Terlizzi-Torino, il tempo di una bistecca

Quante ore impieghiamo a digerire la stessa fetta di carne in due città differenti

La nostra amica bistecca

Per digerire una bistecca il nostro corpo impiega circa cinque ore.

Lo stesso tempo che in inverno un gruppo di amici impiega per decidere cosa fare nell'uscita serale a Terlizzi, ridente cittadina di 27 mila abitanti e qualche anima, situata nella provincia di Bari.

Mentre il gruppo di amici digerisce la bistecca possiamo assistere a conversazioni di questo tipo:

Che facciamo stasera?
Boh
Boh
Boh
Vabbè, ci troviamo alle villette e poi vediamo.

(Villette: in apparenza giardinetti pubblici in realtà luogo mistico il cui richiamo ha portato Kurt Cobain al suicidio)

La differenza tra quella bistecca e il gruppo di amici terlizzesi è presto detta: la bistecca alla fine riesce ad uscire dal corpo, mentre i giovani amici non metteranno mai piede fuori da casa.

Una foto figa di Terlizzi da Terlizzilive.it

In un paesino di provincia si sfogliano decine e decine di giorni così, illuminati da una luce gialla e sonnolenta, qualche birra a basso costo e un futuro che tarda ad arrivare mentre l’età adulta è al quinto messaggio su WhatsApp in cui ci dice di scendere. Allora visualizzi e non rispondi mentre il tempo passa e tu lo subisci appena. Le lauree triennali in università scadenti si trasformano in quinquennali dalle belle speranze e i tuoi amici si prendono un caffè al bar che dura sino a mezzanotte inoltrata, quando li ritrovi ancora lì, seduti e più confusi dei loro progetti di suonare nell'ennesimo gruppo rock emergente.

Una vita passata ad emergere in un tempo viscoso che t’incolla alla stessa routine sonnolenta fino a quando il lavoro in un call center giunge a spezzare le tue catene. Concretamente cambia poco, ma adesso puoi dire “io lavoro, mica come te, terùn!” e procedi per la tua strada, lieto della stabilità economica che ti permette di pagarti l’erba da solo.

Una delle tante foto fighe di Torino da Wikipedia

Torino è diversa. Torino è grande. Le vie larghe, così lunghe che ti servono pullman, tram, taxi e pedalò in caso di pioggia. Se per sbaglio intravedi qualcuno camminare i casi sono tre:

A) E’ uno spacciatore

B) E’ un serio ed onesto lavoratore

C) Tram e pullman sono in ritardo, il taxi costa (di più)

Tutti e tre hanno qualcosa in comune: corrono. E mi spiace deludervi, ma il caso A sarà sempre il più veloce. Persino più veloce dell’onesto lavoratore che cammina strenuamente per raggiungere la sua postazione, una specie rara il cui ultimo avvistamento risale al Medioevo di Umberto Bossi, specie che si diceva capace di superare la velocità della luce nei 24 secondi che precedevano la fine della sua pausa pranzo.

Andava così veloce che la bistecca non riusciva proprio a digerirla ed è questa forse la causa della sua estinzione. Oggi al suo posto vediamo i rampolli d’una gioventù ruggente che biascica ai terroni di andare a lavorare dall'alto del proprio scranno nei migliori bar di San Salvario. Loro hanno bloccato l’età adulta su WhatsApp e sono così veloci che la bistecca la vomitano nei cessi al quarto Negroni.

Lento, veloce, le mie percezioni sono davvero misere e si confondono. Serve una visione più profonda che possa carpire il cambiamento continuo del tempo e dei nostri tempi e per fortuna c’è mio padre, 55 anni e molta più vita di me sulle spalle e nel cuore.

Dicono che i tempi sono cambiati, ma io so solo che dopo vent'anni i nostri figli devono ancora fare come i miei genitori, devono ancora andare via da questa terra.

Son passate più di cinque ore tra Torino e Terlizzi ed io questa bistecca ancora non l’ho digerita.