«Le valigie le hai fatte?»

«Quasi»

Vacation illustration by Tracy Hetzel©
Illustration by Debbie Powell©

Viaggiatevela con me per un attimo, giusto i due minuti che vi servono a leggere questa mezza pagina. Ho conosciuto viaggiatori, poco importa se incalliti oppure saltuari, che si apprestano a fare i bagagli già una settimana prima della partenza. A volte anche due. Poi si preoccupano di qualsiasi cosa, cercando di scarrozzarsi, dentro le valigie, infiniti rimedi a improbabili problemi. Per quanto mi riguarda invece, una settimana prima dell’agognato imbarco solitamente non ho neanche un’idea ben chiara di dove io stia andando.

Serve il minimo indispensabile per valigie da 23 chili, occhi aperti, iniziativa e gambe instancabili.

Dunque, se siete viaggiatori timorosi, il giorno prima della partenza la sveglia scalpita e voi v’innervosite subito, sapendo di dover sbrigare milioni di complicatissime faccende: lavare le immancabili ultime mutande, infilare un paio di scarpe in più, portare un libro in borsa, controllare i documenti, caricare la macchina fotografica e ingozzare i bagagli delle cianfrusaglie di cui credete di non poter fare assolutamente a meno. Quel maledetto giorno prima della partenza avete: i piedi che battono feroci il ritmo dei pensieri preoccupati, l’ansia a mordere lo stomaco, la certezza di stare dimenticando una buona metà delle cose indispensabili. Così controllate quattro volte di seguito il check in on- line, la prenotazione a destra, il peso dei bagagli a manca. La sola idea del fuso orario vi ammazza.

Illustration Travel Quotes©

Invece le ore prima della partenza sono fatte per altro. Per tutt’altro.

Rilassatevi, aprite i vostri valigioni e scaricateci dentro i vestiti che più vi fanno sentire sicuri, quelli che vi sembrano essere stati cuciti per voi. Fatelo rapidamente, non passate lunghissime ore a scegliere. Infilate, dove non possa rompersi, il portafortuna senza il quale vi sentireste nudi, un quaderno bianco, un paio di penne, il caricatore del telefono e i documenti. La macchina fotografica e il passaporto, invece, nel bagaglio a mano.

Lasciatevi alle spalle le attese, le aspettative corroboranti, il tempo che scorre, i vostri armadi che si svuotano malinconici, la paura di arrivare tardi all’aeroporto l’indomani, il terrore del volo in ritardo e quella delle coincidenze impossibili. Lasciate l’ansia di svegliarvi presto per sbrigare milioni di cose, godetevi l’improvvisazione, le pulsioni dell’istinto, la meraviglia dell’avventura, il coraggio di stare andando a scoprire, con le vostre mani, un posto che a stento riuscite a immaginare.

Prendete gli orologi e allentate il tempo incastrato fra le lancette, spalancate le finestre di casa vostra e godetevi quel paesaggio che inizierà a mancarvi nel momento esatto in cui andrete via. Abbracciate goffamente gli amici, (soprattutto quelli che vi saluteranno come se non doveste tornare mai più), e incamerate le loro raccomandazioni del caso.

Il giorno prima della partenza, preparate il cuore al viaggio; smettete i crucci e respirate a pieni polmoni. Godetevelo. Il tempo e lo spazio del viaggio sono vostri e potete giocarci come più vi piace. Poco importa se andrete verso il deserto, l’Africa scura, i ghiacciai splendenti, le montagne solide, il mare aperto, l’oceano che mette paura, metropoli inquinate e imperiose. Nel viaggio, tempo e spazio perdono i contorni ben definiti e diventano marionette tra le vostre mani. Fatene buon uso.

Martina Patamia