VOCE DI LUPO

di Laura Bonalumi

Ebbene sì. Ho letto un libro consigliato per lettori a partire dai 12 anni.

Quando La Libridinosa l’ha scelto per me, per uno degli obiettivi della sfida di lettura che ha organizzato quest’anno, mi sono detta “Ma non si sarà sbagliata? Un libro per ragazzi?”.

Spesso dimentichiamo che le migliori riflessioni e le storie che arrivano fin nel profondo del nostro cuore, sono quelle che ci riportano alla nostra infanzia.

Questa è la storia di un’amicizia profonda tra il protagonista — che nasconde il suo nome quasi fino alla fine della storia, perché possedere un nome significa dare materialità e sostanza a una persona, e lui vorrebbe solo scomparire — Giacomo e Chiara.

Il lettore viene trasportato subito all’interno di un bosco e inizia il lungo cammino dell’espiazione assieme al protagonista, di cui non rivelerò il nome, perché lui avrebbe voluto così.

Cosa succede quando un incidente improvviso uccide il tuo più caro amico mentre stai facendo una delle cose che ami di più fare con lui?

Questo è quello che accade un luminoso pomeriggio, quando una frana si abbatte su Giacomo, stroncando per sempre la sua giovane vita.

Come si supera davvero un lutto? Superare è il verbo più adatto per descrivere una perdita?

Il protagonista è immerso nel dolore: composto da uno strato di angoscia che dalla superficie penetra fin dentro al suo cuore, che non resiste.

Il ragazzo ha bisogno di spazio, deve allontanarsi dai genitori, dall’amica, dai compagni di scuola. Deve tornare là dove tutto è accaduto per placare i suoi sensi di colpa, per comprendere fino in fondo la morte e l’assenza di una persona cara.

Laura Bonalumi dà vita a una storia per ragazzi che è un inno alla vita, alla speranza.

La scrittura è semplice ma mai banale. La caratterizzazione del protagonista e del bosco in cui si rifugia è magistrale. In alcuni momenti ero lì, con lui, a bivaccare con la sola terra come materasso e le stelle lucenti come coperta, inebriata dal profumo della resina e dai fruscii degli animali notturni.

Consiglio questo romanzo a tutte le persone che pensano che la morte sia davvero un’interruzione definitiva della vita.

Io sono convinta che le persone che abbiamo amato davvero, quelle che hanno contribuito a renderci quello che siamo, non se ne vadano mai del tutto e trovino sempre il modo di tornare da noi.

L’importante è saper cogliere i segnali: una luce che si accende all’improvviso, il bagliore dentro agli occhi di un lupo, una sensazione alla bocca dello stomaco…

chi ci ama trova sempre il modo di tornare da noi.

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.