Menù intellettuali

“Non si può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non si ha mangiato bene” scriveva Virginia Woolf. Ed in effetti dalla Madeleine di Proust, alla Sacher di Nanni Moretti, passando con la cesta di frutti di Caravaggio, è evidente come il cibo non sia solo cosa per cuochi. Ecco alcuni menù un po’ intellettuali.

Colazione letteraria

Il tea party di Alice
  • Il Té di Alice. Appena alzati non c’è nulla di meglio che una buona tazza di tè. Di certo quando lo sorseggiò l’eroina di Lewis Carrol non era mattina, piuttosto erano le sei del pomeriggio — l’ora perfetta per un Tea Party. Ma come spiega il Cappellaio Matto: “è sempre l’ora del tè, e negli intervalli non abbiamo il tempo di lavare le tazze.”
Tè, latte e madeleine
  • La Madeleine di Proust. Al mattino il tempo vola, proprio per questo potrebbe aiutare intingere nell’infuso di Earl Grey una soffice pasta. Magari proprio la famosa madeleine che per Marcel Proust è stata fondamentale nella sua Ricerca Del Tempo perduto. Qui troverete la ricetta e chissà, se una volta assaggiata, non vi faccia tornare in mente qualcosa di importante.
Il piatto preferito di Kerouac
  • La Torta di mele di Kerouac. Se avete di fronte a voi una giornata impegnativa aggiungere alla colazione una grande fetta di torta può darvi la carica che vi serve. E l’insegnamento arriva da Jack Kerouac che nel suo On The Road dedica numerose descrizioni di questo gustoso dolce che solitamente accompagnava anche con del gelato. A quanto pare dalle pagine del libro, più si inoltrava ad Ovest più i camerieri diventavano generosi con le dosi.
“Ma dovevo andare avanti e smettere di lamentarmi. Così presi la mia borsa, dissi addio al vecchio albergatore seduto con la sua sputacchiera e andai a mangiare. Mangiai la torta di mele e il gelato. Diventavano sempre meglio man mano che m’inoltravo nello Iowa, la torta più grossa, il gelato più sostanzioso.”

Questa è la ricetta, e per sapere quanta mangiarne scegliete voi in quale metà dell’America stare.

Pranzo Cinematografico

Totò in estasi
  • Gli Spaghetti di Miseria e Nobiltà. Un classico in ogni senso. Se tornate stanchi da una logorante mattinata di lavoro potrete capire almeno un po’ la fame atavica che affliggeva la famiglia Sciosciammocca nel film ispirato alla commedia di Eduardo Scarpetta. Una grande mangiata di spaghetti al pomodoro è quindi la cura migliore allo stress lavorativo. Se però si prospetta un rientro dopo la pausa pranzo, evitate di mettere la pasta nella tasca della giacca.
Il povero Dae-su alle prese con i ravioli
  • I Dampu (ravioli coreani) di Old Boy. Se preferite la cucina orientale allora meglio optare per questi ravioli al vapore. Di certo se avete visto il film di Park Chan-wook potreste sentirvi un po’ inquietati, ma per non rischiare di subire le angoscianti disavventure di Dae-su potete scegliere una delle 12 varianti.
Woody Allen alle prese con un’aragosta
  • Le Aragoste di Io e Annie. L’aragosta è una pietanza raffinata e difficile da cucinare. Ma soprattutto da uccidere, come ben dimostrato dalla famosa scena del film di Woody Allen. Comunque garantiamo che ne varrà la pena.
Lo strudel con la panna di Tarantino
  • Lo Strudel di Bastardi Senza Gloria. Nel film di Tarantino il piacere di Shoshanna Dreyfus nel gustare un simile dolce è totalmente rovinato dalla compagnia dei commensali, Goebbler, la sua amante e il colonnello Hans Landa. Ma voi potrete rifarvi mangiandolo in solitudine o con gli amici giusti. E’ anche facile da preparare.
Nanni Moretti, Laura Morante e la Sacher Torte, con panna ovviamente.
  • La Sacher di Bianca. Come già annunciato, nel mondo del cinema ad una storia interessante va di pari passo almeno un dolce strepitoso. Lo sa bene Nanni Moretti che in quasi ogni sua pellicola dedica sempre qualche sequenza a dolci o pasticcerie. Storica è la Sacher, perfetta conclusione di ogni pasto. Smettete di farvi del male e se non ne avete una fetta a portata di mano compratene una o cucinatela.
Menda’s la, pasticceria di Grand Budapest Hotel
  • Courtesan Au Chocolat di Mendl’s. In un simile menù menzione obbligatoria la hanno i dolcetti del film Grand Budapest Hotel, che sono quasi il motore dell’intera storia. Questa specie di bignè sono stati ispirati alle Religieuse create dal cuoco Pantarelli nel 1540 per Caterina de’ Medici. Per il film di Wes Anderson invece sono stati realizzati dalla pasticceria Müller-Grossmann di Görlitz, cittadina tedesca dove si sono svolte le riprese. Se volete sapere come si cucinano, qui troverete la ricetta segreta ma non troppo.

Cena su tela

Ritratto di Rodolfo II come Vertumno — Giuseppe Arcimboldo
  • Verdure dell’Arcimboldo. Dopo una giornata impegnativa non c’è niente di meglio che un piatto di verdure miste ispirate alle tele del pittore milanese Giuseppe Arcimboldo. L’artista divenne noto presso la corte degli Asburgo per i suoi ritratti fatti di elementi vegetali. Nei suoi quadri i peperoni, le zucchine, le mele, le noci sono perfettamente riconoscibili ma contemporaneamente si trasformano in perfette fisionomie umane.
Natura morta con aringa — Pieter Claesz
  • Aringa fiamminga. Nei canoni della pittura del Cinque e Seicento gli alimenti vengono spesso utilizzati per indicare epoche e situazioni socio economiche di vario genere. Le aringhe, ad esempio, indicano povertà ma restano comunque un’ottima soluzione per la cena.
Cesta con frutta — Caravaggio
  • Macedonia del Caravaggio. Per concludere con una nota di dolce la scelta migliore è un po’ di frutta. Una composizione ispirata alla “Canestra di Frutta”, opera del 1596 dipinta dal Caravaggio, prima opera conosciuta nella quale il cibo è il protagonista assoluto della tela.

E a questo punto per altre idee su come togliervi qualche sfizio gastronomico, non vi resta che aprire un libro — non necessariamente di cucina!