L’era dei Robot: ecco come la Marvel sta uccidendo il cinema da popcorn

Traduzione di Gianluca Licciardi


Nel bel mezzo di Avengers: Age of Ultron, sono arrivato alla conclusione che forse non ci saranno più film della Marvel soddisfacenti. Anzi, non ci possono essere.

Alcune delle cose che ho da dire verranno lette come snobismo di genere. Quindi lasciatemelo dire chiaramente: cazzo, io adoro i film stupidi da popcorn. Possono essere film su supereroi, dinosauri, alieni, autobus che non possono rallentare; non sono un tipo esigente. I film sono impareggiabili nella loro capacità di rappresentare le dimensioni. Se si dispone di uno schermo gigante, enormi altoparlanti in grado di far sussultare tutti con rumori sconvolgenti, e centinaia di persone riunite nel buio, si può - e si deve - di tanto in tanto utilizzare tali strumenti per fornire uno spettacolo puro, travolgente.

Quindi non disapprovo la Marvel, o Avengers: Age of Ultron, proprio perché non è un piccolo film geniale e sottile. È quello che deve essere: una dose di cultura pop composta da nient’altro che grande spettacolo deleterio quanto una dieta tutta a base di cheeseburger. Ma se avessi voluto vedere qualcosa di geniale, avrei scelto Ex Machina o il nuovo film di David Cronenberg, qualunque esso sia. Non l’ho fatto. Sono andato a vedere Avengers durante il weekend del debutto. Non approvo quello che la Marvel sta facendo al cinema stupido da popcorn. Si tratta di un genere che mi interessa, e stanno scazzando alla grande.

Un film stupido da popcorn di Joss Whedon ha tutte le ragioni per essere una grande esperienza. Non sono un suo super-ammiratore, e lui ha fatto cose abbastanza terribili (se non avete mai visto In Your Eyes... allora, fatevi un favore, non guardate In Your Eyes) ma il divertimento sciocco è il suo campo. Quella casa nel bosco non è esattamente un piccolo film intellettuale d'essai, ma quando andammo a vederlo al cinema, io e la mia amica Kelly uscimmo dal cinema senza fiato e in preda a convulsioni da euforia, come se fossimo appena scesi dalle montagne russe. Per almeno dieci minuti dopo la fine del film, l'unica cosa che riuscivamo a dirci era “Oh mio dio.” Era adrenalina stupida e pura, ed è stato meraviglioso.

Inoltre, Whedon ha un dono straordinario per prendere sul serio soggetti estremamente stupidi quel tanto che basta per far sentire qualcosa. Non è Christopher Nolan o Zach Snyder, grazie a Dio — niente manifesti che sembrano ritrarre il vomito di Trent Reznor nella macchina di un pagliaccio, niente strazianti interludi pseudo-realisti, in cui bisogna star lì a contemplare l'enormità oscura dei seeeeeentimenti di Batman — ma lui è in grado di mediare tra la consapevolezza adulta di quanto i fumetti siano sciocchi e un lavoro sui personaggi vero ed emotivamente risonante.

Age of Ultron è probabilmente il peggior film della carriera di Whedon, e non riesco ad accettarlo. È una settimana che sono ossessionato da questo film, lo analizzo nella mia mente, cerco di capire cosa è andato storto. Voglio dire, è solo dilettantesco, in modi che francamente non riesco a capire: è pieno di luoghi comuni, semplificazioni, set-up senza pay-off, elementi che sembrano, non scelte sbagliate, ma veri e propri errori.

La cosa peggiore, credo, è che non è neanche brutto in modo onesto. Brutto può essere divertente: Thor, per esempio, è un film molto brutto, eppure la bruttezza di Thor mi ha fatto ridere, grazie a una piccola meraviglia definita “Il Sonno di Odino.” (“Aspettate un attimo. Il padre del tizio collassa ed entra in coma. Adesso dicono che succede spesso?” “Entra in coma così spesso che hanno chiamato il coma col suo nome.” Age of Ultron è solo diffusamente mediocre, neanche così interessante da essere terribile.

La ragione, mi viene da pensare, risiede nel fatto che la Marvel nutre una palpabile — e crescente — disprezzo per il suo pubblico. Nelle ultime settimane, un sacco di persone hanno analizzato l’orientamento della Marvel, ma direi che in qualche modo questo non c’entra: la Marvel è stata razzista e la Marvel è stata sessista, ma più profondo fallimento della Marvel è che semplicemente non si preoccupa sulle persone. Age of Ultron è la dimostrazione ancora più evidente del problema. E ci si dovrebbe preoccupare di questo problema. Perché va sempre peggio, e perché non si può far finta di nulla.

So che Joss Whedon è in grado di fare un buon film da popcorn. Anzi, io so che è in grado di fare un buon film da popcorn sugli Avengers: il primo film è un classico indiscusso. Quindi, non sono incline a dare la della bruttezza di Age of Ultron a Joss Whedon. Se vedete qualcuno lanciare una palla per cinquanta volte, e poi, alla cinquantunesima, lascia cadere la palla e se ne sta lì immobile, non vi viene da pensare che non sa lanciare. Vi viene da pensare che c’è qualcosa che non va.

Se si guardano i requisiti formali imposti alla sceneggiatura di Whedon dalla Marvel, è chiaro che AoU in effetti non avrebbe potuto venire bene — che la Marvel, non sapendo o non preoccupandosi di come funzionano i buoni film, potrebbe aver imposto a Whedon di imbruttirlo di proposito. Ecco solo alcuni dei requisiti:

  1. Troppi personaggi. Questa è la strategia standard della Marvel — partono dalla premessa che per gratificare i fan basti inserire un nome familiare preso dai fumetti, e finora, ha funzionato — ma la infinita ricerca per “migliorare” ogni film aggiungendo una spalla, e poi ancora un’altra spalla, e tre cattivi stavolta, e poi quell’altro supereroe conosciuto solo da chi ha letto ogni fumetto degli Avengers tra il 1971 e il 1973, è scaturita in un film che ha, se ho contato bene, 14 personaggi centrali. Il film dura solo 141 minuti; potrebbe sembrare lungo, ma se si divide il minutaggio per il numero di personaggi per dare a ognuno la stessa quantità di tempo ininterrotto, si ottengono circa 10 minuti a personaggio. In pratica, meno di 10 minuti, perché
  2. In ogni caso, la struttura della Marvel obbliga ad almeno un combattimento ogni 20 minuti, e il più delle volte, quei personaggi non hanno conversazioni profonde mentre combattono. Questo deve succedere anche se sappiamo quasi sempre come andranno a finire quelle lotte, perché
  3. Il film ha anche una narrazione pre-impostata, e lo sappiamo perché è la stessa storia a cui ogni film Marvel aderisce, e sarebbe, più o meno: ci sono una cosa e un cattivo e il cattivo ruba quella cosa, quindi combattono. Perdono la prima volta, perdono la seconda volta e poi vincono la battaglia finale. Fine.
  4. Abbiamo anche bisogno di far finire il film in modo tale che tutti i personaggi, ognuno con la sua serie di film personale, possano tornare alla loro serie, vivi e più o meno identici.
  5. Quindi, una volta che la formula Marvel ha tolto al film (a) tempo per i personaggi, (b) il potenziale di una storia che va in direzioni sorprendenti e (c) conseguenze significative, vediamo accorciare i 10 minuti destinati allo sviluppo di ogni personaggio (adesso cinque o sei) ancora di più, con spot pubblicitari di altri prodotti Marvel. In Age of Ultron, perdiamo diversi minuti di tempo prezioso che potrebbe essere utilizzato per sviluppare i personaggi per visitare Wakanda e presentare Andy Serkis come cattivo, non perché è importante per la trama — scompare dopo una scena — ma perché ci sarà un film su Pantera Nera. Thor deve essere messo a riposo per un po’ così che il suo amico scienziato possa fargli avere le allucinazioni con la premessa di Infinity War. Capitan America ha un flashback che non c’entra niente con la trama, ma vi ricorda che aveva una relazione con Peggy Carter, la quale ha un telefilm tutto suo in onda sulla ABC, Agent Carter! Eccetera.

Con tutti questi requisiti a divorare lo screen time, non c'è praticamente più spazio per fare un film. Non c’è sicuramente spazio per fare un film di Joss Whedon, perché i film di Joss Whedon riguardano due cose: sviluppo dei personaggi e dialoghi. Non mi interessa sapere se Joss Whedon è un grande femminista o meno. (Anche in questo caso: vi prego, non guardate In Your Eyes.) Quello che so che è capace di fare è far parlare i personaggi.


Il motivo per cui il primo Avengers era così divertente, nonostante il climax generico e cattivo in modo assurdo in cui gli eroi dimostrano il loro valore massacrando ondate di Soldati senza volto, senza nome o storie o famiglie o sentimenti, è che si è rivelato un incrocio tra un film d'azione ad alto costo e una sit-com. Le scene più importanti di quel film sono quelle in cui i personaggi siedono insieme, battibeccano, si scambiano opinioni, si fanno domande e battute a vicenda. I Soldati erano spazzatura obbligatoria da film d’azione. Le conversazioni — queste persone si piacciono? E se è così, perché? — erano la storia.

Lo stesso non può accadere in questo caso. Perché non c'è tempo per sviluppare i personaggi organicamente, perché i personaggi dovranno essere tutti sbattuti contro la stessa cosa-cattivo-sconfitta-sconfitta-vittoria in tandem, perché tutto deve essere fatto in modo da consentire il più alto numero di scene di lotta possibile (guardate e poi il buono e l'altro buono non sono d'accordo quindi combattono per capire di cosa parlo; è quello che la Marvel fa ogni volta che si cominciano a fare troppe chiacchiere), e dato che persino questa cosa deve essere interrotta con della pubblicità, semplicemente non c’è tempo per il film di realizzare i suoi obiettivi con qualcosa di vecchio stile come una trama.

Gli archi di trasformazione dei personaggi sono così costretti, o così compressi da essere a malapena comprensibili. Per esempio: un arco che viene lanciato, e poi mai portato avanti, è il faccia a faccia di Tony Stark col proprio narcisismo. Ultron è il suo karma, il suo lato oscuro, la sua punizione per aver creduto di essere abbastanza intelligente per salvare il mondo da solo. Interessante. Questa è una storia solida basata sui personaggi. Fa quello che le storie buone fanno: si concentrano sul più grande difetto di un personaggio, e lo drammatizzano, in modo da permettergli una comprensione profonda di se stesso e del suo posto nel mondo, e di trionfare utilizzando ciò che ha imparato.

Ma se questo è ciò che il film sta facendo, perché il problema “Ho scazzato costruendo un robot consapevole di sé ed eccessivamente potente.” viene risolto con “Ho costruito un robot consapevole di sé ed eccessivamente potente.”? La simmetria è una cosa: questa è una storia in cui il personaggio non cambia significativamente. Non impara nulla. Non cresce. Ricorda solo di premere il pulsante "NON sono un mostro genocida" sulla sua macchina per progettare robot.

Cioè, ditemi: qual è stata l’arco di trasformazione di Capitan America in Age of Ultron? Perché ha bisogno di esserci, qual è il suo investimento personale nel problema, e cosa impara su stesso per risolvendo quel problema? Ditemi com’è cresciuto e cambiato nel corso di questo film. Ditemi perché Nick Fury o Maria Hill erano essenziali per la storia. Quando Maria Hill racconta la storia di Ultron ai suoi nipoti, come farà a dir loro che dirà questi avvenimenti le hanno cambiato la vita? Come farà a dire che provava dispiacere per la scelta del suo amico Tony di costruire un robot genocida? Sentiva qualcosa? Oppure era, sapete, lì e basta?


Gli archi di trasformazione dei personaggi non sono negoziabili. Non sono roba da intellettuali, né pretenziosi oppure complicati. Gli archi sono essenziali per il successo di qualsiasi storia di qualunque genere. Per capire perché questa cosa è importante, prendete l'arco di Hulk nel primo film, che molti considerano essere la parte migliore di quel film. Direi che in realtà è la parte migliore di qualsiasi film Marvel prodotto finora. Nel primo Avengers, Hulk (1) odia essere Hulk, (2) incontra una situazione che può essere risolta solo diventando Hulk, e (3) accetta di essere Hulk. Semplice, no? Scioccamente semplice. Eppure in sala ha fatto il suo porco effetto, perché le storie fanno questo. Le storie utilizzano causa ed effetto per drammatizzare un processo in cui una persona è costretta a cambiare.

L’arco di trasformazione di Hulk, semplice com’è, era un processo di causa-effetto che drammatizzava un problema umano universale: potreste non piacervi incondizionatamente, allora potete identificarvi con qualcuno che non si piace, e di conseguenza, voi potete sperimentare la catarsi quando una storia dà a entrambe le parti il permesso di amare se stesse. Durante la sua fase furiosa finale, quando sbatte a terra Loki, non è solo un cartone animato che causa una certa dose di violenza aziendale obbligata: siete voi, che amate il vostro corpo pur essendo della taglia "sbagliata", o che vi esprimete a favore delle donne in una conversazione senza dovervi preoccupare di essere definiti guastafeste, oppure orgogliosi della vostra arte nonostante il fatto che sia stata rifiutata, o che decidete di lasciare il vostro partner violento perché ritenete di essere degni di rispetto. Hulk distrugge il disprezzo di sé, e diventa così la forza più potente dell'universo.

Così alla fine, il nostro eroe, un suicida che ha trascorso l'intero film definendosi inutile e intrinsecamente inferiore ad altre persone, incontra Loki, un personaggio criticone, loquace, arrogante e beffardo — un personaggio che sceglie misteriosamente proprio in quel momento di iniziare un monologo sull’inutilità degli Avengers, sulla loro inferiorità — e improvvisamente, Loki finisce a terra. Pesantemente. E ogni volta che Loki finisce a terra, in tutto il mondo, la sala esplode in urla di gioia. Vi è una reazione che va oltre il razionale o il personale, qui: il rumore di centinaia di sconosciuti uniti per appena un secondo nella realizzazione che in fondo, nonostante tutto il dolore, nonostante tutta la merda che hanno passato, nonostante la crudeltà infinita a cui la loro voce critica interiore li sottopone a, non devono per forza farla parlare continuamente. In fondo, non sono brutti o stupidi o disprezzabili o cattivi o inutili. In fondo, sono forti. Sono eroi.

A proposito di eroi, ecco cosa ha da dire Joseph Campbell: “La conciliazione con il padre altro non è che l’abbandono di quel doppio mostro autogeneratosi — il drago visto come Dio (super-io) ed il drago visto come peccato (io represso).” Quando il giudizio del super-io non è abbastanza potente da annientarci (Dio gracile) e l’io è accettato dall’ego senza paura (io sono sempre arrabbiato), la nostra integrità viene ripristinata, il nostro posto nel cosmo viene trovato, e siamo liberi. Ci colpisce così violentemente da poter solo urlare.

Non lasciate che nessuno vi dica che i film stupidi da popcorn non contano, o che non possono essere intelligenti o belli o profondi. Un film stupido da popcorn può cambiarvi la vita. Tutto quello che si deve fare è creare personaggi con problemi umani identificabili, e consentire loro di lavorare su questi problemi nel corso della trama. Le storie parlano di cambiamento, e di persone, perché in ultima analisi, parlano di voi, voi che sedete in una sala buia, che lavorate sul vostro vissuto proiettandolo su cartoni in CGI interpretati da attori eccessivamente belli.

Ecco un altro modo di metterla: la misura in cui un film investe in storie basate su (e guidate da) personaggi è la misura in cui riconosce, apprezza e onora l'umanità del suo pubblico.

Così, quando Age of Ultron non investe — quando parte dal presupposto che la formula, e solo la formula, è sufficiente a placare i mangia-popcorn — dice qualcosa di parecchio brutto.


E ora possiamo parlare di discriminazione sessuale.

Il mio parere definitivo sulla scrittura “femminista” di Joss Whedon è che è il sottoprodotto di una buona scrittura, punto. Lo scrittore che più mi ricorda è Charlie Kaufman: sono entrambi scrittori profondamente personali, che hanno chiaramente una vasta gamma di inibizioni sessuali, e nella misura in cui queste inibizioni sono incentrate sulle donne, probabilmente influenzano le loro percezioni delle donne nella vita reale in tanti modi. Un sacco di donne hanno notato che la fissazione di Whedon per le adolescenti smilze ed emotivamente vulnerabili è inquietante e scoraggiante, e sarei tendenzialmente d'accordo. L’apparente convinzione di Charlie Kaufman che una donna sveglia sessualmente e realizzata non potrebbe aver bisogno di lui, e che potrebbe tranquillamente abbandonarlo in un universo ostile, è anche un po’ strana e sconvolgente, o (almeno) una buona ragione per non chiedere a Charlie Kaufman un appuntamento. Tuttavia, visto che Kaufman e Whedon sono buoni scrittori, che capiscono il motivo per cui le storie funzionano, quando si siedono a scrivere una storia, si sentono in obbligo di rendere tutti i caratteri identificabilmente umani, comprese le donne. Questo è, purtroppo, così raro che i loro personaggi femminili sono spesso più delineati e interessanti di quasi tutti gli altri personaggi, compresi quelli scritti da persone con convinzioni sessuali migliori.

Ma quando la scrittura basata sui personaggi collassa, la stessa cosa accade all’universo femminile descritto. Black Widow è un personaggio trattato male quanto tutti gli altri personaggi di quella storia, ma visto che è una donna, è politicamente offensivo oltre che esteticamente offensivo.

Prendiamo un momento per riconoscere che, data la scarsità di tempo per il lavoro sui personaggi di Age of Ultron, quasi tutti lo sviluppo è fatto con delle scorciatoie. Sto parlando di trucchetti, tipo “ogni personaggio ha un'allucinazione che ne stabilisce conflitti interiori e retroscena,” o "sappiamo che questo personaggio è all’antica, perché non gli piace imprecare" (un argomento menzionato così tante volte da farmi pensare che sia stato concepito per un pay-off, nello stesso modo in cui avevano fatto le continue domande sul “segreto” di Banner la volta scorsa — c'era forse un culminante Vaffa di Steve poi tagliato per ottenere il visto di censura?) o anche “il cerchio della vita è si chiude chiamando un bambino come il tizio morto.” (questa cosa, oltre ad avermi fatto tornare in mente il terribile finale di Harry Potter, è particolarmente eclatante perché la madre del bambino non ha mai incontrato il tizio morto — e, anche sapendo dell’esistenza del tizio morto, cosa altamente discutibile, lo conosceva come "il tizio che sta cercando di uccidere mio marito." Dà al suo bambino il nome di qualcuno che non ha mai incontrato, sul presupposto che il marito una volta lo ha incontrato per un paio d’ore. Commovente! Le battute vengono sottolineate dai personaggi che le spiegano evidenziandone l’umorismo. Alcuni caratteri entrano in una stanza, menzionano un retroscena, e se ne vanno. ("Come stai, Sam?" "SONO FELICE DI SEGUIRE IL NOSTRO CASO SULLE PERSONE SCOMPARSE A DC."). Non c’è mai nulla di realmente scritto, o conseguito, solo delineato vagamente. Si tratta di una sceneggiatura interamente composta da segnaposto.

Ma quando tutto il lavoro sui personaggi è fatto di scorciatoie, e bisogna scriverne una per il personaggio femminile, quale si sceglie di utilizzare? È la ragazza di quel tizio, ovviamente, è una scorciatoia classica, usata o accennata da tutti gli sceneggiatori Marvel che hanno inserito Black Widow in un film — in quanto donna, lei è Altro, e un oggetto sessuale, e quindi deve essere impegnata come potenziale o reale ricompensa sessuale per un personaggio con un punto di vista maschile, piuttosto che essere lei stessa un punto di vista. Ma questo è lo stesso problema riscontrabile in tutti i personaggi femminili di tutti i film della Marvel (Gamora, Agente Carter, Pepper, qualunque sia il nome che dovrebbe avere il personaggio di Natalie Portman) ad eccezione di Maria Hill, che si sta chiaramente risparmiando per il suo unico vero amore, l’Esposizione. Se volete approfondire il personaggio femminile e non farlo sembrare un oggetto sessuale, in un film che non ha tempo o pazienza per qualcosa che somigli alla “profondità”, che genere di conflitti gli si dà? Be’, le donne fanno figli, giusto? Le donne vogliono bambini. Bene. Non può avere bambini. È triste perché non può avere bambini. Ecco fatto! Eccovi la Profondità!

Voglio dire, è disgustoso. Definire la motivazione del vostro personaggio femminile solo attorno all'asse Betty Crocker con “vuole un fidanzato” e “vuole dei bambini” è disgustoso al 100%. Ma a ben vedere, ogni cosa è disgustosa, perché tutti i personaggi sono proprio così insulsi, perché Whedon non ha più di cinque o dieci minuti per stabilire o complicare le loro motivazioni, perché la Marvel lo obbliga a non sprecare lo screen time con cose tipo le motivazioni dei personaggi quando potrebbe invece realizzare spot pubblicitari per i loro altri film, perché alla Marvel non frega niente degli uomini, delle donne, o di qualsiasi cosa tranne che di farvi accorrere per la prossima appuntamento con gli Avengers.

Non ho mai pensato di essere il genere di persona che crede che il crimine contro il femminismo sia meno importante di un crimine contro la narrazione, ma in questo caso, sono così interconnessi che è difficile discernerne la differenza. Se non sai scrivere, non sai scrivere di donne.


C'è una interpretazione alternativa per scena Hulk-contro-Loki del primo Avengers. Provo, con difficoltà, a credere che non sia quella corretta. Perché si tratterebbe di un messaggio negativo, che i cinici vedono al centro di ogni film tratto da fumetti. Si tratta di: fare a cazzotti è meglio che discutere.

Succede in un sacco di grossi film commerciali, giusto? C'è un tizio che parla molto, pensa, progetta, cerca di arrivare da qualche parte ragionando. Alla fine, quel tizio è cattivo, perché pensare è da cattivi. Deve essere soggiogato dal bruto eroico: il tizio “normale”, che è più simile a te, più puro, perché invece di pensare e di analizzare, sente e agisce. Loki pensa di poter arrivare da qualche parte con un monologo, ma sorpresa! Dei bicipiti giganti battono il monologo intelligente, ogni volta.

Ecco quindi l'altra interpretazione, la cosa che penso è al centro del disprezzo che la Marvel nutre verso le persone: fare a cazzotti è meglio che discutere. Agire è meglio che pensare. L’istinto è meglio dell’intelletto; grosso è meglio che intelligente. Non abbiamo bisogno di capire i Soldati; non abbiamo bisogno di parlare con loro. Quello è pensare, una cosa noiosa. Abbiamo solo bisogno di uccidere: non hanno nomi o storie o famiglie o sentimenti, e massacrandone migliaia, dimostriamo di saper agire.

Il pubblico non ha bisogno di dialoghi o personaggi o di crescita psicologica. Il pubblico ha bisogno di esplosioni, perché sono animali, e tutto ciò che vogliono è del sangue versato. Il pubblico non ha bisogno di essere sorpreso o messo in discussione con una nuova storia. Il pubblico vuole che gli si racconti sempre la stessa storia, perché se la sono bevuta già dieci volte, e alla fine della giornata, abbiamo appena convinto questi zoticoni del cazzo ad aspettare tre anni e pagarci venti dollari e allora possiamo dir loro di tornare tra quattro anni e darcene altri 40. Allora pensate che vogliano la crescita personale? Fateci il favore. Sono a malapena esseri umani.

Voglio dire: il messaggio che viene lanciato nell’atmosfera e questo, e poi vi stupite se i fan sono pronti a spedire minacce di morte a un regista per salvare il Brand Onnipotente? Fare a cazzotti è meglio che parlare, la rabbia è meglio della comprensione, i conflitti vengono risolti annientando l'altra persona senza sentirsi in colpa: è quello che avete appena affermato. Continuamente, e avete fatto pagare un biglietto per il privilegio di sentirlo dire. Non è possibile rimanere sorpresi se sono portati a credere che sia così.

Esserne così infastidito mi fa star male. Capisco che questi film sono fantasie di potere per bambini di nove anni: alla fine della giornata, accettare la loro stupidità è probabilmente più intelligente che augurargli di essere svegli. Ma questo è l’epicentro della cultura pop. Ormai, tutti sono tenuti a condividere fantasie di potere con bambini di nove anni, e peggio ancora, a prenderle sul serio; per farne uno stile di vita. Il virus Marvel ha già superato i film; ora, si è infiltrato in un nuovo ospite, la TV, e lo sta svuotando dall’interno.

L'obiettivo non è di uno o due brutti film all’anno, si tratta di un regime di stile di vita totale incentrato sulla cultura pop più orrenda: al fine di tenere il passo con gli Avengers, è necessario tenere il passo con Iron Man, Capitan America e Thor, e al fine di tenere il passo con loro, probabilmente si dovrebbe guardare Agents of S.H.I.E.L.D., che aiuterà senz’altro a tenere il passo con Ant-Man, Dottor Strange, Capitan Marvel, e I Guardiani della Galassia, e al fine di assicurarsi che stiate seguendo queste 9 serie essenziali e che siate in grado di dare un senso alle loro trame, avrete bisogno di mantenere un flusso costante di prodotti Marvel nella vostra vita, quindi assicuratevi di sintonizzarvi per Agent Carter, Daredevil, Jessica Jones, e, naturalmente, i prossimi trionfi di Hulu, Gary, l’unico amico strano di Ant-Man e Il tizio che scappa da un’esplosione nel Magazzino 17.

I problemi con le storie della Marvel saranno i problemi della narrazione nel futuro prossimo. Una volta che sarà tutto finito, saremo di fronte ad una generazione cresciuta con questa roba, che sarà convinta che la narrazione dovrebbe funzionare così: Harry Potter è uscito quando ero al liceo. Adesso ho trent’anni, e non vedo ancora la fine della carica della "Fantasy Young Adult seriale". I fenomeni di questa portata sono duri a morire.

Adoro i film da popcorn stupidi. Sul serio. Credo che possano essere emotivamente risonanti, mitici, che possono fare le stesse cose che tutte le storie sono destinate a fare — parlare all'anima; ci sfidano a migliorare — e possono utilizzare grandi elementi fantastici per raccontare grandi verità umane. Credo anche che la Marvel non sia interessata a tutto questo; che, anche riuscendo ad avere un regista capace di fare queste cose, la priorità del brand e la preferenza della formula rispetto ai singoli autori finirebbero per compromettere il tentativo.

Avengers: Age of Ultron non è solo brutto. È stato, per me, la prova che i film Marvel, anche al loro meglio, possono essere solo brutti. E peggioreranno. La missione umana è andata perduta: questi sono film anonimi stile Soldato, gettati a ondate sul pubblico-Soldato presumibilmente senza volto. Le storie sono un'affermazione dei nostri valori umani; ci insegnano il senso della vita e continuano a farci sentire umani. La Marvel, rimuovendo l’umanità dalle sue storie, potrebbe determinare la fine della storia. Fottiti Ultron: la Marvel Comics ha costruito un esercito di macchine che potrebbe davvero far finire il mondo.


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