Gran scoperta di Gran Canaria

Rapsodia epifanica dell’isola meno conosciuta (da noi italiani) delle Canarie — Prima parte


Essere smentiti dall’idea che ci si fa di un posto senza averlo visitato è una delle emozioni che amo di più in un viaggio. Deve essere per questo che ho accettato lo squisito invito di Vueling e di Hassel Comunicazione. Sentivo che sarei rimasto sorpreso.

Ero già stato infatti alle Canarie, ma come tanti altri viaggiatori, soprattutto italiani, avevo puntato ad altre isole: Lanzarote (una mia fissa da sempre) e Fuerteventura.

Perché avevo snobbato le altre? Questioni di tempo e di spazio, evidente, ma devo ammetterlo, se Tenerife non mi attirava per motivi (probabilmente errati) di meta turistica, Gran Canaria non era proprio stata presa in considerazione.

Possiamo viaggiare quanto vogliamo, ma certi condizionamenti tipicamente nazionali segnano le nostre scelte. In Italia, semplicemente, non pensiamo a Gran Canaria organizzando un viaggio alle Canarie.

Colpa nostra, quindi. Anzi: colpa mia.

Ma proprio per questo sono ancor più felice di aver “scoperto” tale isola così bella e così ricca di contrasti e differenze.

https://twitter.com/RondoneR/status/608311384242286596

Gran Canaria ha qualcosa di Zen. Per essere ancora più precisi, qualcosa del Tao. La sua forma tonda, ricamata dal Giotto Atlantico dell’Oceano, ricorda il simbolo taoista dello Yin e dello Yang.

L’isola infatti è una perfetta combinazione di opposti. Nord e Sud, sole e nuvole, verde e deserto, dune e montagne, civiltà (Storia) e nulla vulcanico. In ogni elemento è comunque presente qualcosa del suo negativo. Una natura ed un clima incredibilmente agli antipodi.

Non a caso viene chiamata anche il “continente in miniatura”, perché in grado di riprodurre tutte le variazioni della Terra.

Come in ogni iniziazione che si rispetti, abbiamo avuto un maestro ad indicarci la vita. Una maestra, a dir la verità, di nome Cristina. Una guida, spirituale e locale eppure connazionale, non a caso expat downshifted, che ci ha svelato le mille facce di Gran Canaria.

Dunas de Maspalomas

E’ la prima cosa in cui “inciampi” nel sommo Sud (dove non piove mai), appena superi il primo impatto dopo essere atterrato su Marte (l’aeroporto è praticamente a metà della circonferenza, dove sembra esserci il nulla). Si tratta di una Reserva Natural Especial, ricca di fauna e vegetazione particolare, con un piccolo morbido deserto di circa 25 km/q.

Sono soprattutto le dune a sedurci. Come sa bene chiunque le abbia incontrate e frequentate in giro per il mondo. Torniamo tutti bambini la prima volta sulla sabbia. E’ più forte di noi.

Dune di Maspalomas
https://instagram.com/p/3vU2gkGbu5/?taken-by=rondoner

Proprio nei pressi del mini Sahara, tanto per rispettare il fil rouge dei contrasti, ecco una zona molto rigogliosa e “pettinata”, con grande offerta di negozi, locali e ristoranti.

Sempre qui, si erge poderoso l’antico faro di Maspalomas, alto circa 56 metri, con più di un secolo di vita, e ancora perfettamente funzionante.

Domina la notte e le passeggiate dei turisti, pur restando un punto di riferimento importante per chi attraversa l’Oceano.

Las Palmas

Il rapporto tra Gran Canaria e la navigazione, del resto, è una lunga storia di passione e coraggio che si fonde nella città di Las Palmas.

I “Cani” di Las Palmas simbolo delle Canarie?

Las Palmas de Gran Canaria si trova nell’angolo (esistono gli angoli in un cerchio?) Nord-Ovest dell’isola. Circa 400mila abitanti che vivono nella comunità autonoma delle Canarie (di cui, insieme a Santa Cruz de Tenerife, è la capitale) oltre ad essere capoluogo della Provincia di Las Palmas.

La città si presta ad essere visitata in bicicletta, dotata di ottime piste ciclabili. Noi abbiamo preso quelle a pedalata assistita. Perfette.

Il suo fascino da vecchia città coloniale è conturbante. Porto strategico, commerciale, tappa di Cristoforo Colombo e quindi scalo privilegiato per le traversate dell’Atlantico, sulla rotta per le Americhe. Terra di conquista e di battaglie. Porto franco. Città per fughe romantiche o evasioni dallo stress del Continente. Infine luogo abitato “con il miglior clima al mondo”.*

Fondata nel 1478. Fu attaccata e saccheggiata più volte dai pirati, ma si riprese sempre. Tra ‘700 e ‘800 accolse immigrati europei provenienti, oltre che dalla Spagna anche dal Portogallo, dall’Italia e da altri paesi europei. Nel 1852 Las Palmas de Gran Canaria divenne porto franco, restando sempre uno scalo marittimo fondamentale della Spagna.

Teatro Perez Galdos

In città sono presenti due stazioni degli autobus (che si chiamano “Guaguas” come a Cuba), nel parco di San Telmo e nel Parco Santa Catalina, che collegano non solo tutti i quartieri della città ma anche tutti i municipi dell’isola.

Nel quartiere antico di Vegueta si trovano veri e propri pezzi pregiati di Storia Occidentale. L’eremo di Sant’Antonio Abate, la Plaza Santa Ana, in cui si trovano il Palazzo Comunale, il Vescovado, la Casa Reale e la Cattedrale di Santa Ana.

Santa Ana
Casa di Colombo

C’è ovviamente la Casa di Colombo, museo e centro culturale con un meraviglioso portone di basalto. Proprio dietro l’edificio, tre palme avrebbero dato il nome alla città.

Ma quello che ti colpisce di Las Palmas, sono l’atmosfera e la quantità di esempi dell’architettura tradizionale. Dai cortili delle case, con le loro piante interne, che oggi magari sono ristoranti particolari, alle hall degli alberghi.

Vie e piazze pedonali, balconi in legno, strade pavimentate in pietra o in eleganti mattonelle, hotel, negozi, cafè e bar. Tutta la città trasuda di aneddoti, targhe, racconti e testimonianze. Decisamente un posto dove non ci si annoia.

Hotel Madrid

E fin qui non abbiamo ancora parlato del mare. Dei porti. Delle spiagge! La zona portuale principale (dove si trova il parco di Santa Catalina) fa piuttosto effetto. Per dimensioni, pulizia e colore dell’oceano. Come vedete dalla mappa si tratta sfrutta un istmo che collega un piccola isola con quella più grande. Una sorta di satellite incoroporato. Un arto.

from Google Earth
Ricostruzione originale di una delle 3 Caravelle di Colombo per le Olimpiadi di Barcelona

Il Molo sportivo, con la maggior capacità di attracco delle Canarie, si trova nella Avenida Marítima, davanto all’Hotel di Santa Catalina. Da qui parte una delle regate transatlantiche più conosciute in Europa, la Atlantic Rally for Cruisers (ARC), che collega Gran Canaria e Santa Lucia ai Caraibi.

Le spiaggia di Las Canteras

Ed eccoci finalmente in spiaggia. Abbiamo ammirato pedalando La Playa de Las Alcaravaneras che si trova appunto accanto al Molo sportivo, con quasi 1000 metri di spiaggia chiara, e i due club nautici della città.

Ma la più importante e più “battuta” è senza dubbio la spiaggia de Las Canteras: 3 chilometri di sabbia chiara con ogni tipo di servizio: alberghi, ristoranti, bar e terrazze.

Nonostante siamo al nord dell’isola, dunque nella parte più facilmente nuvolosa, soprattutto al mattino, incontriamo una giornata “sparata”.

Godendoci anche un pranzo indimenticabile al De Enyesque

https://instagram.com/p/3wG1HCmbjg/?taken-by=rondoner

Poi una poderosa passeggiata digestiva, sempre lungo la playa.

Così si può ripartire in macchina verso Nord Ovest, in direzione del porto di collegamento principale con Tenerife.

Puerto des Las Nieves

Da questa parte l’isola cambia decisamente scenario, per regalare agli amanti (quali il sottoscritto) dei profili rocciosi e scogliere a picco sul mare, viste mozzafiato e angoli riparati più intimi.

La “Coda del Drago” sullo sfondo
Agaete

Tornando verso casa abbiamo infine omaggiato “liricamente” i surfisti, sport quasi obbligatorio da queste parti, almeno in una delle sue derivazioni. Il punto di osservazione privilegiato era l’Auditorio Alfredo Kraus, in cima a Baya Nunez, in pieno e trionfale tramonto.

Mi fermo qui per ora, solo per non farvi esagerare con lo scroll down. Nella prossima puntata ci addentreremo nel verde e nel paesaggio incredibile di ques’isola epifanica. Promesso.


     ➤➤ Segui Medium Italia anche su Twitter | Facebook | RSS