
Twitter ha salvato Sanremo.
È passata appena un’ora e i the Jackal hanno già fatto dire a Noemi, dal backstage della gara, “sta senza penzieri” (sul suo fb).
Mai come quest’anno Sanremo è l’esperienza che desideri.
Come accadeva tempo fa che abbassavi la musica e sentivi solo il commento dei Gialappa’s Band, oggi lo guardi dal telefono, con Twitter acceso. In questo modo ti segui il tuo Sanremo.
C’è chi lo canta su Periscope, come @lidiaschillaci che ha inventato un format che non esisteva: si chiama #lidiasremo16 ed è il primo street show live su Periscope da Sanremo (Sono orgoglioso di essere parte del progetto con @Pluralagency). C’è chi lo sbeffeggia, come i ragazzi di BCube che hanno preso il balcone davanti all’Ariston per esporre i tweet di Ceres. E c’è chi impara, come i ragazzi dell’Instant Ads Night, il primo e unico format educational sull’instant ads. (Ragazzi ci vediamo venerdì!)
Sanremo è il nostro cazzo di Superbowl. E tra qualche anno desidereremo quel palco quanto Cannes Lions International Festival of Creativity.