Ammazza il drago e scappa

IIIª parte

Sul perché le palle del Master e degli altri giocatori non siano mostri da sfracellare


ATTENZIONE: Questa è la IIIª (e penultima) parte di un post boriosamente lungo, se vuoi leggerlo dal principio ti tocca cominciare dalla Iª parte.

La grossa contraddizione dei TRPG è che costringono i nerd a fare ciò che più odiano al di sopra di ogni altra cosa: interagire con creature viventi della loro specie.

In questa puntata ti insegnerò quindi ad affrontare gli aspetti più inquietanti del drammatico problema delle relazioni sociali in modo da farti sembrare una persona quasi normale!

The guild

I gruppi di gioco sono drasticamente diminuiti rispetto a 20 anni fa, ma grazie a Internet (e altre diavolerie della tecnologia moderna) è diventato molto più facile contattarli. Molti sono alla continua ricerca di giocatori tramite social, annunci nei forum di gioco e associazioni ludiche. Non essere timido! Lascia un annuncio e considera anche i post più datati; raramente vengono rinnovati tutte le settimane.

Una comparsa provvisoria è molto più facile da gestire rispetto all’assenza di un personaggio fisso. Metti quindi da parte gli scrupoli e chiedi di poter fare una partita di prova specificando che potrai cominciare a giocare regolarmente solo dopo qualche settimana, in questo modo avrai la possibilità di provare altri gruppi e scegliere quello in cui ti sei trovato meglio.

Quando dicevo “trovare qualcuno” non intendevo infatti “dei qualcuno qualsiasi”. Selezionali come se stessi cercando professionisti con cui scalare il K2 piuttosto che nuovi amici. Potrà sembrati esagerato, ma siccome potresti doverli frequentare per diverso tempo, un gruppo di individui affidabili e motivati sarà 1000 volte più sopportabile di una combriccola di allegri ma sbadati compagnoni, e giusto per scremare le insidie principali principali diamo una veloce occhiata alle tre tipologie principali:

La gilda dei riccardoni

Sono quelli che hanno giocato a D&D per le prime due settimane per poi schifarlo in favore di qualcosa di “molto più tecnico”. Nei casi peggiori la ricerca del “TRPG perfetto” li porta a provare un gioco diverso al mese (ininterrottamente dal 1995).

Ai riccardoni non piace lasciare nulla al caso e vogliono regole precise anche per calcolare la traiettoria delle scorregge dei draghi, ne consegue che con questa compagnia servono almeno due serate per completare la scheda personaggio (ma probabilmente userai quella del giocatore scappato dal gruppo tre settimane prima) e una intera sessione di gioco per far avanzare i personaggi di 15 metri in un campo deserto.

Gli appartenenti alla falange ortodossa giocano solo se possono ricostruire uno scenario 3D in scala 1:25 e ti chiederanno di contribuire alle spese necessarie per coprire l’acquisto dei modellini e dell’affitto del magazzino blindato in cui tenere il tutto, cosa che potrebbe costarti quanto la multiproprietà di un appartamento a sbalzo in Costa Smeralda. Se non sei miliardario (e non lo sei) evitali come le Paludi di Mordor.

La compagnia dell’anello mancante

Tipologia di gruppo ampiamente diffusa e frequentata principalmente da soggetti appartenenti a una o più delle seguenti sottocategorie di subdotati:

  • Il meteoropatico che partecipa alle sessioni di gioco con giorni e orari assolutamente random senza confermare presenze e annunciare assenze, ma quando lo fa avvisa in maniera errata.
  • Quello che “non viene tanto per giocare quanto per stare in compagnia” e conseguentemente si sente esentato dall’onere di leggere e memorizzare le quattro regole che riguardano il suo personaggio. Trascorre il tempo chiedendo: «Quale dado devo tirare adesso?» o parlando di cazzi che non fregherebbero manco a sua madre.
  • Il narcolessico che 9 volte su 10 ha avuto una giornata pesante e si addormenta con la faccia sui dadi dopo i primi 10 minuti di gioco. Nonostante tutto è la tipologia meno fastidiosa.
  • Lo svantaggiato generico che passa un 50% del tempo a consultare il manuale, un altro 50% a giocare in maniera sbagliata e il restante 50% a contestare (erroneamente) il DM, riuscendo così a far sprecare il 150% del tempo disponibile.

Niente modellini 3D o miniature. In questi gruppi si gioca con un foglio di carta a quadretti strappato dal quaderno di matematica del fratellino e ci si disegna sopra una mappa alla cazzodicane in rigorosa scala 1:boh. Tuttavia è del tutto ininfluente dal momento che le serate trascorrono parlando di film porno, mangiando pizza, facendo gare di rutti, parlando di film porno, pulendo le macchie di Coca Cola dal tappeto e sovente anche parlando di film porno.

Spesso avanzano sette minuti per una sessione di gioco in cui si riesce a far avanzare i personaggi di 15 metri all’interno di un campo deserto.
Frequentali solo se ti piace parlare di porno e se “non vai lì tanto per giocare quanto per stare in compagnia”.

Quelli quasi normali

Ovvero, una giusta via di mezzo fra le due categorie precedenti. Sempre di nerd si tratta, quindi l’aggettivo “normale” va interpretato nel modo più benevolo possibile ma se li trovi non farteli scappare.

Bene, ora che sai con chi giocare passiamo a…

Diventa una brava persona in 10 mosse

1. Impegno, responsabilità e puntualità

Raramente le partite durano una sola serata, e se saltare un turno vuol dire costringere il Master a riadattare temporaneamente uno scenario, saltarne tre significa mandare in vacca la campagna anche al resto dei giocatori.

Paradossalmente, gli “infantili TRPG” sono una attività che richiede molta più serietà del “cazzutissimo pokerino del martedì” dove un pollo in più o in meno non ha grosse ripercussioni sugli altri. Fai quindi in modo che le date delle sessioni vengano pianificate in anticipo, liberati da altri impegni e ritieniti esonerato solo in caso di catastrofe geologica o altro evento per cui non andresti al lavoro pur avendo un mutuo da pagare.

Dimentica altre possibilità. Sostituti provvisori o altri giocatori che per una sera si accollano anche il tuo personaggio sono soluzioni che peggiorano il clima senza risolvere il problema.

Con ogni probabilità giocherai anche con individui che hanno passato l’adolescenza da diverso tempo e che sicuramente stanno facendo importanti sacrifici per conciliare famiglia e lavoro con un appuntamento fisso di gioco. Credere che loro non saltino un turno perché non hanno di meglio da fare, mentre tu devi assolutamente dar retta ai capricci della tua fidanzata, dei tuoi amici o studiare (perché ti sei grattato la ciollazza per 2 mesi e solo oggi ti sei ricordato che dopodomani c’è un esame) ti farà sembrare un babbeo fotonico.

2. Il punto 1 non è uno scherzo

Nel caso tu abbia pensato che lo fosse rileggilo altre 42 volte ad alta voce in ginocchio su ceci spigolosi.

3. Preparati

Memorizzare le regole generali di D&D e quelle relative al tuo personaggio ti porterà via pochissimo tempo e non puoi permetterti di non farlo. L’ho già scritto e se lo ripeto c’è un perché.

Quando la memoria non ti aiuta riassumi regole e tabelle che non ricordi su un foglio e tienilo sotto mano. Come giocatore puoi anche consultare il manuale, ma fai che questo non rallenti la partita.

4. Il Master non sbaglia mai

Non sbaglia quando decide di applicare una regola in modo che danneggi il tuo personaggio meno del necessario (e succede spesso), non sbaglia quando gli infligge più punti ferita e non sbaglia neppure quando sbaglia.

Ci sono miliardi di ragioni per cui un DM potrebbe decidere di variare il regolamento. Puoi chiedergli garbatamente se è sicuro di quello che sta facendo ma se risponde “sì” soffri in silenzio, dimentica e rimanda ogni contestazione al termine della partita.

5. Non barare

Se modifichi la scheda del tuo personaggio aggiungendo 5 frecce e 200 monete d’oro nessuno lo noterà mai, ma è il classico atteggiamento di chi dei TRPG non ha capito una sacrosanta sega a due mani (e non vale nemmeno la pena sprecare un’altra riga per spiegartene il perché).

6. Allineamenti complessi

Il D&D classico ha solo tre allineamenti: legale, neutrale e caotico, e a meno che fra i giocatori non ci sia qualcuno con la capacità espressivo-drammatica di Jack Nicholson saranno più che sufficienti.

Tuttavia dovresti dare una occhiata alle classi di AD&D per via delle sfumature “buono, neutrale e malvagio” applicate a ognuno dei tre allineamenti.

Ti aiuteranno a capire quando un personaggio può essere caotico senza essere malvagio o superlativamente stronzo pur essendo legale.

Personalmente concordo abbastanza con quanto riassunto in questa sezione dell’apposita pagina di wikipedia, quindi direi che questa sezione termina qui.

7. Dadi, carta, matita (e miniatura)

Il set dell’ottimo giocatore di D&D è composto da: nove dadi (1d20, 1d12, 2d10, 1d8, 3d6, 1d4), scheda del personaggio, blocco appunti, matita e gomma.

Non tutti i Master sono tanto facoltosi da mettere a disposizione la tavola rotonda di Re Artù quindi non ingombrare il tavolino con nulla che non sia indispensabile e se proprio vuoi strafare portati dietro la miniatura da 25mm del tuo personaggio.

Puoi anche sostituire tutta la cartoleria con un tablet ma evita di usare App per simulare il lancio di dadi. Un TRPG senza dadi che rotolano è come una Oktoberfest senza WC chimici (che ultimamente non ingrano gli esempi l’ho già detto, vero?).

8. Vieni già sbranato

Per quanto tradizionale possa sembrare l’usanza di sbafare cibo durante una partita consideriamola una debolezza del XX secolo. Capisco l’esigenza di nutrirsi quando si gioca a cavallo dei pasti, ma per l’amor di Cthulhu stabilite un orario e tenete le cose separate. Se poi la partita viene organizzata di sera, mangiare una pizza tutti insieme porterà via almeno un’ora di gioco e potrebbe non valerne la pena.

9. Ah, i bei tempi del Klondike

D&D non è una macchina del tempo e i 16 anni che avevi nell’86 non torneranno più. Gioca solo se ti piace giocare e fai pace col cervello.

10. Casi imbarazzanti

La storia la scrivono le azioni del personaggio non i desideri del giocatore. Chiedere al Master di far succedere delle cose o di far comparire il tuo mostro preferito significa far capire a tutti che non hai la più pallida idea di come funzioni un TRPG.

~ fine IIIª parte ~

Continua con la IVª (e ultima) parte intitolata:
Il manovale del bravo Dungeon Master


Riassunto della IIIª parte

Prova tanti gruppi, scegli quello che ritieni il più affidabile e poi comportati verso gli altri membri proprio come vorresti che loro si comportassero con te: puntuale, onesto, preparato e rispettoso dell’autorità del Master.


La segnalazione di typo, parole mancanti, congiuntivi sbagliati, ecc. è sempre gradita.