«Per esser divertenti bisogna prima pensare con tristezza.»

Georges Feydeau

“L’ascoltatore e non il parlante determina il significato di questo, un’asserzione, di un utterance”.

Heinz von Foerster

Credo si percepisca per differenze, che si ragioni pure per differenze, e che le ricerche scientifiche, attraverso le Neuroscienze in particolare, ci insegnano che l’homo sapiens si distingue dagli altri animali per lo sviluppo di una parte frontale del cervello (lobo frontale) adibita ai processi cognitivi, al pensiero e alla manipolazione di simboli e significati. L’ipnosi agisce sostanzialmente su parti antiche del cervello, il cosiddetto cervello rettile, parti del cervello mammifero, emozioni e memoria, ed una sola zona della neocorteccia, direttamente implicata nell’attività ipnotica, la zona del lobo frontale, curioso che proprio l’ipnosi crei sinergie e collegamenti tra funzioni così diverse e lontane tra loro del lavoro del nostro cervello.

Credo che la maturazione ontologica del cervello umano prosegua attraverso un processo stocastico di prova ed errore e che attività meditative come l’ipnosi stimolino la crescita cognitiva in una direzione dove il nostro cervello sviluppa abilità non solo creative ma anche di analisi e sintesi del pensiero e della coscienza dell’essere umano, queste attività sinergiche e di collegamento di parti diverse del nostro cervello hanno dato origine nei secoli a tutti quegli eventi e prodotti intellettuali che vengono tematicamente raggruppati e affrontati in discipline come storia, filosofia, letteratura, le scienze ecc. Ritengo che la nostra capacità di riflettere su un concetto o analizzare un problema e trovare soluzioni sia un prodotto secondario, un effetto collaterale dell’attività di «collegamento» e maturazione di parti differenti del nostro cervello, arrivando ad associare idee in modo innovativo, come un potente strumento intellettuale e cognitivo. Siamo più frutto dell’inaspettato procedere stocastico che non frutto di un «disegno» particolare, l’unire i puntini porta un disegno

L’attività del pensare non credo sia una attività teleologica, sia piuttosto stocastica, ed i pensieri non son commessi unicamente da processi causali, son più processi casuali indicizzati in ragionamenti e pensieri che nella loro essenza risultano coerenti ed orientati.

Penso che l’interfaccia cognitiva logica a cui siamo abituati a rispondere, la nostra «coscienza», sia solo la facciata di una complessa, articolata, discontinua attività mentale costituita da operazioni mentali sparse e poco allineate ad un principio di coscienza individuale, ma piuttosto orientate ad un principio ecologico spesso più di tipo collettivo, che non individuale.

C’è un dialogo molto piacevole che tengono Heinz von Foerster e Ernest von Glasersfeld nel libro «Come ci si inventa» di Ernest von Glasersfeld, dove raccontano storie della loro vita e pensano assieme, qui di seguito riporto un breve stralcio del loro dialogo che richiama cosa intendo per processo stocastico della maturazione dell’attività mentale dell’homo sapiens nei secoli:

HEINZ: Anche tu hai utilizzato la metafora della chiave e hai parlato dell’aprire. Mi piace molto.

ERNST: L’ho preso da Senofane. Mi è piaciuto perché è vero che la chiave apre la porta, ma non dice niente della serratura o di quello che c’è dietro.

HEINZ: Apre delle possibilità.

ERNST: Esattamente, delle possibilità. C’è la storia del cieco, credo che sia di Bateson.

HEINZ: Non la conosco. Cosa vedono i ciechi. (Già Kant lo sapeva) ERNST: La storia è molto bella. Portano un cieco in un paese a lui sconosciuto. Lui gira il paese con il suo bastone bianco e dopo qualche giorno o settimana lo conosce abbastanza bene da andare tranquillamente in giro. La domanda è: che cosa ha imparato? Si direbbe: “Adesso conosce il paese”. Ma non conosce il paese, sa solamente dove può andare senza sbattere contro degli ostacoli.

HEINZ: Non conoscevo questo esempio di Bateson.

Neppure a me era conosciuto questo esempio di Bateson, credo renda bene l’idea dello scienziato che costruisce chiavi per procedere nella vita evitando gli ostacoli, così mi sento pure io e mi piace pensare d’insegnare alle persone ad evitare gli ostacoli che ho a mio tempo incontrati, o che son convinto che qualcuno li abbia evitati prima di noi, tutto il vivere è conoscenza e la conoscenza è il prodotto del nostro appendere a più livelli, anche l’apprendimento creativo dell’attività di trance ipnotica è conoscenza.

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