QUESTA VOLTA LEGGO… #10

… un thriller!

Stefania Crepaldi
Nov 6 · 5 min read

Torna la rubrica ideata da Chiara e Dolci. A turno, giorno dopo giorno, mese dopo mese, molteplici blog ospitano una recensione nata da uno stesso filo conduttore.

Questo mese, dopo un sondaggio agguerrito, abbiamo deciso di legere un thriller. Sono stata assente per molto tempo dalla rubrica, per motivi logistici. Sono diventata mamma e ho traslocato da poco, il tutto senza mai smettere di lavorare. In questo periodo ho letto moltissimo, anche se ho faticato a scrivere recensioni. Ho ripreso a leggere per il gusto di leggere, senza ansie e scadenze di pubblicazioni.

Io ho un debole per alcuni generi letterari, non lo nego. I thriller sono uno di questi. Ma faccio una fatica immane a trovare un thriller davvero indimenticabile ultimamente. Sarà che leggendone tanti entri nel meccanismo e pochi autori sono ancora in grado di sorprenderti.

Per cui, per scegliere il romanzo per questa rubrica ho iniziato tre thriller diversi che aspettavano da tempo nella mia libreria. E ho proseguito con quello all’apparenza più promettente.


Trama:

Kit è una brillante ricercatrice che è riuscita a costruirsi una carriera partendo dal basso. Dopo anni di sforzi, è vicina a raggiungere un successo capace di cambiarle la vita. Sulla sua strada, però, trova Diane, un’amica dei tempi del liceo. Il loro legame, segnato dall’ambizione e durato solo pochi mesi, si era sciolto quando Diane le aveva confessato un segreto sconvolgente: la cosa peggiore che avesse mai fatto. Ma ora, dopo tanto tempo, Diane viene assunta nello stesso laboratorio dove lavora Kit, e il loro antico antagonismo si riaccende. Stavolta però è Diane a scoprire qualcosa in grado di distruggere tutto ciò per cui Kit ha lavorato duramente. Un thriller magnetico che mostra come il male, spesso, si annidi tra le ombre delle persone che pensiamo di conoscere e amare.


Quando fai qualcosa di brutto e la passi liscia, dopo quella cosa è solo tua, per sempre. Ingombrante e irrimediabile.

Questo romanzo non è il solito thriller in cui un pazzo furioso — o una persona fin troppo sana, chissà! — inizia ad ammazzare con costante lucidità e furia omicida una serie di persone, con alle spalle un detective/poliziotto/giornalista/casalinga che indaga e cerca di consegnarlo alla giustizia.

Questo è un thriller psicologico, che inquieta parecchio.

Sarà che ho vissuto la mia vita universitaria, fino ai ventisette anni, immersa in un gruppo di persone ristrette, che ambivano tutte a guadagnare un posto fisso, come assistenti, dottorandi, portaborse; sarà che ho capito sulla mia pelle che cosa le persone sono disposte a fare, a calpestare, pur di ottenere un ruolo di prestigio e sorpassare un altro essere umano senza una sana competizione; fatto sta che questo romanzo ha davvero riacceso il peso dei miei ricordi, di situazioni sgradevoli della mia vita passata, facendomi assaporare ogni pagina.

Non aspettatevi grandi azioni, inseguimenti e deduzioni miracolose.

Questo romanzo si svolge tutto (o quasi) all’interno del Severin Lab, un parallelepipedo di cemento, sgraziato dal punto di vista architettonico, che ospita i laboratori della dottoressa Lena Severin, la mente che sta alla base della ricerca scientifica a cui la nostra protagonista, Kit, ambisce a lavorare da sempre.

Kit è una ragazza di umili origini, che ha sacrificato tutto (la vita stessa, direi) pur di arrivare, a soli ventinove anni, a ricoprire un posto da ricercatrice nel prestigioso team della dottoressa Severin. Essere scelta per lavorare al progetto della Ddpm (disturbo disforico post mestruale) rappresenterebbe il trampolino di lancio per una carriera da scienziata di livello. La dottoressa Severin, una luminare nel suo campo, sostiene infatti che esistano delle donne affette da tale disturbo, che nel periodo che precede e segue il ciclo mestruale sono del tutto “possedute” dagli ormoni, e arrivano a compiere azioni mostruose, in preda a una rabbia e a una cattiveria apparentemente inspiegabili. Nel passato a queste donne veniva imposta l’isterectomia per il “controllo dell’umore”. Ma ammettere l’esistenza del disturbo porterebbe alla scoperta di una cura rivoluzionaria.

I posti assegnati ai ricercatori sono solo tre. A contenderseli, nove scienziati. Nove, fino al giorno in cui la dottoressa Severin annuncia l’arrivo di un decimo avversario: Diane Fleming.

Avete presente “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie? Romanzo di una semplicità incredibile (ma solo all’apparenza), con una trama lineare e costante; geniale nella caratterizzazione dei personaggi, nei contrasti che risveglia nel lettore e nella sua capacità di lasciare un goloso colpo di scena sul vero colpevole dei crimini.

Beh, mettete dieci ricercatori affamati di gloria e di posto fisso nello stesso laboratorio e vedrete scatenarsi una guerra simile, combattuta a colpi di competenze, pubblicazioni, alleanze strette e poi rinnegate, colpi bassi e ambizione sfrenata.

La caratterizzazione dei personaggi di questo romanzo è superlativa. Lo scontro e il contrasto tra Kit e Diane sono stati resi in maniera eccezionale. Lo svelamento dei segreti che l’una conosce dell’altra, essendo state amiche per una manciata di mesi dodici anni prima dello svolgersi degli eventi, è ben calibrato e lascia il dubbio fin quasi all’epilogo della storia.

La struttura del romanzo è duplice. Abbiamo i capitoli del “dopo”, il presente narrativo della storia, quando Kit scopre dell’arrivo di Diane al laboratorio; e i capitoli del “prima” che mostrano al lettore attraverso dei flashback funzionali i momenti salienti dell’amicizia tra Kit e Diane, cercando di inquadrare quest’ultima, una ragazzina veramente sfuggente, di cui non riesci a farti un’idea precisa da subito.

L’alternanza di prima e dopo dona alla storia un ritmo blando, che non tende quasi mai ad accelerare. Se sei alla ricerca di un thriller da divorare velocemente, questa non è la storia che fa per te.

Questo è un romanzo che privilegia la dinamica dei rapporti tra i personaggi, la loro trasformazione, la loro caratterizzazione, e l’imprevedibilità delle azioni umane quando non si ha nulla da perdere e tutto da guadagnare.

Come afferma la sinossi del romanzo:

il male spesso si annida tra le ombre delle persone che pensiamo di conoscere e amare.

E mai affermazione mi ha trovata più d’accordo. Non un thriller su psicopatici e morti spettacolari, per il gusto di mostrare al mondo la propria bravura nel togliere la vita; ma un thriller pieno di suspense, consumato tra le ombre di un laboratorio buio, intriso di intensi odori chimici, alimentato dalla competizione, dalla subdola cattiveria e dalla fame di riconoscimenti.

Lo consiglio a chi adora le storie psicologiche, dove la resa dei personaggi, le pulsioni, le debolezze muovono le azioni. E le bassezze umane fanno capolino ad ogni capitolo, intente a sabotare il prossimo pur di vincere la battaglia del primato.


La rubrica continua venerdì: preparatevi a leggere la recensione di Chiara nel suo blog La lettrice sulle nuvole. E se c’è una blogger che stimo con una conoscenza infinita sui thriller, è proprio Chiara. Non perdetevi la sua recensione!

#IoLeggo

Leggo romanzi da sempre. Per me leggere è vita. Recensioni a cura di Stefania Crepaldi.

    Stefania Crepaldi

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    Editor di romanzi freelance | Lettrice onnivora e insaziabile | www.editorromanzi.it

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