Come farsi pagare
Marco Brambilla
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Come essere freelance e sopravvivere in Italia? Lavoro con l’estero


Caro amico, un articolo molto ben scritto, chiaro e contenente “consigli” che, se non sono di puro buon senso, dovrebbero essere parte di ogni rapporto professionale sano.
Ma… Eh, purtroppo c’è un MA, e grosso molto più di quanto il corpo tipografico di Medium mi consenta:
“Magari!…”


Come farsi pagare. In molti settori come il mio, sono una visualizer storyboarder e illustratrice freelance, e lavoro spesso con grandi agenzie di pubblicità, tutto questo rappresenta una pura, luminosa utopia. Andiamo per punti?

Gestire le aspettative

Magnifico, peccato che le aspettative sono sempre le più alte possibile, e anche oltre, e sempre del tutto slegate dal valore del compenso (ti pago 100 — non importa se fai tre o quattro o quaranta notti per realizzare il lavoro in tempo e alla massima qualità: 100 sono e 100 restano)

Condizioni di pagamento

Sono sempre imposte dal Cliente, che ovviamente si riserva il massimo margine di dilazione possibile, senza vergogna (lo standard se va bene è 90 giorni fine mese più 8/10 giorni di margine bancario)

Anticipi

Chiedere un anticipo è quasi sempre un modo per rallegrare il Cliente con una battuta che lo fa ridere per l’intera giornata. Del tipo: (telefonata) “Ciao, sai che Tizio mi ha chiesto un anticipo?” “Ma va, no?” “Siii! Ci puoi credere?” — Risate LOL

Dilazioni

Possiamo chiamarle dilazioni quanto vogliamo, il Cliente, anche la grossa Agenzia internazionale (purché abbia base Italiana, all’estero tutto questo - giuro - non avviene) le chiama “Condizioni di pagamento” e le decide lui, solo lui, a sua esclusiva discrezione.

Solleciti

Lo si fa, con lo stomaco in subbuglio, affrontando il fuoco di sbarramento di cui accenni in testata di questo articolo. Il più tipico (ed irritante) espediente? L’ufficio preposto (come se si trattasse di un Ufficio Governativo) risponde solo il mercoledì dalle 10:38 alle 11:44. Un giorno diverso, un minuto prima o dopo, e ricevi insulti dalla gentile impiegata. Nel tempo consentito, non sono insulti, ma risposte seccate, infastidite, con l’aria di rispondere a un pezzente che supplica alla porta, anche perchè lo si deve fare un numero indefinito di volte.

Contratti

Questo poi è il massimo in tema di umorismo per freelance. Se volete essere sulla bocca di tutto il personale dell’Agenzia, dall’usciere all’account manager, ecco, provate a chiedere un contratto. Nulla fa più ridere di questo, nulla è più capace di rendere una noiosa e grigia giornata in agenzia allegra e divertente.
Ma si può sempre utilizzare questa richiesta a proprio fine: se proprio odiate un certo Cliente e un’agenzia, e volete assolutamente non aver mai più a che fare con lui, oppure se ci tenete per qualche motivo a favorire un vostro concorrente, la richiesta di contratto è la più efficace arma che avete a disposizione, infallibile, pulita, sicura.

Fatturazione

In molti casi, non sono solo le condizioni di pagamento (le dilazioni) che vengono imposte dal Cliente, ma anche il fatto stesso di quando e se poter staccare la fattura: a questo servono infatti i famigerati “codici d’incarico” e simili. Se tu non riporti sulla fattura il “codice d’incarico” che il Cliente ti ha fornito, quella fattura ha il valore - proprio come i contratti verbali citati da Goldwyn in un celebre aforisma - della carta su cui è scritto.
La concessione del suddetto numero non è automatico, badate bene, ma richiede una estenuante fase di sollecito, di richiesta, di supplica, in tutto simile a quella in uso per il pagamento vero e proprio. La “policy” (come viene chiamata per maggior nostra irritazione) è quella di rilasciare il codice, con mille stratagemmi - a partire dal solito “Mercoledì dalle 10:38” - il più tardi possibile, in modo da ritardare il più possibile il rilascio della fattura.

Comunicazione

In questo scenario, usiamo le parole giuste: avere pagamenti puntuali non è una concessione che ci viene fatta, ma una pura e lontana utopia. Un sogno. Se non vogliamo essere tagliati fuori a partire dal prossimo incarico, badiamo bene a non contraddire MAI di fronte al Cliente questo principio.

Esagero? Oltre quindici anni di lavoro freelance nel mio settore mi consentono di definire questo quadro del tutto realistico e documentabile.

Come faccio a sopravvivere? Grazie al cielo lavoro molto con l’estero ormai: qualunque Paese, dalla Svizzera alla Cina, vi assicuro, concede condizioni che sono definibili da “migliori” a “di gran lunga migliori” a “non posso neanche crederci”.

Grazie Marco per la ospitalità!

Un abbraccio
Marianna