Da Saviano alle Olimpiadi, passando per Van Gogh

Storie, volti e personaggi incontrati al Salone del Libro di Torino

Un grande evento culturale come il Salone del Libro di Torino non è una semplice vetrina di prodotti editoriali. Già non lo era nel suo passato tradizionale e analogico, quando si focalizzava davvero quasi esclusivamente sull’oggetto-libro; di certo non lo è oggi, in un’epoca in cui le pressioni esercitate dalla globalizzazione, dalla tecnologia e dal mash up lo hanno inevitabilmente trasformato in un prisma che assorbe, mescola e riflette tutti i volti della società e della creatività contemporanea.

Cavalcando l’onda della contaminazione, fedele allo spirito dei tempi, l’edizione 2016 della fiera torinese ha ospitato romanzieri e cuochi, astronauti e youtuber, calciatori e poeti, co-protagonisti di un circo caotico e colorato che a metà maggio è stato visitato da decine di migliaia di visitatori. Tra questi, gli studenti del college Reporting I della Scuola Holden, a caccia di storie che meritassero di essere raccontate.

Potremmo chiamarle “visioni alternative”, parafrasando la parola-chiave del Salone 2016. Squarci simbolici e rappresentativi di una società complessa, vibrante, che non si accontenta di riposare all’ombra della consuetudine, ma riesce sempre — a volte nella piazza del mainstream, più spesso nei vicoli dell’underground — a far emergere le fiamme guizzanti di una originale vitalità.

Raccolte e passate attraverso il filtro dell’analisi, della riflessione e della scrittura, queste storie vengono ora restituite al pubblico. In una serie di articoli in cui il Salone e i libri sono il punto di partenza di un viaggio dal respiro e dagli orizzonti universali, che si estende dalla tenacia della piccola editoria indipendente all’abbacinante immensità dell’universo. Passando attraverso feste, goal, soul e molto altro.

Buona Lettura

Un progetto a cura di Luca Castelli e della classe di Reporting I della Scuola Holden di Torino

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