MUSICA PER UN AMORE PROIBITO

di Hanni Münzer

Questo è un libro che ho tenuto nel Kindle per quasi un anno senza mai iniziarlo.

Ultimamente sono attratta da storie ambientate nella seconda guerra mondiale e da storie dove i protagonisti hanno subito un trauma fisico che ha cancellato la loro memoria.

Devo dire che fin dall’inizio mi aspettavo un diverso svolgimento della trama. Invece l’autrice mi ha sorpreso, per cui ho letto questo corposo romanzo in pochi giorni.

Felicity è una ragazza americana che sceglie di prestare servizio volontario come pediatra a Kabul, devastata dalla guerra. Sta chiacchierando amabilmente con la sua migliore amica mentre prepara la valigia e aspetta la madre, Martha, che desidera accompagnarla all’aeroporto.

Martha però non arriva. Così Felicity si mette sulle tracce della madre e scopre che dopo aver letto alcuni documenti scritti in una lingua antica, recuperati alla casa di riposo dove da poco si è spenta la nonna Deborah, questa ha preso un aereo per Roma.

Felicity parte per fare chiarezza e ritrovare la madre.

Da quel momento in poi la prospettiva cambia radicalmente e il lettore viene trascinato nella vicenda principale del romanzo. Il lungo flashback inizia nel 1920 circa e ci mostra la vita di Elisabeth Malpran, giovane tedesca che abita a Monaco, fresca sposina di Gustav e soprattutto, cantante lirica ammirata e contesa in tutto il mondo.

Elisabeth ha un solo enorme difetto: concepisce due figli con il legittimo marito, un medico ebreo.

L’autrice descrive con una lucidità straordinaria il periodo di ascesa al potere di Hitler, un periodo che di solito è meno analizzato. Ci trasporta nella notte dei lunghi coltelli; durante il Putsch di Monaco, quando Hitler prova, marciando nella capitale, a rovesciare il governo ufficiale.

I nazisti hanno fatto soffrire milioni di persone e troppa, troppa gente ha pagato le conseguenze di una lucida follia durata vent’anni.

Siamo abituati a provare pena e rassegnazione per gli ebrei che hanno pagato con la vita e la dignità, per gli omosessuali, i ritardati, i diversi.

Ma cosa succedeva ai tedeschi famosi, rappresentanti della pura razza ariana con il coniuge ebreo, con figli mezzosangue considerati impuri e indegni?

Elisabeth Malpran è la prima vittima di questo sistema. La donna, ricattata, umiliata e mantenuta in uno stato continuo di terrore e paura viene strumentalizzata e costretta a esibirsi solo davanti ai grandi gerarchi nazisti, mentre la guerra infuria e la Germania è all’apice del potere.

Deborah Malpran, la figlia di Elisabeth, subirà una sorte ancora peggiore della madre.

La catena di odio inizia nel 1920 e arriva fino ai giorni nostri, influenzando i rapporti madre/figlia di tutte le discendenti della famiglia Malpran, colpevoli solo di essere nate in un’epoca in cui la follia ha preso il sopravvento, spezzando le coscienze, i cuori e i corpi.

Questa è una storia che fa sanguinare il cuore; una storia che potrebbe cambiare la versione distorta che certe persone possiedono dell’Europa nazista.

Molto accurata la documentazione storica e storiografica. Consigliato!
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