Interviste poco plausibili: Sugar, il feto-rockstar.

A torso nudo, in pantaloncini e ciabatte, stavo innaffiando i pomodori spendendo dolorosamente una delle ultime possibilità di piegarmi in avanti della mia vita, quando…

…un bagliore dietro di me proietta nettamente a terra la mia ombra, nero su bianco, come il profilo di James Bond durante la sigla dei film.

Mi hanno trovato. Bastardi.

Trovo il coraggio di affrontarli. Devo confonderli, cerco una via d’uscita con quello che ho a disposizione. Mi volto di scatto, ignorando il dolore alla schiena, e punto loro l’innaffiatoio come fosse un’arma. L’acqua li spaventa. Credo.

-Non mi avrete maledetti agenti di Enel Ener…! Ah, ma sei tu, Sugar.

-Ciao bella ragazza, it’s only rock ‘n roll, but you’d like it!

(Sugar è un feto-rockstar figlio di Mick Jagger. Ogni tanto passa in giardino)

(Essi sono molto grandi e luminosi, si muovono sospesi in aria; ne potete vedere il primo nel finale di 2001:Odissea nello spazio. Oggi si chiama Karis e ha 47 anni)

Sugar volteggia verso di me. Vuole insinuarsi, accomodarsi dentro il mio corpo.

-Fermo lì, Sugar! Sono un uomo! Niente utero, ricordi?

-OK, sir. Niente, quindi.

-Niente, spiace.

-Love, in vain. Ma quel Porto LBV del 2009 ce l’hai ancora aperto?

-No, finito. E comunque sei piccolo per bere.

-Che dici, sono un feto-rockstar!

-But you can’t always get what you want!

-But if you try sometime…

-Hai ragione, quando sono stanco perdo di lucidità, scusa.

-Eh, c’hai uno sguardo perso stasera. Hai anche allucinazioni?

-Ma quando mai.

-OK, m’era parso. Vatti a riposare, va’. Senti, da che parte mi conviene andare to find some shelter? Non trovo la donna giusta, meritevole di generare il Numero 9. Bracciano?

-Proverei più verso la Casilina. Ma evita Scalo San Lorenzo, che a quest’ora è un delirio.

-Non sono un’automobile.

-A Roma siamo tutti automobili parcheggiate male, figlio delle stelle.

-Me lo appunto. Comunque, grazie. Buonanotte. E riguardati, old man che non ti vedo bene.

-Grazie del pensiero Sugar, buonanotte.

Sugar si allontana silenziosamente, volteggiando, andando a confondersi con le nuvole cilestrine della notte plenilune. Ti auguro il meglio, starchild.

Ricontrollando i pomodori, noto un luccichio. È come un richiamo, come fossero infusi di un’energia nuova e affascinante.

-Domani pasta fredda, figli miei… sussurro loro -…con il pesto!

Glielo dico entusiasta, ma restano indifferenti, come quando mi affaccio alla finestra e confido una notizia strepitosa, per esempio che l’impasto della pizza sta lievitando bene, al nespolo.

Mi rialzo, ringraziando sommessamente il sacrificio dei lombi, che compiono quello che probabilmente uno degli ultimi gesti a loro disposizione per raddrizzarmi, e vado a depositarmi, finalmente, a letto, sussurrando…

And I sit at home looking out the window
Imagining the world has stopped
Then in flies a guy who’s all dressed up — like a Union Jack
And says, I’ve won five pounds if I have his — kind of detergent pack

I says, Hey! You! Get off of my cloud!