Capire Snapchat

Perché non è solo un’applicazione di “messaggistica istantanea”

Snapchat nasce nel 2011 da un’intuizione di Evan Spiegel, attuale CEO dell’azienda, e Bobby Murphy, allora studenti di Stanford, per rispondere a un bisogno specifico: quello di non lasciare tracce.

Nel 2011 le impostazioni di privacy di Facebook erano più controverse e complicate da gestire di quanto non sono oggi e l’esigenza di “ripulire” spesso il proprio profilo, da foto taggate durante party alcolici e altri contenuti “disdicevoli”, era ancora più diffusa tra i giovani adolescenti. Il progressivo aumentare della presenza degli adulti — genitori compresi — sul social network di Mark Zuckerberg non ha fatto che rendere questa esigenza sempre più impellente tra i coetanei di Spiegel, classe 1990.

Snapchat all’inizio punta su un’unica ed esclusiva caratteristica: tutto quello che pubblichi su Snapchat, scompare. Non resta proprio da nessuna parte: non viene salvato sul tuo telefono, non su quello dei destinatari dei tuoi messaggi, non sui server dell’azienda (quello che era un problema di storage delle aziende è diventato un problema di consumo di traffico dell’utente). Semplicemente, ogni cosa scompare dopo un lasso di tempo regolabile dall’utente con un timer, ma comunque non superiore ai 10 secondi (con il successivo arrivo delle Stories il tempo di vita massimo di un contenuto è salito a 24 ore, sotto certe condizioni).

Sì, puoi fare degli screenshot, ma Snapchat lo notifica al soggetto screenshottato. Don’t do it at home.

Non riuscendo a comprendere a fondo il valore dell’effimero, o semplicemente il valore del presente, agli occhi degli adulti Snapchat è diventato subito una macchia di Rorschach e non sono mancati quelli che ci hanno voluto vedere un’app per il sexting e i selfie osé. Più banalmente, era molto utilizzato anche in classe al posto dei tradizionali bigliettini per passarsi i compiti.

Sarebbe comunque sbagliato ridurre Snapchat all’aspetto più controverso della sua reputazione. La caducità dei contenuti pubblicati, forse perché rispecchia un tratto fondamentale della cultura dei teenager, si è rivelata una killer feature che va molto aldilà del flirting spinto: nel 2014 Snapchat ha superato la soglia dei 100 milioni di utenti, perlopiù giovani e giovanissimi (secondo ComScore il 45% degli utenti è tra i 18 e i 24 anni, considerato che non si calcolano gli utenti di età inferiore ai 18 anni), che lo utilizzano quotidianamente, scambiandosi una media di 700 milioni di Snaps. Ma veniamo a un punto importante: che cosa sono gli Snaps?

Che cosa sono gli Snaps

Fidanzato votato alla scienza. Thanks @matteoscurati.

In generale, uno Snap è qualunque contenuto condiviso tramite Snapchat. Ma nella maggior parte dei casi, questo contenuto non è affatto un messaggio tradizionale. Il formato più condiviso su Snapchat è sicuramente il proprio selfie fotografico, arricchito dall’applicazione di filtri di ogni tipo, testi, disegni, effetti audio e video, icone, tag geo-localizzati, con lo scopo di renderlo molto più esplicitamente espressivo, o semplicemente più divertente. Il formato video segue a ruota. Ci sono filtri nuovi ogni giorno disponibili gratuitamente e ci sono filtri a pagamento.

La sensazione che ho avuto durante l’utilizzo è stata quella di trasformare la mia faccia in un’emoticon: il volto che imita l’emoticon che imita il volto. Di fatto, una maschera che un po’ nasconde quello che si potrebbe altrimenti vedere e un po’ rivela quello che altrimenti sarebbe nascosto della nostra espressione facciale (no, non citerò Lévinas neanche morta).

Se ti iscrivi e pensi di scambiarti messaggi con i tuoi amici come su Whats’app, ci rimani male.

Che cos’è lo Snapchat Score

Non ci sono like e share, ma c’è un punteggio che rappresenta la popolarità degli utenti, basato su un algoritmo su cui incide il livello di attività degli utenti, quanti snap inviano e quanti ne ricevono, ma anche quanto spesso utilizzano la sezione Stories. Contano anche le views della tua Story personale.

Che cosa sono le Stories

Una volta che hai creato il tuo contenuto, puoi condividerlo privatamente con un tuo contatto attraverso un messaggio privato, oppure pubblicarlo sulla tua Story. La Story è lo strumento che ti permette di pubblicare un insieme di Snap creati in momenti diversi della giornata, che tutti i tuoi contatti possono vedere per 24 ore. È di fatto una raccolta, popolata principalmente da video.

Che cosa sono i Recent Updates

Nella sezione Recent Updates trovi le notifiche di pubblicazione di nuovi contenuti da parte dei contatti della tua rete. La notifica ti informa di chi ha pubblicato un nuovo contenuto e di quanto tempo ti resta per poterlo vedere prima che scompaia. Nulla sai di quel contenuto se non decidi di visitarlo esplicitamente. Sembra ovvio, ma c’è una particolarità decisiva rispetto a come siamo abituati a usare Facebook o Twitter: non esiste un vero e proprio flusso di contenuti. Inoltre, puoi accedere soltanto ai contenuti di persone con cui sei connesso direttamente.

Che cosa sono i Live

Snapchat offre anche una sezione Live a cura di Snapchat: una redazione crea delle raccolte creative di contenuti pubblicati dagli utenti — previa autorizzazione — relativi a eventi in diretta. Il risultato è un modo nuovo di raccontare i fatti in un formato ibrido e istantaneo, che come sempre non sopravvive oltre le 24 ore dal momento della pubblicazione.
Considerata la distribuzione globale degli utenti di Snapchat, a volte i live sono vere e proprie finestre che si aprono su altri mondi e altre culture.

Che cos’è la sezione Discover

Nel gennaio 2015, Snapchat ha lanciato la sezione di Discover dedicata ad alcuni selezionati Media Partner che creano contenuti ad hoc per Snapchat ogni giorno. Tra questi, Vice, BuzzFeed, Cosmo, DailyMail, Cosmopolitan, National Geographic, CNN.

Contenuti proposti da Cosmopolitan, CNN e BuzzFeed.

Per vedere questi contenuti occorre entrare nel profilo dell’editore che ti interessa. Oltre al primo frammento di contenuto, il cui stile Snapchat è inconfondibile e che può essere considerato come una “cartolina” che si può inviare agli amici come qualunque altro Snap, è qui possibile trovare anche articoli o video più lunghi — articoli a cui gli Instant Articles di Facebook e i Google AMP devono di certo qualcosa.

Il dibattito tra Snapchat e gli editori oggi riguarda principalmente la possibilità di mostrare i contenuti dei vari Brand nella sezione Recent Updates oltre che in Discover. Che cosa significa? 
Se un Brand è nella sezione Discover, è l’utente che deve andare a controllare se ci sono aggiornamenti. 
Se appare invece nella sezione Recent Updates, all’utente viene notificato che l’editore ha aggiunto nuovi contenuti. 
In nessun caso, però, il contenuto è già mostrato, nemmeno in preview:
per accedere al contenuto devo entrare nell’area del Brand.

Il problema per gli editori resta sempre lo stesso: in che modo monetizzare l’attenzione degli utenti che i loro contenuti riescono ad attirare su Snapchat? 
La risposta è il caro vecchio advertising? La questione di come monetizzano gli editori è destinata a legarsi indissolubilmente a un’altra domanda: come monetizza Snapchat? Per ora, quello che sta succedendo è in un certo senso paradossale: Snapchat ha concesso agli editori il permalink con cui linkare ai loro canali Snapchat da altri social, ma nessun link in uscita da Snapchat.

Non solo, c’è anche una questione aperta sulle metriche: la CNN, per esempio, lamenta l’impossibilità di accedere ai dati in tempo reale. Su contenuti che durano al massimo 24 ore, l’accesso ai dati può essere anche settimanale.

Ha ancora senso pensare all’editore come un contenitore? O il ruolo dell’editore è sempre di più quello di creare con un’unica voce contenuti diversi per le diverse piattaforme di pubblicazione/distribuzione? E se è così, quale modello di business può vincere questo gioco? Sempre la solita domanda.

Giugno 2016: il nuovo layout

[EDIT 1] Il 7 giugno 2016 Snapchat ha rilasciato un aggiornamento che propone un design completamente nuovo delle sezioni “Storie” e “Discover”. Ora è anche possibile iscriversi direttamente ai canali degli editori presenti nella sezione “Discover”, i cui contenuti hanno quindi più possibilità di raggiungere gli utenti. Come commenta Recode, potrebbe essere una svolta importante per i partner, che ora hanno a loro disposizione un spazio editoriale più strutturato e se vogliamo un po’ più tradizionale per promuovere i contenuti.

Luglio 2016: Introducing Memories

[EDIT 2] Dal 6 luglio Snapchat consente agli utenti di salvare contenuti all’interno dell’applicazione e di caricare nell’app contenuti salvati sul telefono. Anche gli adolescenti hanno bisogno di ricordi o è Snapchat che sta diventando grande? La funzione si chiama Memories, per alcuni già rappresenta un tradimento delle premesse che hanno reso famosa l’applicazione — gli snap che prima erano destinati a svanire nel nulla in pochi secondi, ora possono essere salvati “in eterno”, per altri è l’emancipazione dall’ordine cronologico e il vero ingresso di Snapchat nel mondo del giornalismo.

Agosto 2016: Instagram Stories

Instagram ha copiato Snapchat: quando Mark non può comprare, replica. Kevin Systrom, CEO di Instagram, lo ha ammesso candidamente:

“[Snapchat] deserves all the credit, but this isn’t about who invented something. This is about a format, and how you take it to a network and put your own spin on it.”

Si è quindi iniziato a parlare di Snapgram e Instachat. La strategia di Instagram è chiara, offre ai propri utenti quello che potrebbero cercare altrove. Ma è davvero una minaccia per Snapchat? C’è chi sostiene che le Instagram Stories sia progettate meglio, e chi sottolinea che il vero punto debole di Snapchat siano le difficoltà che gli utenti incontrano nel trovare nuovi contatti da seguire:

Gary Vaynerchuk si sbilancia: non saranno le Instagram Stories a uccidere Snapchat.

Agosto 2016: Snapable Ads

I QR Code non sono di certo una grande innovazione, ma Snapchat sembra essere riuscito a renderli più popolari che mai. Ogni utente ha un QR Code univoco per mettersi in contatto con altri utenti e ora sembra che questa funzionalità possa essere sfruttata tremite Snapchat anche dai Brand per promuovere offerte speciali e sponsored content. Dovremmo saperne di più in autunno.

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Agosto 2016: Get into Search

Dicevamo che il punto debole di Snapchat erano le difficoltà che gli utenti incontrano nel trovare nuovi contatti da seguire? Snapachat ha acquisito Vurb, un’applicazione che ha puntato tutto sulle ricerche da mobile. Si tratta di una di quelle acquisizioni, come quella di Frendfeed da parte di Facebook — ma Yahoo ne sa qualcosa, volta anche a “inglobare” talenti, in questo caso il fondatore Bobby Lo (per saperne di più, The Hustle).