Dagli assessori alle porno attrici: perché presto i lettori potranno contribuire al nostro sito
I piani di De Correspondent per il 2015
Nella primavera del 2013, abbiamo lanciato una campagna di crowdfunding per una piattaforma olandese di approfondimento giornalistico. Con nostro stupore, quasi 19.000 pionieri hanno contribuito con una somma di 1.7 milioni di dollari.
Ci siamo messi al lavoro, abbiamo assunto uno staff di tredici persone, ci siamo trovati un ufficio ad Amsterdam e abbiamo lanciato il progetto a settembre 2013.
Da allora, abbiamo pubblicato 2.240 storie, podcast e documentari. I nostri 30mila membri paganti (60 Euro all’anno) hanno scritto quasi 90.000 contributi sotto questi articoli.
Ci concentriamo su retroscena, analisi e reportage investigativi. Per questo molti dei nostri articoli sono tuttora rilevanti.
Le storie scompaiono nei territori dello scroll infinito
Purtroppo, non riusciamo a portare questi articoli all’attenzione dei nostri membri per più di un giorno o due. I membri ci visitano grazie alle nostre newsletter giornaliere, settimanali e mensili e alla pagina Facebook. Un articolo compare nei loro social stream e nella posta in arrivo. Poi lentamente scompare nei territori dello scroll infinito.
E poi chi si mette a leggere un pezzo vecchio di due settimane?
L’unico modo in cui i nostri membri possono scoprire vecchi articoli è attraverso Google. Per il resto, i nostri servizi sono durevoli come un giornale di carta in una lettiera per il gatto.
Faremo tutto il possibile per cambiare questa situazione nel 2015. E chiederemo l’aiuto dei nostri membri.
Prima di tutto, introdurremo le collezioni. Non è un’innovazione di per sé, ma è una cosa che non abbiamo ancora implementato. I nostri autori hanno le loro pagine profilo con i loro articoli. Ma non siamo ancora in grado di collegare tra loro articoli di corrispondenti diversi.
Ciò di cui sono entusiasta, ad ogni modo, è che inviteremo anche i membri a creare collezioni. Non solo curando le nostre storie, ma anche con articoli e reportage da fonti esterne.
Perché inviteremo i membri a contribuire al nostro sito
Uno dei nostri obiettivi principali è quello di valorizzare le conoscenze dei nostri membri. Per ora possono condividerle soltanto pubblicando contributi sotto gli articoli. Finora siamo piuttosto soddisfatti dei risultati. Quando abbiamo indagato sui flussi di denaro nell’industria pornografica, data scientist e hacker ci hanno fornito informazioni nei commenti. Ci ha anche contattato un’attrice porno e l’abbiamo intervistata sui suoi guadagni. Diamo valore a questo tipo di conoscenza diretta e specifica quanto a quella accademica.
Di recente abbiamo anche lanciato un progetto di ricerca su un cambiamento introdotto dal governo olandese: la competenza per la sanità è stata spostata dal livello nazionale a quello municipale. Volevamo capire quanto bene stesse avvenendo questa transizione. Molti membri hanno condiviso la loro esperienza. Tra di loro c’erano assessori comunali, ingegneri informatici e psichiatri.
Ecco perché vediamo i nostri giornalisti come conversation leaders e i nostri membri come esperti che possono contribuire. La sezione commenti è un mezzo decente per sostenere la nostra missione. Ma è anche ben distante dalla perfezione.
In generale i commenti hanno un terribile problema d’immagine. È difficile convincere qualcuno che la nostra sezione commenti sia davvero più di una gara a chi grida più forte. Inoltre, i membri non possono prendere l’iniziativa; devono sempre seguire la direzione presa dai nostri giornalisti. Questo non ha senso, dal momento che 30.000 membri sanno e vedono più dei nostri 30 autori.
Così quando i membri potranno creare le proprie collezioni, potranno anche dirci dove guardare.
Come funzioneranno queste collezioni?
Con le collezioni, i membri potranno organizzare i nostri articoli e aggiungervi note. Inoltre potranno condividere fonti esterne, come rapporti, ricerche, esperienze personali e articoli di altre testate. Facendolo, potranno prendere l’iniziativa e orientare la nostra ricerca giornalistica.
Un insegnante potrà avviare una collezione sull’innovazione nella didattica, un hacker sulle misure di sicurezza digitali, o prendiamo ad esempio uno degli assessori a cui accennavo prima: potrà tenerci aggiornati sulla transizione, pubblicando i documenti rilevanti e scrivendo delle note.
I nostri autori potranno poi prendere in considerazione le collezioni e scrivere sulle nuove prospettive. Questo è importante, perché avremo più “antenne” per captare quanto accade nella società.
Il nostro sito non diventerà un pasticcio?
Inevitabilmente, ci saranno collezioni che non rispetteranno i nostri standard giornalistici. Un membro potrà dimenticarsi di una collezione o non avere il tempo per aggiungere ulteriori fonti. Ecco perché non introdurremo una panoramica di tutte le collezioni create dai membri. Piuttosto, chiederemo ai nostri autori di mettere in evidenza le collezioni e le fonti migliori. Inoltre, i membri potranno scoprire le collezioni di altri membri seguendoli e ognuno potrà condividere le proprie collezioni sui social media.
Ecco il nostro piano
È un grande passo per noi. Nel 2015, De Correspondent diventerà più che una semplice pubblicazione giornalistica. Diventeremo un social network per la condivisione della conoscenza.
Implementeremo le collezioni in due fasi:
1. Prima dell’estate, introdurremo le collezioni per i nostri autori. Inizieranno a organizzare i propri articoli e a testare tutte le opzioni.
2. Inviteremo poi un piccolo gruppo di membri a una fase di test. Speriamo di farlo nell’ultimo trimestre del 2015.
3. Miglioreremo le collezioni basandoci sulla risposta dei gruppi di test. Renderemo l’opzione disponibile a tutti i membri all’inizio del 2016.
Abbiamo assunto tre sviluppatori in più per aiutarci a realizzare il nostro piano. Non abbiamo ancora ben chiari tutti i dettagli, ma volevo iniziare a condividere le nostre idee per accendere un dibattito sulle nuove forme di engagement per i lettori.
Grazie per avere letto fin qui! Vi terremo informati sui nostri prossimi passi scrivendone qui su Medium. Potete anche seguirci su Facebook mettendo un like alla nostra pagina Facebook internazionale, dove condivideremo articoli tradotti in inglese.
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