I neri dei quartieri popolari di Baltimora hanno scatenato una rivolta per l’omicidio di Freddie Gray e l’opinione pubblica li condanna per l’incapacità di manifestare le proprie opinioni senza un mattone in mano.
I neri dei quartieri popolari di Baltimora rispondono lanciando altri mattoni mentre le loro madri li trascinano a casa tirandoli per le orecchie. Un problema serio si copre di ridicolo. L’integrazione che ormai viene data per scontata non esiste e la sua assenza genera culture parallele.
Un documentario presentato nel 2013 al Sundance racconta la storia dei
12 O’Clock Boys, un prodotto di Baltimora.


on oltre 620mila abitanti Baltimora è la più grande città del Maryland. Si trova a meno di 40 miglia da Washington DC, un’ora e un quarto di macchina a velocità americana. A Baltimora ci sono la John Hopkins University, una delle tre migliori università degli Stati Uniti, e il John Hopkins Hospital, da 18 anni il miglior ospedale d’America. Frank Zappa è nato a Baltimora, come Billie Holiday, Edgar Allan Poe e Nancy Pelosy. Anche Tom Clancy è nato a Baltimora mentre Tupac c’è andato a scuola. La gente del posto è abituata a dividere la città in due zone, est e ovest, anche se in realtà ci sono nove mega quartieri, ognuno pattugliato da un diverso distretto di Polizia. Per ogni omicidio che avviene in una città media americana, a Baltimora ce ne sono sette.

Se sei nato nero e povero nella periferia di Baltimora, non c’è molto che tu possa fare. Se tutto va bene potresti tenerti un lavoretto per un po’, magari sfornare tre o quattro figli prima di iniziare a vendere droga e farti sbattere dentro. O, più probabilmente, prima di rapinare una banca e finire ammazzato. Ma potrebbe anche andare peggio se li spacciatori della zona in cerca di corrieri a basso costo ti adescano quando non sei ancora abbastanza grande da interessarti alle ragazze. In quel caso bypasseresti la parte in cui sembra che ce la farai a farti una famiglia per passare direttamente a quella in cui ti fai sparare con le tasche piene di crack dopo aver scatenato un casino. Probabile, quando hai dieci anni e gli spacciatori sono gli unici con un po’ di soldi nel quartiere e vengono tutti i giorni a prenderti sotto casa per sapere come stai. Serve qualcosa? Che ne dici di un lavoretto ben pagato? Difficile dire no. E tutto questo mentre in città la vita procede tranquilla e chi è stato più fortunato prova a costruirsi una vita dignitosa. Ma tu non puoi.

A Baltimora, ogni domenica i 12 O’Clock Boys invadono le strade in sella a quad e moto da cross.

Niente casco, girano in gruppo, impennano tra le auto, si inchiodano di traverso in mezzo alla carreggiata per fare un burn out, vanno in contromano e saltano sui marciapiedi. Il gioco è semplice, le regole sono improvvisate, vince chi fa un po’ di spettacolo in giro e torna a casa tutto intero senza farsi beccare. È illegale, è pericoloso, è stupido.
Ma è bellissimo.


La polizia non può legalmente fermarli per arrestarli da quando, nel 1999, un motociclista si è schiantato e ci è rimasto secco durante un inseguimento. Troppo pericoloso. Così si limita a fermare chi fa qualche cazzata tipo cadere o rompere la moto, e segue gli altri dall’alto, in elicottero, per cercare di capire dove vanno a parcheggiare e presentarsi poi con tutta calma. Il giro domenicale è una tradizione, dal quartiere ovest al porto, passando per la highway a nord e poi giù tra le strade del centro. Fare parte dei 12 O’Clock Boys è uno stile di vita, a Baltimora.

Per qualcuno è l’unico modo di sentirsi parte di qualcosa. Una tribù di poveracci che lavorano sei giorni su sette, mestieri miserevoli, soldi zero, problemi tanti.

Lotfy Nathan è un regista Newyorkese di 26 anni e ha passato gli ultimi tre dietro a Pug, un ragazzino nero di Baltimora, filmando i suoi tentativi di diventare un 12 O’Clock Boys. Il film di Nathan è stato proiettato al Sundance Film Festival nell’agosto 2013 ed è un documentario sullo stile di vita della comunità nera di Baltimora, ma più che altro di Pug e dei 12 O’Clock Boys.

Tutte le immagini utilizzate sono fotogrammi del film 12'O Clock Boys, diretto da Lotfy Nathan e prodotti da Oscilloscope.

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