamentali;
  • * i problemi emotivi e comportamentali possono essere superati sostituendo i pensieri irrazionali con pensieri razionali.

Albert Ellis, ha ideato uno schema che permette di individuare le idee irrazionali da cui deriva la sofferenza. Lo schema da lui proposto si chiama ABC ed è così suddiviso:

A (Adversities e Activating Experiences, avversità ed esperienze attivanti): tutto ciò che interagisce (negativamente o meno) con il raggiungimento dei nostri obiettivi. Per esempio: essere lasciati dal partner, essere licenziati, farsi male ecc.

B (Beliefs, credenze o critical beliefs): le idee che le persone sviluppano rispetto alla situazione che si è verificata e possono essere:

Razionali: di solito soluzioni che si riassumono in preferenze e desideri che gli A non avvengano. Per esempio: “se ci tengo a questa relazione, occorre modificare alcuni comportamenti”; “sarebbe opportuno non essere licenziati e anche se avvenisse sono in grado di individuare delle soluzioni”, “dovrei curare maggiormente la mia salute”.

Irrazionali: sono pretese che gli A non debbano assolutamente accadere. Per esempio: “nessuno può permettersi di lasciarmi, se il mio compagno/a lo facesse significa che è una brutta persona”, “non devo essere licenziato e, se accadesse, significa che sono una persona che non vale nulla”, “Mi piace fumare, quindi per me è intollerabile per me smettere di farlo”.

C (Consequences, conseguenze): sono le conseguenze dei B e possono essere:

Sane: si tratta di comportamenti e di emozioni che derivano da B razionali. Per esempio: “se la mia relazione è finita significa che non eravamo compatibili, quindi trovo qualcosa di diverso per me”; “mi spiace essere stato licenziato, mi adopero a cercare altro”, “dovrò curare meglio il mio stile di vita per migliorare la mia salute”.

Patologiche: sono comportamenti e sentimenti che derivano da B irrazionali. Per esempio: “sono stato lasciato, la deve pagare!”; “sono stato licenziato quindi sono una nullità”, “fumo e non posso farci nulla”.

Albert Ellis «Convinzioni limitanti».

Bateson nelle sue considerazioni sull’identità umana vi considera il concetto di mente in modo complesso, come somma di parti che compongono l’individuo, io le semplifico in tre parti Psico Bío Emotive, ogni persona possiede un corpo, un cervello biologico, un cervello emotivo, coscienza centrale Core, un cervello cognitivo, un Sé autobiografico. Bateson precisa sei criteri del concetto di mente:

(a) « Una mente è un aggregato di parti o componenti interagenti»;

(b) «L’interazione tra le parti della mente è attivata dalla differenza»;

(c)«Il processo mentale richiede una energia collaterale»;

(d) «Il processo mentale richiede catene di determinazione circolari (o più complesse)»;

(e) «Nel processo mentale gli effetti della differenza devono essere considerati come trasformati (cioè versioni codificate) della differenza che li ha preceduti»;

(f) «La descrizione e classificazione di questi processi di trasformazione rivelano una gerarchia di tipi logici immanenti ai fenomeni».

Bateson afferma che qualunque sistema che soddisfi tutti i criteri di mente è intrinsecamente epistemologico. E’ in tal senso che Bateson sostiene che la Creatura, il mondo del vivente, costituisce una mente coerente e organizzata che elabora le informazioni, la totalità della Creatura (l’ecologia planetaria) e ciascuna delle sue componenti (organismo individuale, sistemi interattivi, ecosistemi, etc.) sono dotati di processi mentali. La Creatura, in tutte le sue manifestazioni, è mente. Perciò Bateson insiste sul fatto che la caratteristica fondamentale dei sistemi viventi è che essi possiedono la capacità di conoscere, pensare e decidere. Convinto che il mondo della Creatura sia intrinsecamente epistemologico, Bateson dà la sua unica possibile risposta ad un quesito filosofico fondamentale affermando che il conoscere di ogni singolo organismo è «una piccola parte di un più ampio conoscere integrato che tiene unita l’intera biosfera o creazione». Quindi, per Bateson biologia ed ecologia sono epistemologia; tutto ciò che vive è, nella sua essenza, mentale ed epistemologico.

Gregory Bateson «Mente e Natura»

Bateson asserisce che la struttura del carattere dovrebbe essere intesa come «un insieme di ipotesi o premesse abituali e, in particolare, che essa è «una trama di premesse epistemologiche e ontologiche» che determina il modo in cui una persona comprende il mondo circostante e si mette in relazione con esso:

«Nella storia naturale dell’essere umano, ontologia ed epistemologia non possono essere separate. Le sue convinzioni (di solito inconsce) sul mondo che lo circonda (cioè, le sue premesse ontologiche) determineranno il suo modo di vederlo (cioè, le sue premesse epistemologiche) e di agirvi, e questo suo modo di percepire e di agire (cioè le sue premesse epistemologiche) determinerà le sue convinzioni sulla natura del mondo (cioè, le sue premesse ontologiche). L’uomo vivente è quindi imprigionato in una trama di premesse epistemologiche e ontologiche. E’ scomodo far sempre riferimento all’epistemologia e all’ontologia insieme, e d’altronde è errato pensare che esse si possano separare nell’ambito della storia naturale… Pertanto impiegherò il termine unico «epistemologia» per designare entrambi gli aspetti della trama di premesse che reggono l’adattamento (e il disadattamento) all’ambiente umano e fisico» Gregory Bateson.

Intelligenza e coscienza sono due esperienze indissociabili, uniche, unite dall’esperienza dello stato mentale, un equilibrio tra percezioni, sensazioni, emozioni e pensieri, intelligenza ci permette di anticipare gli eventi, la coscienza e alla base di qualunque processo di conoscenza e di apprendimento, coscienza e intelligenza sono alla base dei processo Ipnotico.

Ipnosi Come tecniche ed Ipnosi Costruttivista come Metodo

Ogni esperienza ipnotica e creata da una relazione, le esperienze noti che sono induttive ho deduttive, entrambi sono parte di una danza che crea uno stato ipnotico, la punteggiatura che viene data nel considerare un individuo come nordista e l’altro come ipnotizzato, è arbitraria, qualunque punteggiatura, come distinzione, genera contenuti e contesti differenti, ogni contenuto è comprensibile solo se si comprende il contesto, il contesto dell’esperienza ipnotica e nella relazione non è singoli individui, per questa ragione ogni esperienza ipnotica a momenti in cui induciamo, e momenti in cui deduciamo l’esperienza.

La Trance ipnotica: è un trasferimento dell’individuo dalle sue Credenze/Convinzioni, l’area della critica personale, l’ambiente di vita della persone, le certezze, attraverso la Logica condivisa dalle persone con presupposti ed assiomi condivisi, fino a raggiungere l’ Immaginario/l’ Ipnosi, l’ area della creatività personale, dove si trovano le risorse per il cambiamento.

Nell’ipnosi suggestiva diretta conta sul desiderio di protagonismo, sulla curiosità nel perdere coscienza, è forse la più affascinante esperienza d’ipnosi per l’osservatore, colui che riceve l’induzione spesso non ha molto da ricordare, cade in uno stato particolare di coscienza limitata, in cui si disattivano alcune aree del suo cervello lasciandolo in un limbo molto particolare, essere messi in gioco di fronte a un pubblico galvanizza le persone portate ad accentrare su di loro l’esperienza, contano le tecniche, le novità, le sorprese, lavorano prevalentemente sullo shock, sulla confusione, sul non sequitur, sulla rapidità, sulla rottura degli schemi, l’ipnosi cosiddetta Paterna, direttiva, utilizza le strutture del nostro cervello antico , il Sé di base, il cervello rettile, le tecniche paterne si trovano anche tecniche di base fisiologica, come la Tersicoretrans, tecnica di rotazione sul proprio asse con respirazione forzata, il massaggio carotideo, messaggio dei bulbi oculari, tecniche fisiche di invasione dell’area personale ed intima. E tecniche direttive erano prevalentemente usate dai medici, sono prevalentemente autoritarie, impongono una guida stretta con comandi precisi, immediati, funzionano molto bene con mentalità semplici, facili al comando, meno creative, impongono un clima di terrore e paura, e dunque fanno scattare in noi una reazione primordiale.

Nell’ipnosi terapia le cose sono diverse non conta la tecnica che usi ma il Metodo che conosci, costruire una via un cammino assieme alla persona che ha bisogno d’aiuto, entrando in un clima di collaborazione attraverso un sincronismo iniziale, un classico modellamento sull’altro facendolo sentire a proprio agio, seguendo tutto quello che dice e quello che fa. La chiave di volta per iniziare un trattamento ipnotico terapeutico e l’ascolto, l’ascolto attivo come ci ha insegnato Carl Rogers, nel ripetere parole e concetti che esprime la persona, e l’ascolto attivo che ci ha suggerito Milton Erickson con l’ipnosi indiretta, basata sostanzialmente sono uso mirato del linguaggio verbale non verbale e para verbale, utilizzando tutto quello che il cliente porta, considerando tutte le risorse che possiede prima dei limiti che porta con se.

Come esempio di Ipnosi Terapia porto il nostro metodo Psico Bío Emotivo, che ho sviluppato e concettualizzato con la terapeuta Rosetta Minniti, frutto di un lavoro complesso e particolare, ascolto, comprensione ipnosi deduttiva, ed intervento, usando il contatto continuo con le memorie del corpo, le memorie emotive collegate, oltre alla narrazione che la persona porta con se, la sua storia.

Il Metodo Ipnotico come il Metodo Psicobioemotivo nell’ambito della relazione d’aiuto non ha nulla di particolare o spettacolare è solo un esperienza dove conta molto l’ascolto attivo e quindi più l’ipnosi deduttiva, che non la classica ipnosi induttiva, con uso mirato di tecniche ipnotica, una trance naturalistica come ci ha insegnato Milton Erickson, conversazionale, nella sua naturale modalità colloquiale, Il Metodo Ipnotico PBE (Psicobioemotivo) sembra semplice e pare di capirlo subito, tre parti, corpo fisico percezioni e memorie del corpo, sensazioni, emozioni e memorie, intelligenza cognitiva linguaggio e ricordi, ma il Metodo ha a che fare con la vita che è una cosa complessa come sapete … le tecniche son più difficili all’inizio perché ci si deve allenare ripetendole, si devono imparare passo passo, ma poi ha a che fare con le suggestioni, l’immaginario, un esperienza simulata dalla mente, molto più facile da gestire.

L’ipnosi direttiva, classica, lavora prevalentemente sull’Ipnosi Verticale, dove si disattivano alcune aree del cervello, scende nella cosiddetta profondità ipnotica, con un uso mirato delle qualità del nostro cervello rettile, del cervello mammifero, e di quello neocorticale, la si può definire verticale proprio perché va dallo stato di veglia allo stato di sonno, perdendo mano a mano alcune aree di attività cerebrale, lo stato mentale è in ogni caso vissuto per ogni persona ad un livello diverso di approfondimento. Un’esperienza particolare di Ipnosi Verticale è l’ipnosi meditativa, sia come autoipnosi che come ipnosi guidata, tutti i fenomeni di meditazione sono legati ad una parziale perdita di consapevolezza certe aree critiche vengono disattivate a favore dell’immaginario.

L’ipnosi orizzontale lavora sul cambiamento del proprio Sé e va ad impattare nella vita della persona, attraverso i suoi differenti Sè Biologico di base, Relazionale emotivo, ed Autobiografico. L’individuo è legato alla propria storia come narrazione personale e dunque all’inizio sembra più facile l’esperienza, ma dopo è molto più complessa e completa. Nell’ipnosi orizzontale si sperimentano esperienze come le cose regressiva, l’ipnosi progressiva, dove progetti una tua vita futura possibile, l’ipnosi contemplativa, dove costruisci una tua nuova identità.

Se vogliamo partire dalle cosiddette tecniche allora l’ipnosi costruttivista e strutturata su un acronimo molto semplice:TIFIDIDIME

TI

Sta ad indicare che, come ho detto, il processo ipnotico è costituito dalla relazione terapeuta ed ipnotizzato, due facce di una stessa medaglia, l’ipnosi è un processo co condotto, dove è fondamentale la sensibilità di chi si presta a guidare, una sensibilità orientata a mantenere il contatto continuo con l’altro, l’ascolto attivo, la sensibilità ad usare tutto ciò che si presenta, l’umiltà di essere sempre guidato dall’esperienza dell’altro, dal suo inconscio e dalla relazione che si è in grado di costruire con l’inconscio stesso (dialogo interno e narrazione personale).

FIDI

Sono quattro i punti cardinali dell’esperienza ipnotica:

Focalizzazione, come possibilità di spostare la persona nel tempo e nello spazio, tipica dell’esperienza dell’ipnosi regressiva alla propria vita passata personale, o ad ipotetiche vite precedenti.

Intensificazione, come possibilità di aumentare o diminuire le percezioni e le sensazioni provate, l’ipnosi per il controllo del dolore, anestesie, analgesie, desensibilizzazioni, delocalizzazioni sensoriali.

Dissociazione come principale abilità, data dai due emisferi cerebrali, di essere protagonista ed osservatore della propria esperienza, la coscienza della la dissociazione come principale abilità, la coscienza del proprio Stato Mentale o Ipnotico, la costruzione dei propri Sè, esperienza alla base di tutte le realtà ipnotiche.

Implicazione, la vera e propria magia dello stato di trance, l’associazione che viene generata tra due condizioni differenti, se X allora Y, quando X allora Y, la magia della vicinanza associativa.

DI ME

L’ipnosi lavora sulla descrizione dell’esperienza attraverso Induzioni e Deduzioni ipnotiche, contempla necessariamente una manipolazione in cui si operano dei condizionamenti, ci sono momenti in cui si innestano esperienze nel vissuto della persona, come innesti di storie, e si aspetta il risultato come elicitazione, emersione, disvelamento di nuovi comportamenti, di un nuovo Sè esperienziale.

Passaggi principali nel Metodo Ipnotico Costruttivista.

La cornice all’interno della quale si articola il Metodo terapeutico Psicobioemotivo, nell’ottica dell’Ipnosi Costruttivista, è esemplificabile con la metafora originariamente proposta da Kelly (1955) dell’uomo come scienziato. Il lavoro terapeutico è concettualizzato come un processo di ricerca all’interno del quale paziente e terapeuta svolgono i ruoli distinti e complementari rispettivamente di ricercatore e di supervisore alla ricerca. La metafora definisce le competenze specifiche di ciascuno dei due membri della relazione: il paziente è l’esperto rispetto all’oggetto della ricerca (il suo sistema di conoscenza, le sue sensazioni, i suoi pensieri, le sue emozioni ecc.) poiché è l’unico ad avere la possibilità di un contatto diretto con esso; il terapeuta è l’esperto rispetto al metodo e il suo compito è quello di suggerire gli strumenti, le procedure e i tempi per portare avanti l’intero processo terapeutico Ipnotico.

Maieutica è il termine che definisce il metodo utilizzato da Socrate per aiutare i suoi discepoli a “partorire la verità”. Il Metodo Psicobioemotivo, dell’Ipnosi Costruttivista, come la maieutica consiste nel porre domande in modo tale da indurre l’interlocutore a trovare autonomamente la “verità”. Le domande sono estese a tutti i livelli della persona, quello fisico, il corpo e le sue memorie, quello cognitivo, la narrazione e le sue storie autobiografiche, le emozioni e le sue memorie, esperienze e vissuti, momenti passati, momenti anche solo immaginati.

La metodologia maieutica utilizzata in psicoterapia cognitiva corrisponde perfettamente, nei suoi presupposti generali, all’approccio socratico, intendendo per “verità” quella soggettiva e non quella ontologica. L’obiettivo è aiutare il cliente a prendere coscienza delle proprie strutture di conoscenza automatiche ed inconsce esprimibili verbalmente e delle relazioni intercorrenti fra esse. L’analisi è condotta mediante un processo inferenziale, inducendo il cliente ad osservarsi, assumendo il punto di vista di un osservatore esterno.

Molte volte capita che le persone abbiano superato un trauma fisico, ma non l’abbiano superato a livello cognitivo, rimane l’emozione cognitiva a testimonianza e non si riesce a guarirne, altre volte capita che il trauma psicologico sia stato superato ma quello fisico mantiene le sue memorie, la memoria del corpo vanno curate come le memorie cognitive Autobiografiche, in questo caso rimane l’emozione fisica a testimonianza della mancata guarigione.

Col Metodo Psicobioemotivo dell’Ipnosi Costruttivistaa al cliente vien chiesto di:

a) concentrarsi sulle proprie sensazioni corporee tenendo un contatto fisico col cliente;

b) concentrarsi su uno specifico stato emotivo raggiunto nel corso della seduta;

c) rappresentarsi immaginativamente situazioni di vita ripercorrendole come in una sequenza filmica seguendo le memorie del corpo;

d) costruire fantasticamente ipotetiche situazioni di vita reale, emotivamente significative, seguendone le sensazioni che emergono;

e) sviluppare immagini fantastiche attraverso metafore per esprimere propri stati mentali o sviluppare fantasie guidate su temi proposti dal terapeuta.

Il lavoro con il Metodo Psicobioemotivo dell’Ipnosi Costruttivista porta ad un incremento della sua consapevolezza e coerenza interna. La conseguenza per il cliente si concretizza in una maggiore capacità di dialogare con se stesso (dialogo interno con l’inconscio) è capacità di percepirsi in modo emotivo.

a) Flessibilità nell’utilizzare le informazioni potenzialmente disponibili nell’ambiente per effettuare le sue costruzioni;

b) Capacità di formulare anticipazioni degli eventi, funzionali ai propri obiettivi;

c) Tendenza ad accogliere le invalidazioni e modificare le proprie strutture in rapporto ad esse;

d) Capacità di attribuire nuovi significati agli eventi della vita, in particolare quelli che precedentemente minacciavano il suo equilibrio interno ora sono riequilibrati dal dialogo col proprio inconscio.

Conclusione

«Tutti i processi mentali si configurano come la risultante di una costruzione progressiva di strutture, dalle meno complesse alle più complesse, lungo una successione di tappe, ciascuna delle quali rappresenta il punto di arrivo ed il punto di partenza di nuove forme di equilibrio». Jean Piaget

Jean Piaget

Concezione dell’uomo come elaboratore di informazioni e generatore di significati. L’uomo non è passivo nei confronti dell’ambiente ma partecipa alla costruzione della realtà.

L’analisi è rivolta alle strutture mentali fisiche ed emotive che modulano e regolano il rapporto S-A-P (soggetto-ambiente-persone) in termini di flussi e scambi di informazioni.

Le relazioni d’aiuto considerano la modificazione delle emozioni e degli affetti e dei meccanismi interni di regolazione, elaborazione e generazione delle informazioni della persona.

Per i costruttivisti non è possibile avere un mondo reale preesistente e indipendente dall’osservatore, esistono piuttosto diverse «visioni del mondo» che dipendono dal punto di vista osservatore, dai suoi Sé differenti, fisici di base, relazionali emotivi ed Autobiografici.

Ogni percezione od operazione cognitiva, ogni giudizio non rispecchia semplicemente qualcosa, è una operazione procedurale, costruttiva, in cui l’osservatore è implicato in un processo autoreferenziale ed Autobiografico quindi.

Watzlavick

Dal punto di vista teorico l’Ipnosi Costruttivista vede il recupero di una visone olistica ed unitaria della persona e del suo ruolo attivo di inventore della realtà ci ricorda Watzlavick, ha condotto alla formulazione di modelli interpretativi più complessi, un uomo non semplice elaboratore di informazioni, quanto “costruttore di significati” ed all’ambiente non più come luogo di stimolazioni esterne, piuttosto come universo di simboli e di esperienze.

Crescita personale = differenziazione

Da un comportamento meno organizzato verso comportamento più organizzato.

Sviluppo = estensione del campo di attività ed interessi da un Irrealtà ad una Realtà

Da una relazione labile con la vita ad una solida

Retrogressione ritorno ad una modalità di comportamento precedente nella storia psicologica del soggetto

Regressione ritorno a modalità di comportamento primitive più “generali”, mutamento in una direzione opposta ai mutamenti caratteristici dello sviluppo, riduzione della differenziazione, diminuzione del realismo, compromissione della dimensione temporale, restrizione dello spazio di vita.

Il Soggetto “costruisce” gli eventi della realtà, non è semplicemente rispondente ad essa. Le rappresentazioni dell’ambiente consentono la possibilità di intervenire modificandolo, ed adattarlo a sé, in modo creativo: la realtà non è soltanto data in quanto tale, e non è univoca, ciò che conta anche ai fini dell’interpretazione è il costrutto, la rappresentazione personale e unica degli eventi che ciascuno elabora, secondo le proprie caratteristiche personali.

I costrutti sono dinamici poiché l’esperienza quotidiana comporta una costante revisione del modo di vedere le cose e la vita.