Perché è facile amare il calcio e molto meno la politica?

Alla fine son arrivato ad apprezzare il calcio, oddio proprio una partita intera la guardo raramente, ma guardo i gol segnati e seguo i risultati, mi faccio un idea di entropia e neghentropia del gioco del calcio.

Entropia e neghentropia nascono come concetti all’interno della legge sulla termodinamica, (fisica classica), indicano semplicemente ordine, neghentropia, e disordine entropia.

I termini son. usati anche in ambiti differenti dalla termodinamico, ad esempio in biologia, nello studio di quei sistemi che si evolvono verso stati di ordine ed organizzazione crescenti, la vita è neghentropica quando evolve nella crescita ad esempio, mentre è entropica quando va verso la morte, neghentropia ordine, organizzazione, differenziazione, vita, mentre entropia disordine, caos, indifferenziazione, morte. Accettate la mia semplificazione perché. mi ero promesso di far un discorso semplice, neghentropico, ma alla fine inciampo sempre nella complessità, col rischio di cadere nell’entropia.

Per tornare al mio discorso iniziale, il calcio è un gioco semplice ed ordinato, un bel esempio di neghentropia. Naturalmente se entriamo nello specifico di un match (partita) allora la squadra che vince è riuscita a tenere la propria neghentropia, mentre quella che perde è in piena entropia.

Il calcio è tanto amato perché nella sua semplicità ha preso il posto del bene, del pulito ed ordinato mondo in cui vivere. Chi non vorrebbe un mondo così!

La politica è, al contrario, l’essenza dell’entropia, un mondo complesso che finisce sistematicamente nel disordine, nel caos, nell’entropia appunto.

La morte, come la distruzione, è sempre in agguato, facile da ottenere, le disgrazie son sempre diverse tra loro, così la sofferenza, il dolore, mentre la felicità è sempre uguale, semplice, bella.

La vita, pur volendola vedere nella sua semplicità, è complessa e straordinariamente difficile da capire, nella ricerca della felicità noi la semplifichiamo in esperienze semplici, facili da comprendere, chiare ed ordinate, con regole semplici che tutti comprendono ed accettano. Così è in fondo il calcio, un’esperienza di vita semplice, che tutti possono capire, come una “macchina banale”, che segue sempre le stesse regole.

La politica alle volte segue ed alle volte precede la vita, è il tentativo di creare semplici e buone regole con cui vivere; il risultato? Un gran casino!

La politica è entropia semplicemente perché si propone di affrontare e risolvere problemi non banali, in “macchine non banali”, problemi che nessuno vorrebbe mai incontrare, la sofferenza, l’ingiustizia, la perdita, il dolore, la morte, oltre a tutto il resto.

Una partita di calcio ha un inizio ed una fine, ed un periodo intermedio in cui due squadre cercano di mantenere la propria integrità rimanendo inviolate nella propria rete, il cuore del sistema, quando la palla entra in porta succede che una squadra fa un passo verso il proprio successo, neghentropia, mentre l’altra fa un passo verso l’entropia, la propria sconfitta.

L’inizio e la fine nel gioco del calcio son replicabili, ogni volta è lo stesso copione che viene seguito, cambiano solo i risultati.

Nella vita l’inizio e la fine non sono replicabili, si nasce una sola volta e quando si muore la vita semplicemente lascia il posto alla morte e l’entropia che si produce non è reversibile, non si può tornare indietro.

In quanto ai copioni, nella vita cambiano sempre e solo alcuni sono desiderati e voluti, molti copioni fan parte di quelle “macchine non banali” che cambiano continuamente la risposta che danno allo stimolo ricevuto anche quando questo rimane lo stesso, la vita è una continua sorpresa, non sai mai cosa ti presenterà.

In tale scenario la politica cerca di fare del suo meglio nell’affrontare il. lavoro “sporco”, nascondere o allontanare dalla vita la sua entropia!

Il calcio, come ogni “macchina banale”, si mantiene nel proprio gioco dandoci sempre. partite replicabili neghentropiche, tranquillizzandoci, facendoci sentire compresi, tenendoci così lontano dall’entropia.

Come terapeuta spesso mi ritrovo ad affrontare, al pari della politica, l’entropia della vita, con persone, che, essendo “macchine non banali”, danno sempre risposte differenti alla vita, e ne rimangono spesso come travolti.

Così mi impegno a trovare metafore, anche calcistiche, che possano alleggerire il peso entropico che ci presenta la vita.

Chi si trova in un momento neghentropico difficilmente mi cerca in qualità di psicoterapeuta, ma cerca l’ipnosi per curiosità, per conoscere ed avere maggiori risorse da spendere all’evenienza.

L’ipnosi, se ben impostata, è una grande esperienza che ci regala neghentropia, riuscendo a generare stati mentali vincenti, attraverso le ricerca di quelle risorse inconsce che ci avvicinano alla nostra felicità.

Spesso l’ipnosi mi viene richiesta proprio per vivere un esperienza neghentropica, positiva, bella.

Dal canto suo l’ipnosi lavora sull’organizzazione mentale della vita, alla ricerca di un nuovo “ordine” in cui vivere.

Alla fine per fortuna, fino a che puoi raccontarla, è la vita a vincere, per fortuna o se Dio vuole o per caso la vita continua, anche a costo di cambiare i protagonisti stessi della vita, questa è il suo punto di forza, cambiare le singole persone per mantenere l’umanità intera, in un gioco il più lontano possibile dall’entropia.