GLI ANNI

di Annie Ernaux

Gli Anni, di Annie Ernaux non è una lettura destinata al semplice intrattenimento.

La scrittrice francese ha un’abilità eccezionale nel ricostruire e dare peso alla storia attraverso l’autobiografia e la sociologia.

Il romanzo è un insieme di frammenti di vita della Francia, dalla fine della seconda guerra mondiale, ai giorni nostri. Ma non è solo questo. Ogni frammento è un ricordo della vita dell’autrice. L’abilità della Ernaux sta tutta nel trasformare un ricordo personale in un’esperienza collettiva, tracciando il sentiero della memoria di una Francia che non c’è più e che mai tornerà, di un’Europa che non c’è più e che mai tornerà.

C’è un passo in particolare che mi ha colpito molto:

Se n’era andato qualcosa, erano morti i nonni che avevano conosciuto due guerre, i bambini erano cresciuti, la ricostruzione delle città era terminata, c’erano il progresso e il mobilio comprato a rate. In un passato ormai compiuto convergevano i ricordi degli stenti patiti durante l’Occupazione e quelli dell’infanzia contadina. Avevano tutti la forte convinzione di vivere meglio. […] Nessuno parlava dei campi di concentramento, se non incidentalmente, a proposito di un qualcuno che aveva perso i genitori a Buchenwald. Seguiva un silenzio contrito. Era diventata una sciagura privata.

Leggendo romanzi che ci raccontano un passato non così lontano, ma lontano abbastanza da sembrarci irreale, esercitiamo la memoria. E i libri sono i custodi privilegiati della memoria.

Memoria è esperienza, è consapevolezza.

Grazie alla memoria trasformiamo una sciagura privata in un ricordo collettivo, un insegnamento che difficilmente dimenticheremo.

Occorre fare esperienza della vita per migliorare noi stessi e scrostare la patina di ipocrisia che offusca la nostra vista.

Ecco perché leggere Gli Anni. Non ci sono altri motivi. Va letto per esercitare la propria coscienza, per costruire ricordi che non abbiamo vissuto, per esercitare la memoria, per imparare a ragionare, per trarre conclusioni frutto del pensiero e non di sterili opinioni.

Il taglio dei ricordi è prettamente francese, ma sono sicura che molti frammenti ti trasporteranno nella tua infanzia e nell’adolescenza. La memoria di una giovane ragazza alle prese con i primi amori, le ribellioni, la famiglia, ha il sapore di un linguaggio universale, perché universale è la materia di cui è fatto l’uomo.

Un tuffo nel passato per comprendere meglio un presente che spesso ci sfugge.


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