Hai un’idea per una serie? Vai su Periscope: Neil ti ascolta.


È poco più di un mese che il mondo ha scoperto Periscope, l’applicazione (per ora solo IOS) che permette a tutti di “trasmettere” (o utilizzando un neologismo “strimmare”) video e audio da qualsiasi luogo sia coperto da una rete.

Lanciata il 26 marzo in pompa magna, l’app è immediatamente schizzata nella top 100 delle applicazioni più scaricate per Iphone (anche se c’è chi dice che il trend è già in discesa). Il caso ha voluto che nello stesso giorno di lancio un incendio scoppiasse nei sobborghi di NY e che qualcuno decidesse di riprendere l’evento utilizzando l’app acquistata da Twitter per circa 100 milioni di dollari: apriti cielo. Da quel momento è stato un fioccare di: “Rivoluzione”, “Ubiquità”, “Teletrasporto”. Improvvisamente tutti si erano resi conto delle possibilità infinite che il live streaming potesse avere in ogni campo della comunicazione.

In realtà app come Periscope erano già presenti sul mercato, tra queste la più conosciuta è Meerkat (improvvisamente decaduta), mentre su Android Upclose non è mai riuscita a uscire dalla sua caratterizzazione prettamente latina (i live sono quasi tutti vlog in lingua spagnola). Qual è stato il loro errore? Posto sbagliato momento sbagliato? Forse, certo è che nel lancio di Periscope grande importanza ha avuto la facilità di utilizzo e soprattutto l’enorme base installata da cui partiva grazie all’embed di Twitter. Avrebbe avuto lo stesso successo se lanciata senza un colosso alle spalle? Difficile dirlo, certo in un mercato in cui i Sirens Server (come li chiama Lanier) hanno un peso così grande, la comunicazione e l’endorsement dei media, diventano fondamentali per la riuscita di un progetto. Fine spiegone. Lo prometto. Arrivo al punto.

Ho cominciato a utilizzare Periscope con grande curiosità. Per ora sono ancora un utente passivo. Sono stato uno youtuber della prima ora (era il 2006), quindi non ho grosse remore a mettermi in gioco davanti a una telecamera, ma il live e la totale mancanza di editing mi mette un po’ d’ansia. Sfogliare i “periscopers” sparsi in rete è un esperienza ipnotica. È possibile trovare ogni tipologia di intrattenimento: da una semplice camminata, una chiacchierata con gli amici, una pausa caffè, persone che fanno la spesa e quant’altro la vita di tutti giorni ha da offrire.

C’è anche chi però ha deciso di utilizzare Periscope in maniera più creativa. Tra questi mi ha colpito il “canale” (si può chiamare canale?) di Neil Mandt. Producer e regista americano ha deciso di iniziare una serie di Live Periscope per trovare nuove idee per TV Show e serie. Ogni puntata prevede un ospite (un addetto ai lavori, un attore, un produttore) con il quale Neil commenta elucubrazioni degli utenti. Nell’ultima puntata Mandt ha deciso di aggiungere un twist ulteriore: scrivendo il proprio numero di telefono nei commenti si viene chiamati in diretta per discutere “live” della propria idea. In caso di esito positivo Neil interrompe immediatamente l’interlocutore e chiede di essere ricontattato privatamente via mail per approfondire l’argomento.

https://twitter.com/NeilMandt/status/598623830743994370

Sono tutelate le vostre idee? Chi può dirlo. Neil dice di aver già discusso parecchi progetti con gli utenti di Periscope e in alcuni casi ha già iniziato lo sviluppo con i Network. Lo stesso Neil ha più volte dichiarato in puntata che i suoi live sono tenuti d’occhio da molte Major in cerca di nuove idee. Che sia solo egocentrismo nessuno può dirlo, certo è che l’idea di un pitching live su Periscope ha immediatamente colpito la fantasia degli utenti (oltre 200 gli spettatori connessi). Vuoi scrivere il prossimo Lost? Allora non ti resta che collegarti nel pomeriggio (tarda serata per l’Italia) e tentare la fortuna. Per scoprire il prossimo live segui Neil Mandt su Twitter.


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