Cosa ci insegna Humans of New York sull’arte dello storytelling


Humans of New York mi è sempre sembrato un esempio elegante (e virale) di storytelling breve, quindi non mi sono fatta scappare l’opportunità di andare a sentire Brandon Stanton, l’autore del progetto, quando è venuto a San Francisco.

Brandon è un imprenditore e fotografo, ma soprattutto è uno capace di raccontare bene con le immagini e le parole cosa significa essere umani. HONY è nato quando Brandon ha perso il lavoro e si è trasferito a New York con il sogno di fotografare 10.000 persone per le strade della città. Nel corso di questa ardua impresa ha iniziato ad annotare quello che gli raccontavano le persone che fotografava, utilizzando poi quelle note come didascalie per le foto che le ritraevano.

Nato nel 2010, HONY ha raggiunto oggi 12 milioni di fan su Facebook e 2 milioni su Instagram, ha collaborato con l’ONU in un tour mondiale, ha raccolto più di 1 milione di dollari per una scuola nel Bronx, ha intervistato il presidente Obama e ha pubblicato un bestseller. Questo ragazzo deve aver capito qualcosa insomma.

“Sono Trassh. Con due S.” “Sono Riottt. Con tre T.”

Ecco le 5 cose più importanti che ho imparato da Brandon e da HONY:

1. Avere costanza. Per essere un narratore di successo, devi proporre contenuti di alta qualità, giorno dopo giorno. Non puoi semplicemente mettere una foto su Instagram ogni tanto e aspettarti che basti a suscitare l’interesse del pubblico – a meno che tu non sia Beyonce. Crea storie partendo da un insieme di valori, raccontale con costanza e assicurati che le persone sappiano dove trovare i tuoi contenuti.

2. Lavorare sodo. Quando ha avviato HONY, Brandon ammette che come fotografo non era un granché. All’inizio fotografava 40 persone al giorno. Ha iniziato a percorrere un marciapiede dopo l’altro, ha provato a fare cose diverse e dopo ha capito che cosa funzionava. Il buon storytelling, come qualsiasi cosa che valga la pena di fare, richiede tempo e prove ripetute.

3. Non aspettare la perfezione. Forse tra le cose che ha detto Brandon quella che preferisco è quando ha raccontato come gli è venuta l’idea per il blog: aveva venduto alcune foto mediocri a suoi vecchi colleghi di lavoro, aveva risparmiato abbastanza per trasferirsi a New York e aveva iniziato a fare ritratti. “Se avessi aspettato l’idea perfetta non avrei mai reciso la corda che mi legava a quello che facevo prima”, racconta. “Se hai un’idea devi metterla alla prova. Potrai così capire come puoi migliorarla o capire cosa c’è che non va”.

4. Essere autentici. Le storie sincere e dirette sono molto più coinvolgenti di quelle patinate. Attingi alle emozioni delle persone e usa una voce autentica. Se stai intervistando qualcuno, cerca di parlarci a tu per tu e approfondisci con domande per cogliere più in profondità l’essenza del suo racconto. Cerca di comunicare la sua storia invece di raccontarla attraverso il filtro delle tue opinioni e del tuo sistema di valori.

5. Essere concisi, ma eloquenti. Parte della bellezza di HONY è che usa una sola immagine e poche frasi per catturare un’emozione o un’esperienza complessa. Ogni ritratto è uno sguardo sulla vita di una persona e va in profondità quel tanto che basta a stimolare l’interesse dei lettori. Le storie devono lasciare ai lettori la voglia di saperne di più – e ispirarli quindi a continuare l’esplorazione.

«All’inizio continuavamo a dirci: “Ce la possiamo fare. Ce la possiamo fare”. Poi, dopo un po’ abbiamo iniziato a renderci conto che forse non ce l’avremmo fatta. Verso la fine, era chiaro che non ce l’avremmo fatta proprio. È stato allora che lei ha iniziato a dirmi di rifarmi una vita e trovare altrove la felicità. Ma io non ci sono ancora riuscito. Poco tempo fa un rumore mi ha svegliato nel cuore della notte e mi sono girato a chiederle se avesse bisogno di qualcosa.»

Gli esseri umani amano le storie, non solo per il piacere di ascoltarle o perché spiegano qualcosa: sono fili che ci legano insieme. È scienza, ed è il motivo per cui il lavoro di Brandon ci tocca a un livello così intimo.


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