Un futuro senza ponte

Guardando lontano

«(…) Insomma, a queste nuove generazioni spetta il difficile compito di tenere i piedi su due scarpe: da un lato fare “come se” il mondo attuale fosse vero osservando le sue regole al meglio, mentre dall’altro si segue un programma di disapprendimento della realtà fondato e razionale, ma nondimeno anche spirituale, volto a sondare paradigmi possibili, ma senza attaccarvicisi, nonostante tutto ciò non comporti nessun vantaggio concreto nell’oggi.

Staremo a vedere se quanti riusciranno a compiere questo sforzo e che costituiranno le leve della “classe immaginante” di un futuro possibile, decideranno in favore di un altruismo compassionevole come dei giovani indaco o se saranno le nuove leve di burattinai che si limiteranno a mandare in pensione gli attuali.

La sola cosa che credo possiamo dire di “sapere” con buone probabilità è che sarà inevitabile passare di lì»

(Segue…)

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