Valerio BassanJan 27, 20152 min read
Il manifesto italiano
dei giornalisti freelance


Questo manifesto è nato come iniziativa comune del gruppo Facebook “Italian Freelance Journalists United”, avviato da Carola Frediani e Rosy Battaglia nel 2014, di cui fanno parte oltre 200 giornalisti freelance italiani.
Chiunque è libero di ricondividere il manifesto sulle piattaforme che preferisce, e di unirsi alla discussione per la costruzione di una nuova “cultura del lavoro” per i liberi professionisti italiani dell’informazione.
#freelancemanifesto:
- Siamo giornalisti freelance e orgogliosi di esserlo: free come in free speech, non come in free beer.
- Siamo uno dei pilastri del mondo dell’informazione attuale e ancor più del suo futuro, anche se il nostro lavoro non sempre è riconosciuto per quello che è: un misto di competenze, esperienza, contatti, flessibilità, innovazione, capacità di organizzazione.
- Il nostro lavoro è una risorsa per tutti: per questo va pagato. Bene. E nei tempi previsti dalla legge.
- I nostri articoli non devono essere stravolti nel contenuto, titolo e contesto in cui sono presentati.
- Siamo liberi professionisti. L’esclusiva? Va pagata.
- Siamo collaboratori esterni delle redazioni: la disponibilità quotidiana e la reattività immediata sono un extra che va negoziato. Ma abbiamo anche il diritto ad essere informati per tempo di decisioni redazionali che possano avere un impatto sul nostro lavoro.
- Se ci chiedete proposte, idee, progetti, siete liberi di non sceglierli, ma ci aspettiamo una risposta in tempi ragionevoli.
- I lavori commissionati, consegnati e corrispondenti a quanto richiesto vanno pagati anche se per vostri motivi decidete di non pubblicarli. E vogliamo sapere in anticipo il compenso di un lavoro.
- Abbiamo diritto al rimborso delle trasferte. E a una copertura legale da parte delle testate per cui lavoriamo.
- Abbiamo diritto a ferie, malattia, maternità, pensione: purtroppo oggi questi diritti per noi, come per molti altri lavoratori freelance, sono una chimera. Vogliamo impegnarci perché non sia più così.
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