Ghost Boat

Finalmente incontreremo il trafficante al centro del mistero della barca fantasma

Un aggiornamento dal team di Ghost Boat dopo mesi di silenzio

Un anno fa, l’inchiesta di Ghost Boat sulla barca di profughi scomparsa nel Mediterraneo era in pieno svolgimento. Avevamo dedicato mesi di lavoro al tentativo di scoprire cosa fosse successo a quei 243 profughi dispersi e pensavamo di essere arrivati a una svolta.

L’eritreo Measho Tesfamariam, uno dei trafficanti che aveva organizzato il passaggio attraverso il Mediterraneo di quel gruppo di profughi, aveva accettato un’intervista.

A quanto pare, Measho era stato con i 243 passeggeri della barca in Libia, poco prima della loro scomparsa sulla rotta verso l’Italia. In seguito, dopo aver compiuto egli stesso il viaggio attraverso il Mediterraneo, fu arrestato dalla polizia italiana finendo in carcere in Sicilia con l’accusa di traffico di esseri umani.

Ed è lì che il nostro lavoro di inchiesta si era arenato.

Il procedimento giudiziario a carico di Tesfamariam stava andando sempre più per le lunghe ed eravamo stati costretti ad affrontare una serie di ostacoli burocratici per avere il permesso per un’intervista, ogni volta con difficoltà sempre crescenti. Poi, all’improvviso, uno sciopero degli avvocati aveva messo un freno a tutto. Lo scorso febbraio, eravamo arrivati a un vero e proprio vicolo cieco, quando lo scalpore suscitato da un caso che non aveva nulla a che fare con il nostro aveva indotto il sistema giudiziario italiano a vietare l’accesso a tutti i giornalisti. Incluso il nostro team.

Ci era sfuggita così di mano ogni possibilità di incontrare e intervistare uno degli ultimi uomini ad aver parlato con i passeggeri della barca scomparsa.

Almeno finora.

Il mese scorso, il fotografo Gianni Cipriano ha saputo che Measho Tesfamariam non era più in carcere e stava scontando il resto della pena agli arresti domiciliari. Dopo nuove richieste, finalmente abbiamo ottenuto il permesso per un’intervista. Ora non ci sono più altri ricorsi, non servono più altre autorizzazioni, non ci saranno più ritardi.

Dal nostro ultimo aggiornamento l’estate scorsa, abbiamo lavorato piano piano per cercare di portare questa indagine verso una qualche conclusione. Ci siamo concentrati sul mettere insieme gli ultimi pezzi del puzzle. Sarà ancora una scommessa avere risposte da Tesfamariam, ma l’impossibilità di fargli domande era uno uno dei motivi del nostro silenzio prolungato.

Ora invece possiamo andare avanti: questa settimana avremo finalmente la possibilità di intervistarlo.


Nel corso dei prossimi giorni, vi racconteremo quello che abbiamo fatto dal nostro ultimo aggiornamento e come abbiamo cercato di far ripartire di nuovo la nostra inchiesta su un caso in cui è così difficile risalire alle prove.

Se non ci avete seguito fin dall’inizio, è il momento perfetto per recuperare andando a leggere i nostri episodi principali e i nostri aggiornamenti.

Se invece ci avete seguito regolarmente, è il momento ideale per segnalarci qualsiasi cosa vogliate sapere o chiedere o capire meglio: le domande senza risposta, le ricerche, le questioni in sospeso. Sono successe così tante cose negli ultimi quattordici mesi che è stato difficile star dietro a tutto.

E poi vorremmo sapere: che cosa gli chiedereste?

Non possiamo sapere che cosa ci dirà Measho, cosa abbia effettivamente visto, o se ci potrà aiutare ad arrivare più vicini alla verità sulla scomparsa della barca, ma condivideremo con voi tutto quello che scopriremo.

Nel frattempo, buona fortuna a Gianni Cipriano e a Eric Reidy nel loro tentativo di avvicinarsi un po’ di più alla verità.

Si va avanti.


(Foto: Alessandra Benedetti / Gianni Cipriano, traduzione Monica Cainarca)