

Accetta quello che ti viene offerto e fallo con un sorriso. Al resto pensa la vita.
Le nonne dei romanzi, anche se presenze veloci e subitanee, danno sempre degli ottimi consigli.
Questa è la storia di Nicoletta Catullo, giovane giornalista di punta de “Ab urbe condita” dalla penna sferzante e con un romanzo nel cassetto.
E questa è la storia di Luca Gradieri, in arte Luke Grady, giovane e prestante attore scelto per interpretare la parte di Cesare Borgia in una serie televisiva. Luke è un adone alto e prestante, con due occhi verdi smeraldo; indossa la maschera del piacione e oltre a sfondare nel mondo del cinema pensa a conquistare e ad arrivare al dunque con il maggior numero di donne possibili.
Un giorno Nicoletta viene inviata dal suo capo a intervistare l’intero cast della sitcom negli studios di Roma. E da questo primo incontro tra Nicoletta e Luke inizierà una travolgente storia d’amore destinata al lieto fine.
Questo romanzo non ha nulla di speciale. La trama non è particolarmente originale e nemmeno gli ostacoli che sono stati posti nel cammino dei due protagonisti lo sono. Il lettore non subisce nessun colpo di scena durante la narrazione.
Ci sono però due riflessioni che vale la pena fare mentre si legge questa storia.
La prima è che il mestiere dell’attore non è poi così diverso da quello della persona comune, anzi, è liberatorio. All’attore è richiesto di indossare una maschera entrando nel personaggio e recitando una vita che non può avere, ma che gli sarebbe tanto piaciuta.
Ho conosciuto moltissime persone che fanno esattamente la stessa cosa anche senza essere attori. Anche il protagonista, nonostante il suo mestiere, ad un certo punto si ritroverà invischiato nel terribile dilemma: voler essere o dover essere? A mio avviso in questa scelta c’è la ricerca stessa della felicità.
La seconda riflessione riguarda la privacy. Luke Grady è un uomo bellissimo che viene continuamente paparazzato; Nicoletta è una giornalista di un settimanale di cultura, non certo di gossip. Per la prima volta, quindi, si ritrova a subire le pressioni di chi vende notizie false ai lettori pur di vedere andare a ruba un giornale, notizie che spesso fanno breccia anche nella sua vita privata, una normalissima e banale vita.
Fino a che punto è giusto che l’essere umano spinga il suo desiderio di morbosità e di pettegolezzo? Ed è davvero importante quello che il mondo pensa di noi?
Non ho delle risposte coerenti a queste domande, ma non smetto di pormele e non voglio arrendermi all’idea che esistano davvero delle persone disposte a utilizzare il loro tempo solo per affondare il coltello nella piaga, sentendosi migliori non perché cercano di elevarsi, ma perché tentano di abbassare in tutti i modi possibili le persone che invidiano e per cui provano una bruciante gelosia.
Un romanzo rosa ha molte più cose da dire di quello che normalmente si pensa. A volte alimenta stereotipi e pregiudizi; altre volte invece, come in questo caso, aiuta a riflettere su quello che per la società è ormai diventato “normale”, ma che tanto sano a tutti gli effetti non è.
Consiglio questo romanzo a tutte le persone convinte che ficcare il naso e giudicare ogni più piccola scelta altrui sia un dovere e un preciso diritto. La storia di Nicoletta e Luke vi farà ricredere.

