I mille volti di Expo


Quello che non c’è più
A qualcuno sembra passato un secolo, ad altri soltanto un attimo.
Di certo Expo 2015 è finito.
E quello che rimane
Ma i mille volti di Expo sono ancora lì, in queste fotografie che ho scattato tra il Cardo e il Decumano.
Basta saperli guardare, quei volti ormai distanti.
E riuscire ancora ad ascoltare le loro storie.


“Let me take a selfie”: quanti ne saranno stati scattati all’Esposizione Universale?




Nessuno può dire con certezza quante fotografie sono state fatte tra il Cardo e il Decumano.
Non credete però che tutte queste immagini siano la riproduzione fedele di Expo: sono lo specchio della mente e del cuore di chi era dietro l’obiettivo (o dietro il cellulare).








L’eterno hangover
Un po’ come gli amori, anche Expo è finito.
E anche se era un amore a termine, si è lasciato dietro una nostalgia triste.
Rivedo quella tristezza in alcune donne.
Donne in attesa, sedute sulle panchine o costrette a sorridere per contratto.






“Lavoratori di tutto il mondo… E poi?”


I visitatori, forse, non se ne sono neanche accorti.
Ma c’era un esercito di persone che lavoravano dentro Expo.






E poi c’erano i figuranti
A metà strada tra mascotte e folklore


Ma tutti, prima o poi, si sono riposati


C’era una cosa che facevano tutti a Expo (oltre a mangiare).




“E ora?”


E’ la domanda che tutti si fanno, la risposta che tutti vorrebbero.
Chi è soddisfatto e chi è scontento.
Chi è indifferente e chi è entusiasta.
Chi non parla d’altro e chi non lo vuole più sentir nominare.
A me rimane un ricordo. E qualche fotografia.

