ERA DI MAGGIO

di Antonio Manzini

Ebbene sì, lo ammetto. Grazie alle sfide di lettura a cui sto partecipando, sto collezionando un sacco di “prima volta”.

Prima volta in assoluto che leggo Antonio Manzini.

Primo romanzo in assoluto che ha come protagonista Rocco Schiavone, il celebre vice questore romano di stanza ad Aosta.

I romanzi seriali di Manzini sono tutti incentrati sul protagonista, e l’autore gioca molto con i contrasti di quest’uomo, una vera e propria calamita vivente di contraddizioni.

È un difensore della legge che si fuma delle gran canne; è un vedovo inconsolabile che corre dietro alle donne per pura distrazione; è amico di tre galeotti lasciati a Roma, con cui risolve i casi più difficili e meno ufficiali; è un capo che classifica le rotture di coglioni su una scala che va da uno a dieci.

Un personaggio così, lo puoi solo amare o odiare. È un uomo perennemente in bilico tra giusto e sbagliato; legale e illegale.

In questo romanzo Rocco, ormai trasferitosi da nove mesi in Val D’Aosta, è costretto a indagare su un omicidio che l’ha toccato molto da vicino. Adele Talamonti, la donna del suo caro amico Seba è stata uccisa con un colpo di pistola a bruciapelo nel letto di Rocco, mentre lui era fuori casa.

Niente consola il protagonista tranne che il desiderio di vendicare la morte della cara amica, e quello di malmenare il responsabile di un simile sopruso.

Il vice questore inizia l’indagine su più fronti, cercando l’assassino dell’amica, l’uomo che ha osato farlo sentire insicuro in casa sua e provando a comprendere chi abbia ammazzato Mimmo Cuntrera, un ‘ndranghetista appena spedito in prigione e fatto fuori all’istante.

Oltre alle vicende in cui Schiavone indaga, l’autore riesce a rendere con una bravura poco consueta gli stati d’animo di un uomo pieno di rimorsi e di rimpianti, che si limita a tirare avanti; che prova molto affetto per il suo cane, Lupa e che mette tutto se stesso nel lavoro, per non fermarsi troppo a pensare a quello che ha perso.

Ho provato una profonda malinconia immergendomi in questa avventura di Rocco Schiavone. Un uomo che ha perso tanto e che continua a campare, cercando di dare il meglio che può, senza capire davvero che direzione far prendere alla sua vita. Un uomo che prova nostalgia per Roma e per quello che aveva, ma che ormai non tornerà più.

Non volevo affezionarmi ad un altro protagonista seriale, perché sto accumulando sempre più cose da leggere e arriverà il giorno in cui i libri mi seppelliranno. Però credo che Manzini si sia guadagnato un’altra fan, e metterò in lista gli altri romanzi per recuperare le avventure di Rocco Schiavone.

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