TU LEGGI? IO SCELGO! #8

Torta nuziale con delitto, di Nancy Naigle

Stefania Crepaldi
Nov 4 · 4 min read

Trovo che questa sia una delle rubriche più eclettiche di sempre, un’idea che mi piace ogni mese di più. Una sorta di club del libro itinerante, che permette di ficcare il naso nelle letture di persone completamente diverse da me, con gusti a volte agli antipodi, che mi fanno scoprire romanzi che magari non degnerei nemmeno di un’occhiata in una normale occasione.

Siamo all’ottava puntata (per me) dell’iniziativa più cool del web, ideata in un momento di sana follia da Chiara e Rosaria. Per questa nuova avventura dovevo scegliere un romanzo dal blog Esmeralda viaggi e libri.

Il blog è fornitissimo di ottimi spunti, ma seguendo la blogger che mi è toccata in sorte, Lorella De Luca, ho trovato un romanzo che volevo leggere da tempo, per cui l’ho preso in prestito nel mio Kindle e ho iniziato il viaggio.


Trama:

Dopo una parentesi newyorkese la giovane avvocata Carolanne Baxter è tornata a vivere nella piccola Adams Grove, decisa a lasciarsi alle spalle i ricordi di un’infanzia e un’adolescenza segnate dalla perdita della madre e dall’addolorato ubriacarsi del padre, Ben.

Rasserenata dal calore degli affetti di sempre, Carolanne partecipa con gioia ai preparativi per le nozze di Jill, la sua migliore amica. Nel frattempo riempie scatoloni per l’imminente trasloco nella sua prima vera casa, mentre l’affascinante socio, Connor Buckham, la corteggia apertamente e con ottime intenzioni, facendo vacillare il suo ostinato rifiuto di una vita a due. Perfino la riconciliazione con Ben, da tempo tornato sobrio, non appare più così impossibile.

Insomma, la felicità sembra finalmente essere a portata di mano quando il giorno del matrimonio di Jill, nel bel mezzo della festa, spunta il cadavere di una ragazza assassinata.

I sospetti cadono su Ben e la nuova vita di Carolanne rischia di finire prima ancora di cominciare: suo padre è davvero colpevole? Connor le sta nascondendo qualcosa?

E soprattutto: potrà mai essere felice?


Non so se sentite la puzza di bruciato fin dalla sinossi del romanzo, riportata su Amazon, la casa editrice di Nancy Naigle.

Desideravo leggere questa storia perché ho adorato il primo titolo della serie dedicata ad Adams Grove, un perfetto romanzo distensivo. Avevo già avuto qualche debole dubbio sul secondo romanzo. D’altronde, se un’autrice ti ha conquistata con una storia, prima di abbandonarla per sempre, le dai la seconda la terza e anche la quarta possibilità!

L’unico pregio di questa storia è il mondo narrativo, Adams Grove. L’aria che si respira in questa piccola cittadina è veramente benefica. Peccato che l’autrice non sia stata in grado di sfruttarla come nel primo romanzo.

I protagonisti della storia sono Carolanne, un’avvocatessa originaria di Adams Grove, di ritorno da NY; e il suo socio, Connor.

Carolanne ha un dramma personale importante, non lo nego. La ragazza scappa dalla cittadina per avere un’opportunità a NY, e per dimenticare il padre, diventato alcolista dopo la perdita della moglie.

Il fatto è che tutte queste informazioni sono desumibili dalla sinossi, e non bastano per riempire metà romanzo. Mi sarei aspettata dei flashback sulla vita di Carolanne durante la sua adolescenza, che avrebbero potuto approfondire il dolore e la dinamica del rapporto col padre (la voglia di fuggire, il sentirsi tradita come figlia etc…).

Invece in circa metà romanzo lei incrocia il padre due volte. E in nessuno dei due momenti scopriamo qualcosa di significativo.

Il protagonista maschile della storia, Connor Buckham, socio di Carolanne, è un personaggio veramente mal caratterizzato. Vuoto, superficiale, sempre intento a fare il piacione. Un giorno, quando vede Carolanne fare la prova dell’abito da damigella, si sveglia, si accorge che è una donna bellissima, e inizia a corteggiarla dal nulla, senza alcun tipo di senso logico.

Il punto è che la trama non decolla fino al delitto, durante il matrimonio di Jill e Garrett (i protagonisti del primo romanzo della serie). E prima che i due si sposino, il mio Kindle è arrivato al 50% del romanzo. Se il delitto deve trainare la storia ed essere il pretesto per la riconciliazione di una figlia con il padre, la narratologia vuole che la storia inizi proprio da quello.

Il romanzo, in breve, è privo di ritmo e scorre per la maggior parte delle pagine senza alcun tipo di conflitto. Ho faticato molto a proseguire la lettura e e non ho abbandonato il romanzo per amore di completezza.

Di solito quando mi ritrovo a leggere un romanzo con l’attenzione di un editor, significa che ho perso la passione della lettrice. Questo è quello che mi è successo durante la lettura di questo romanzo.

Non consiglio la lettura di questa storia. Nemmeno come romanzo frivolo con cui passare un paio di ore liete, per evadere da giornate lunghe e tediose. Il tedio ve lo potrebbe provocare proprio questa storia.


La rubrica continua l’8 Novembre con la recensione di “The Queen of tearling” sul blog Libri e Librai. Non mancate!

#IoLeggo

Leggo romanzi da sempre. Per me leggere è vita. Recensioni a cura di Stefania Crepaldi.

    Stefania Crepaldi

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    Editor di romanzi freelance | Lettrice onnivora e insaziabile | www.editorromanzi.it

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