CENERENTOLA DI SANGUE

di Victory Storm

Ho letto questo romanzo esclusivamente per una sfida di lettura a cui sto partecipando.

Essendo una grande amante dei romanzi fantasy popolati di vampiri, licantropi, intrighi e congregazioni, ho pensato fosse una lettura adatta ai miei gusti.

“Cenerentola di sangue” è uno spin-off della trilogia dell’autrice. Trovo che sia un romanzo onesto, perché offre esattamente quello che promette in copertina.

La storia si ispira palesemente alla fiaba di Cenerentola, a cui l’autrice aggiunge, per forza di cose, un tocco dark.

Il 12 luglio April, la figlia umana — che nasconde un segreto dentro di sé — di Zachary, il leader umano della confraternita della croce insanguinata, e di Fanny, una licantropa, si reca a un ballo tenuto dal Principe Vane, un Antico vampiro che desidera scendere a patti con i vampiri di lignaggio mediocre e con la chiesa, di cui Zachary è l’emissario.

Ovviamente i genitori non le permetterebbero mai di andare ad un ballo in una sala piena di vampiri e altri esseri soprannaturali. April è bellissima: capelli rosso sangue, pelle eburnea, lentiggini graziose sul naso e una tendenza ad arrossire in punti evidenti del corpo.

Se sei l’unica persona che possiede un cuore che batte davvero, stai pur certa di essere beccata! April si traveste e partecipa al ballo in maschera. Grazie ad una magia riesce ad arrestare il battito del cuore fino alla mezzanotte.

Ovviamente però la ragazza non passa inosservata e accende l’attenzione dell’Antico Vane, che la punta in mezzo alla folla fin dal primo momento.

Una passione sfrenata li coglie e i due, prima dello scoccare della mezzanotte, hanno un’esperienza intima parecchio strana che sconvolge gli equilibri delle due fazioni.

Vane infatti non sa che April è la figlia della coppia che più lo disgusta al mondo e con cui dovrà scendere a patti per la sopravvivenza del suo lignaggio.

Ho trovato questo romanzo carino. Una storia che si sa già dove va a parare, ma riadattata con intelligenza. Una lettura veloce e romantica, da completare tutta d’un fiato in un momento in cui non si desiderano romanzi complessi e di grande partecipazione emotiva.

L’unica pecca sono i frequenti errori grammaticali, in particolare i verbi non sempre coniugati al tempo corretto. Non accuso di certo l’autrice ma chi, dello staff della casa editrice non ha svolto attentamente il suo lavoro di revisore.

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.