UN PO’ DI FOLLIA IN PRIMAVERA

di Alessia Gazzola

Stefania Crepaldi
Aug 9, 2017 · 3 min read

Ultimo capitolo in commercio della serie di Alice Allevi, in attesa della prossima uscita, già in prenotazione, che si intitolerà “Arabesque”.

Passare dalla scrittura di Charlotte Link a quella di Alessia Gazzola fa riflettere.

Il ritmo di lettura del romanzo dell’autrice italiana è impostato per essere veloce; le frasi sono brevi, così come i paragrafi. I frequenti dialoghi fanno scivolare gli occhi sulle pagine, divorando le gesta e le nuove avventure dell’eroina seriale creata dalla Gazzola.

Quando ci si imbarca nella creazione e gestione di un personaggio seriale i rischi da affrontare sono molti. Ovviamente la protagonista deve evolvere e cambiare in ogni nuovo romanzo, senza rinunciare alle sue peculiarità.

Le sfide devono essere sempre più complesse e le soluzioni dei casi meno scontate. In questo nuovo capitolo Alice Allevi è agli sgoccioli.

Le certezze costruite e maturate in cinque anni di tirocinio presso l’Istituto di Medicina Legale stanno per terminare, e molte saranno le decisioni che dovrà prendere dopo aver discusso la tesi di specializzazione.

La protagonista è preoccupata per il suo futuro: non crede nelle sue capacità, nelle sue possibilità. Cerca facili soluzioni per scampare alle decisioni. Lo facciamo un po’ tutti, in realtà. Speriamo che un cavaliere dal fulgido cavallo arrivi e ci sollevi dal guardarci dentro, nel tentativo di comprendere in cosa vorremmo trasformare noi stessi e la nostra vita.

La protagonista è pensierosa, giù di morale per tutto il romanzo. Riesce a trasmettere una tristezza intrinseca di chi sente franare il terreno sotto i piedi, di chi mette in discussione tutto: dal taglio di capelli, all’uomo scelto come compagno di vita.

L’indagine sulla morte di Ruggero D’Armento, psichiatra molto apprezzato ed esclusivo della Roma bene, fa da sfondo alla maturazione del personaggio.

Mentre leggevo questo nuovo capitolo ritrovavo nella figura dello psichiatra una caratterizzazione già letta, poco originale. Pensandoci e ripensandoci ho individuato nel professor D’Armento l’eco del mirabolante personaggio creato da Donato Carrisi ne “Il Suggeritore”.

La mia intuizione è stata poi confermata dai ringraziamenti dell’autrice, che spende ben più di due righe per rendere omaggio a Carrisi e al suo aiuto.

Ho avuto l’impressione, leggendo questo ultimo capitolo della saga, che la Gazzola sia stata obbligata dal contratto editoriale a far uscire il romanzo, che non rimane nel cuore come i precedenti.

In questa pausa da Alice Allevi ho letto il romanzo dell’autrice edito da Feltrinelli “Non è la fine del mondo”, ritrovando tutta la sagacia, l’ironia e l’intelligenza emotiva di cui la Gazzola ci aveva già fatto dono nei suoi primi romanzi.

Penso che questo romanzo sia stato scritto più per dovere che per piacere, e nascosto nelle sfumature delle parole lo si percepisce perfettamente.

In ogni caso non smetterò di leggere i successivi capitoli della dottoressa in medicina legale tutta all’italiana, curiosa di comprendere come la Gazzola si misurerà con le prossime storie e in che modo riuscirà ad alzare l’asticella e a mantenere la fedeltà dei suoi lettori seriali.

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    Stefania Crepaldi

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    Editor di romanzi freelance | Lettrice onnivora e insaziabile | www.editorromanzi.it

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    Leggo romanzi da sempre. Per me leggere è vita. Recensioni a cura di Stefania Crepaldi.

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