Sinistra e Destra

«Papà ma perché al telegiornale parlano di sinistra e destra dei partiti? Che cosa vuol dire essere di sinistra o di destra? E perché hanno scelto di distinguersi per la mano? Forse perché ci sono quelli che scrivono con una o con l’altra?»

«No, figlio mio, le mani non c’entrano niente. Metti che in un bar di paese i vecchi che si stanno simpatici si mettano tutti da un lato o dall’altro della stanza, per distinguersi poi dicono «sto con quelli seduti da una parte o mi metto con quelli seduti dall’altra. E così è andata anche nei parlamenti: c’era chi aveva gli amici seduti dalla parte destra della stanza e chi li aveva a sinistra»

«Ah, ma allora una parte della stanza porta tutti a pensarla nella stessa maniera?»

«Ma che dici? Certo che no. Anzi, spesso non si sopportavano, ma oramai stavano di là e che vuoi che facessero. Anzi, spesso avrebbero preferito mettersi dall’altra parte perché c’era la finestra o perché erano più vicini alla barista carina, ma la sedia libera era solo di là, e allora sono stati costretti a farsi simpatici quelli di quel lato»

«Scusa, papà, ma non capisco. Mi sembra molto stupido tutto ciò»

«Figlio mio, se ti sembra molto stupido vuol dire anzi che stai proprio capendo. Figurati che a forza di star seduti lì adesso hanno anche una storia. Ad esempio, entrambi parlano di libertà ma hanno dovuto inventarsi che ci sono libertà diverse, come se questo fosse possibile. Gli uni danno degli egoisti agli altri e questi ricambiano: fatto sta che tutti si fanno i fatti loro. Alla fine vanno lì per giocare a scopa, bere caffè e liquori e discutere di sport, femmine, maschi e ogni tanto di politica»

«Puoi farmi un altro esempio?»

«Certo. Ricordi quando ti ho portato allo stadio per il derby e ti ho detto che i tifosi di ogni squadra si trovano sempre sulla stessa curva? Ecco è la stessa cosa. Il lunedì poi magari questi si trovano sul posto di lavoro e litigano tutto il tempo, ma la domenica stanno sulla stessa curva e se tu per caso finisci in quella sbagliata ti conviene evitare di fare tifo per la tua squadra e piuttosto esultare quando segna l’avversario se non vuoi prendertele. Alla fine se trovi solo posto di là scoprirai che ti viene più facile tifare per quelli dimenticandoti della tua vecchia passione»

«Ma allora, quelli seduti nei distinti centrali… e quelli in tribuna…?»

«Oh quelli… L’hai detto anche tu che dalla curva si vede molto male i giocatori in campo, specie quando l’azione è dall’altra parte. Per vedere bene devi stare in mezzo. Infatti quelli che si siedono sui distinti sono lì per lo spettacolo e non tifano necessariamente per qualcuno. Anzi, molti di loro si divertono solo quando ci sono i falli e specialmente quando qualcuno si fa male davvero. Gli altri vanno in tribuna per perché costa di più e così mostrano a tutti che sono ricchi e potenti, ma il fatto vero è che hanno i biglietti gratis altrimenti non ci andrebbero proprio. E tu mi dirai che così non riempirebbero mai lo stadio. Per questo lasciano intendere ai ruffiani e ai tirapiedi che se vanno vicino a loro – pagando ovviamente – sono loro amici, ma in realtà saranno solo i loro servi. Questo è lo sport, caro. Questa è la politica. Adesso però spegni la TV. Piuttosto attaccati allo smartphone che fa meno male»

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