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EuroVelo 9:
la Repubblica Ceca come non l’avete mai vista


Le meraviglie del paesaggio moravo lungo una moderna pista ciclabile europea

È mezzogiorno e il sole picchia forte, ma il vento rinfresca questo sabato. Dietro di me, oltre i binari, si scorge su una collina uno dei borghi più belli e famosi della Moravia, Mikulov; davanti, osservo dei pali di ferro mezzi arrugginiti, recanti una data e un nome di persona: compongono un memoriale delle vittime del regime socialista che hanno provato a scavalcare la Cortina di Ferro per raggiungere l’Austria, in fuga da Polonia e Cecoslovacchia.

La Cecoslovacchia. Questa entità mitologica che, dicono, non esiste più, eppure sta lì. Basta andare a Praga, come fanno tanti appassionati di turismo a basso costo, e ricordarsi che non è una città-stato, che è la capitale di un paese, e qual è quel paese? La Cecoslovacchia! Quella dei drammatici film imposti a Fantozzi durante la finale dei Mondiali, quel paese di fabbriche fumose, produttore di materiali pesanti, ma anche di birre e super-modelle biondissime.

In realtà, ora ci sono Repubblica Ceca e Slovacchia, due stati politicamente separati, ma molto simili e gran compagnoni. Entrambi confinano con l’Austria, meta di questo viaggio in bicicletta. Un viaggio caratterizzato da una bellezza difficile da raccontare.

Malgrado i “soliti” problemi — la corruzione politica, un presidente alcolizzato, le difficoltà economiche comuni a molti paesi europei — la Repubblica Ceca ha una ricchezza enorme: il suo patrimonio ambientale. E nonostante i suoi abitanti non siano sempre cordiali, hanno un profondo rispetto per la natura, che è forse la loro più grande passione. Nei mesi più caldi, questa passione la si riscopre con lunghe pedalate e camminate su percorsi dedicati, che formano una rete perfettamente organizzata e attrezzata.


Quasi senza perderci in questa rete, partiamo da Brno di venerdì, subito dopo il lavoro — la pista ciclabile passa proprio davanti al mio ufficio — e attraversando campi di grano, fiumi e boschi, sotto un cielo che così ampio, non credo di averlo visto mai, arriviamo dopo cinquanta chilometri a Pasohlávky, mentre il sole al tramonto diffonde luce rossa che si riflette sul lago.

Su queste rive, al buio e in un silenzio incantevole, piantiamo la tenda dove trascorriamo la prima notte. Temevamo di non farcela, ma la luce della luna, e un bicchiere di vino in un’accogliente taverna hanno reso tutto più facile.

Attraversiamo vari villaggi senza trovare trovare un negozio dove comprare da mangiare. Raccogliamo susine dagli alberi a ridosso dei vigneti, poi ci fermiamo a fare colazione in un pub accanto alla ferrovia, dove il quieto affaccendarsi dei proprietari viene interrotto da un corteo nuziale, e qui togliamo il disturbo.
Segue la parte più affascinante del percorso, fra le affascinanti colline morave, che ci distraggono dalla tentazione di fermarci in una delle tante cantine a degustare altro vino.

Dopo la sosta per il pranzo nel giardino del palazzo di Valtice, ripartiamo su salite difficili, ciottoli, e sassi; la ciclabile si perde nei boschi, dove spunta all’improvviso qualche cerbiatto, o qualche arco di trionfo o tempio di Apollo, eretto per qualche ragione in mezzo alla natura. Visitiamo la splendida Lednice, e percorriamo in silenzio e gran fretta gli ultimi dieci chilometri verso Břeclav.

Attraversiamo il borgo vecchio, ceniamo, e ci facciamo riprendere dalla polizia, che sembra impegnata a fermare solo ciclisti in questa cittadina che pare una piccola Amsterdam. Pernottiamo in una pensione gestita da una signora che chiacchiera tanto quanto non abbiamo sentito chiacchierare in diversi mesi.

Al mattino di domenica superiamo un altro lago e dopo pochi chilometri nei boschi, siamo al confine austriaco. Da qui, immediatamente, ci perdiamo.

Stabiliamo una meta, e la raggiungiamo in un’ora e mezza fra villaggi anonimi. In questa parte finale un po’ deludente del nostro percorso di andata, persino le pale eoliche stanno ferme, come fossero annoiate.
Ma di ritorno verso Břeclav, ritroviamo le indicazioni della nostra EuroVelo 9, che si conferma la Ciclabile delle Meraviglie. In alcuni tratti in salita, si vedono le ormai note colline dal lato della Repubblica Ceca, e le Alpi verso l’Austria.

Di luoghi così suggestivi, dove fermarsi ad ammirare il paesaggio e a raccogliere frutta dagli alberi, ne ho visti ovunque, e hanno ispirato la mia passione per i viaggi in bici e la mia tesi di laurea su un progetto per percorsi ciclabili. La Repubblica Ceca è uno di quei posti in grado di realizzare simili progetti, ma tanti Fantozzi nostrani la credono ancora un paese arretrato; intanto, sui sentieri naturali italiani, continuerei piuttosto ad ammirare e raccogliere lavatrici scassate.

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