“E’ troppo facile dimenticare che “gratis” significa inevitabilmente che qualcun altro deciderà per te.”

Social network anti-Facebook che pagano gli utenti provano a impostare le regole per una nuova economia digitale.


Jaron Lanier non può che esserne felice. Sono finalmente arrivati, e stanno iniziando a diffondersi, sistemi — social network — che pagano gli utenti in funzione dei contenuti che creano e di come li diffondono.

Nel libro “La dignità ai tempi di internet” (Who Owns The Future?) Lanier spiega concetti molto interessanti.

Monetizzare l’apporto delle persone comuni che sono la fonte primaria e non retribuita dei dati che rendono preziose le reti.
[…] Pagare le persone da cui si raccoglie l’informazione se si scopre che quell’info ha valore.
[…] Oggi nella distribuzione della ricchezza la parte del leone la fa chi aggrega e gestisce queste informazioni non chi le fornisce.

Sono rimasto molto colpito da questo libro che racconta una realtà che oggi non esiste. Il concetto di pagare chi genera una informazione (ad es. un’immagine) quando questa ha un valore (riconosciuto) è lontano anni luce da ciò che accade oggi, dove spesso la norma è che devi pagare per vedere pubblicare la tua informazione!

La parola gratis è spesso associata al concetto di internet:

vogliamo così tanto vivere esperienze online gratuite che siamo felici di non essere pagati per le informazioni che produciamo. Questo implica che più l’informazione sarà dominante nell’economia, meno valore avremo.

In questo contesto iniziano a diffondersi “timidi” esempi di community dove l’informazione ha un valore, e chi l’ha generata viene in qualche modo remunerato.

Nell’era di Facebook, dove tutto sembra gratis e devi pagare (molto) per raggiungere un’audience selezionata, dove nascono social network che fanno dell’assenza della pubblicità il loro cavallo di battaglia, come ello.co (mandami un tweet se vuoi un invito), ecco anche le community dove gli utenti possono guadagnare in funzione dei contenuti che generano, condividono o selezionano.

weare8.com

weare8.com è probabilmente l’ultimo nato: in versione beta, web e app per iOS promette di pagare gli utenti in funzione della pubblicità che decidono di ricevere.

Se vuoi un invito per weare8 mandami un tweet :-)

tsu.co

tsu.com ha già superato i 2 milioni di utenti e sta crescendo molto rapidamente. In questo caso il prodotto è più maturo, sia come interfaccia web che come app (iOS). I proventi dagli ADS che la piattaforma riceve vengono sherati in qualche modo con gli utenti.

Anche tsu è una piattaforma ad invito, usa questo link per accedervi ->

https://www.tsu.co/marcogovoni

Come andrà a finire?

Difficile rispondere, credo sia comunque un mercato interessante. Il consiglio è uno solo: provate, esplorate e poi ditemi cosa ne pensate.

Ci vediamo là.


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