Il mercato “libero” delle comunicazioni in Italia


ATTENZIONE: questo è un post a puntate, se hai già letto la prima parte scorri in fondo per gli aggiornamenti più recenti.

Salve, mi chiamo Giacomo e ho un problema con la telefonia. Non è una sindrome, una fobia degli apparecchi come ha raccontato qualche tempo fa Italo Calvino, no, si tratta di un semplice problema di utilizzo. Mettetevi comodi accanto al fuoco ragazzi, è una storia lunga e piena di colpi di scena, e parla di linee telefoniche.

Tutto ha inizio a maggio di quest’anno. Ascoltando Sweethearth dei Wave Pictures vengo preso dalle dolci note della band inglese e così, senza troppo pensare, decido di cambiare il mio operatore telefonico. Tiscali ci fa pagare oramai un prezzo fuori mercato e mi sembra una buona idea tagliare i costi. Dopo una breve riunione con me stesso scelgo Fastweb. Mi da una buona velocità e costa il giusto.

Chiamo e faccio un contratto telefonico. Comunico tutti i dati. Questione di neanche mezzora e il gioco è fatto. Addio Tiscali, è stato bello, ma da domani proveremmo a “Immaginare”, a quanto pare con Fastweb, “puoi”. Un passerotto in volo si schianta sul terrazzino di casa di mio padre da dove ho effettuato la chiamata. Un tuono in lontananza. Coincidenze, mi dico. Già, coincidenze.

Passa un mese. Da Fastweb niente notizie. “Ci vorranno 30 giorni” mi è stato detto e voglio credergli.

Passa un altro mese. I miei coinquilini chiedono lumi sull’effettivo passaggio. Niente. La linea Tiscali continua a funzionare e le bollette vengono consegnate tempestivamente ogni mese. Strano, penso.

Passano altri 2 mesi. L’estate è finita e mi trovo ad acquistare un vestito per fare da testimone al matrimonio del mio migliore amico. No, non ho mai comprato un vestito fino alla tenera età di 33 anni. Passeggiando con ansia per il centro commerciale (mi mettono ansia, molta), incontro un baracchino della Fastweb. Sorridente il consulente incrocia il mio sguardo e mi propone un nuovo contratto. Lo fermo ancor prima che possa proferire parola. Gli racconto la mia storia e del mio passaggio mai avvenuto. Lui controlla e mi dice: “In effetti risulta ancora in lavorazione…”.

Passa un altro mese. Questa volta navigando mi trovo davanti a un offerta “limitata” (sono tutte limitate, fino al giorno dopo) per avere telefonate e internet con WIND a un prezzo davvero allettante. Non ci penso due volte. Fastweb è oramai nel cassetto. Inserisco i miei dati e mi arriva un messaggio che mi avverte della corretta chiusura dell’operazione. Tra poco più di 15 giorni avrò il mio nuovo servizio. E’ il 17 ottobre 2014.

Passano due settimane e una mattina mentre cerco di controllare la mail, mi ritrovo davanti a un “404”. Scendo di corsa in mutande e incontro gli altri miei coinquilini, tutti in mutande” con la stessa aria interrogativa. Internet ha smesso di funzionare. Tranquilli, gli dico, saranno le 48 ore fisiologiche di passaggio, è il 1 novembre, quindi è ufficialmente finito il nostro periodo con Tiscali, ci troviamo nel limbo tra le due attivazioni.

Passano 5 giorni. Niente. Provo a fare una telefonata e ottengo un messaggio in inglese che recita: “The customer you have dialed has denied your call”. Attacco. Il messaggio si ripete. Chiamo l’assistenza, via cellulare (chiamata a pagamento) e chiedo lumi. Mi spiegano che il contratto è in attivazione e che comunque apriranno una segnalazione al riguardo.

Passano altri 15 giorni. Tutto rimane immobile. Il telefono è muto, sia in entrata che in uscita e internet è assente.

Siamo al settimo sollecito. La pazienza comincia a diminuire come il mio a-plomb nelle conversazioni con il call center.

Chiamo Wind e gli ripeto che non funziona nulla. Mi dicono che devo liberare la linea da cui sto chiamando per poter vedere se effettivamente non ci sia linea. Gli lascio il mio cellulare e chiedo di essere richiamato, mi dicono che non possono farlo. Insisto. Mi dicono che sarò chiamato a breve. Aspetto 20 minuti. Quindi richiamo io, rispiego la situazione e faccio fare un test sulla linea. “Effettivamente è impossibile chiamarla…”. Deo Gratias. Viene aperto un nuovo sollecito.

Oramai siamo consapevoli di essere in una sorta di Limbo. L’Odissea è solo all’inizio. Dopo numerose chiamate e altrettanti solleciti aperti e da loro prontamente richiusi come risolti (naturalmente senza alcun test di effettiva risoluzione) il mio coinquilino riesce nell’impresa di farsi mandare un tecnico. Un tecnico TELECOM però, visto che il doppino, appartiene a TELECOM che lo vende a WIND. Il tecnico arriva il giorno dopo e controlla la linea facendo una chiamata dalla centralina. Tutto in ordine. “Tra 24 ore dovrebbe essere tutto a posto, basta attivarla”.

Passano 48 ore. Il telefono ora squilla libero se chiamato, ma c’è un altro problema. Oltre a non effettuare alcuna telefonata (e non avere connessione alla rete) ogni qual volta si compone un numero si riceve il messaggio “Benvenuto in Tiscali, se vuole effettuare chiamate le consigliamo di sottoscrivere un abbonamento”. Che sia un problema con Tiscali? Forse non siamo ancora del tutto fuori!

Chiamo di nuovo WIND chiedendo informazioni riguardo lo strano messaggio. Mi dicono che non hanno idea di cosa possa essere. Dal loro terminale risulta tutto in ordine e la mia linea attiva. Come ti sbagli. Gli comunico che invece non funziona nulla. Posso solo ricevere e di Internet neanche l’ombra. Viene aperto un altro sollecito.

Arriva la prima bolletta di WIND, per un servizio mai avuto. Scadenza 12 dicembre. Chiamo e mi dicono che posso non pagare, e stornarla sulla successiva. Gli racconto la mia storia e aprono un altro sollecito.

Stufo di sentire una hit tecno dal call center WIND decido di chiamare io stesso Tiscali per chiedere info riguardo allo strano messaggio. Vengo accolto da un più pacato Jazz. Mi viene risposto che ufficialmente la mia utenza è stata dismessa il 10 novembre, giorno dal quale, non sono più legato alla loro società. Gli chiedo dunque, per quale motivo ricevo lo strano messaggio di benvenuto da parte loro. Mi viene risposto quanto segue: “Lo chieda al suo operatore, arrivederci”. Immagino un successivo “MMM MMM” alla Stanlio e Olio. Mi attacca in faccia, ma oramai ci sono abituato. Quando non sanno che dirti ti mettono in attesa e poi magicamente cade la linea.

Siamo oramai a metà dicembre. Sono quasi due mesi che viviamo senza telefono nè internet: sostituite “telefono” con acqua e “internet” con cibo e avrete il mio profilo psicologico e quello dei miei coinquilini.

Mi trovo in metro tornando dal lavoro. Squilla il telefono, un numero sconosciuto. Forse sono loro. Rispondo. C’ero andato vicino, non si tratta di WIND ma di TELECOM, che offre a me personalmente un contratto telefonico. Attenzione, non un contratto per il cellulare, numero a cui hanno chiamato, ma un contratto telefono e ADSL per la casa. Sorrido. Tutto comincia a diventare più chiaro. Gli rispondo che in questo momento mi trovo in una sorta di limbo, e non ho idea come poter sottoscrivere un nuovo contratto. Gli dico comunque che rimango interessato nel caso non riesca a risolvere. Mi salutano e mi fanno gli auguri. Non di Natale. Seguono altre 6 telefonate con WIND in cui mi rendo conto che i miei solleciti precedenti sonno stati chiusi come risolti e cancellati dalla history del mio profilo. Tutto quello che l’operatore ha davanti è il mio ultimo sollecito, che vista la vicinanza temporale, risulta ancora in lavorazione.

Siamo al 22 dicembre: mi chiama di nuovo TELECOM. Sono disperato e davanti alla loro coda biforcuta cedo bruscamente. Accetto l’offerta e mi dicono che mi verrà mandato un consulente a casa il giorno dopo. La loro normativa per la privacy non prevede la possibilità di fare contratti telefonici, al contrario degli altri che invece prendono dati sia da Internet che da Telefono (così aveva fatto Fastweb prima e Wind dopo).

Sono le 11 di mattina del 23 dicembre. Manca poco più di mezzora all’arrivo del consulente quando mi assale però un dubbio. E se per cambiare operatore dovessi pagare una penale? Quando si sottoscrive un contratto c’è un periodo minimo in cui si deve rimanere con l’operatore, altrimenti è necessario pagare una multa. Chiamo WIND che mi conferma la possibilità di una penale. Gli ripeto che non ho mai avuto il servizio. “Allora può fare il recesso”. Bene, gli dico, facciamolo. “C’è un problema però, in questo modo lei perde il numero di telefono”. Esatto, avete capito bene, se recedo da un servizio mai ottenuto, perdo il numero di telefono. Non lo posso fare. Non sono il padrone di casa e quel numero è qui da sempre. Attacco. Nel frattempo è arrivato il consulente che ha assistito alla telefonata. Chiama un suo consulente. Ci parlo. Gli spiego tutto. Rimane basito sul messaggio TISCALI e mi conferma il problema con il recesso. Gli dico che sono disposto a pagare la penale, basta che mi risolva il problema. Mi dice di attendere. Richiama dopo 10 minuti. C’è un altro problema. Non è possibile fare la migrazione da WIND, perchè non è ancora stato creato un codice di migrazione e quello vecchio di TISCALI, malgrado lo strano messaggio non è più valido.

Ricapitoliamo, è arrivato il momento del buon vecchio “PREVIOUSLY”: ho sottoscritto un contratto attivato solo a livello amministrativo, mai a livello tecnico. Mi è arrivata una bolletta. Ho chiesto aiuto e nessuno è stato in grado neanche di accennare a una possibile soluzione se non quella di aprire una segnalazione. Se voglio recedere, mio diritto, perdo però il numero di telefono. In alternativa posso fare una migrazione, pagando una penale per un servizio mai ricevuto, solo dopo aver però atteso che sia creato il suddetto codice di migrazione. Un cul de sac davvero interessante.

Richiamo WIND. Chiedo se c’è un’altra possibilità, perchè le due che ho davanti sono impraticabili. Mi viene detto che forse c’è una via d’uscita: in fase di recesso devo specificare che voglio rientrare in TELECOM. Richiedo per conferma circa 10 volte. Mi viene confermato. Richiedo conferma. L’operatore mi conferma aggiungendo che sta facendo la promessa da boyscout. Anche se non posso vederlo, decido di credergli.

Compilo il modulo di recesso, chiedendo la dismissione e la certezza di non dover nulla a WIND, la prima bolletta e le eventuali successive. Specifico il passaggio a Telecom. Imbusto e spedisco.

Ora non mi resta che attendere.

Passano 10 giorni. Ancora nulla. Ricevo solo una telefonata da Telecom che mi chiede “la conferma dei dati”. “Posso confermarli io?” chiedo “No, serve la padrona di casa”. Bene “Mi può richiamare tra mezzora? Chiamo la padrona di casa e le chiedo se è disponibile, sa, è il 31 dicembre…”. La padrona è fuori. Attendo la telefonata per avvertire Telecom. Niente. Passano 2 giorni. Ancora niente. Richiamo il consulente con il quale avevo firmato il contratto. Gli chiedo se gentilmente può farmi richiamare dal servizio di conferma contratti visto che è inaccessibile e chiama solo da numero anonimo. Aspetto 2 giorni. Finalmente ricevo una chiamata. La padrone conferma i dati e tutto sembra apposto. Più o meno. “Bisogna solo attendere i tempi di recesso”. Annuisco “Capisco, e di quanto si tratterebbe?”. Respiro lentamente, ma in fondo so già la risposta. “Vede, in teoria fino a 30 giorni in quanto il suo operatore avrà il tempo necessario per cercare di tenerla…”. Attacco.

Passa un altro giorno. Siamo oramai a quasi 3 mesi senza linea telefonica. Mi arriva una mail. E’ WIND. Mi intima di pagare la bolletta del 12 dicembre. Bolletta che, era già stato chiarito, non doveva essere pagata. Chiamo di nuovo WIND. Spiego la situazione. Mi dicono di non preoccuparmi che il 2 gennaio è arrivata la richiesta di recesso, che è in lavorazione. E’ possibile che l’amministrazione, un altro ufficio, non sia ancora stata avvertita dell’avvenuta ricezione. Attacco.

Suona il telefono. E’ un numero sconosciuto. Rispondo. “Salve, la stiamo contattando su recapito alternativo da lei fornito in quanto non raggiungibile su quello principale. Volevamo avvertirla che è stato effettuato un intervento sulla sua linea telefonica. Premere uno se l’intervento ha avuto esito positivo, 2 se ne gativo e 3 se non può rispondere in questo momento”. Attacco senza esprimere preferenza. L’occhio vibra oramai come un colibrì durante una crisi epilettica. Non è la prima volta che ricevo questo tipo di chiamate automatiche. Avendo il telefono rotto, per colpa loro, in automatico vengo regolarmente avvertito di un ipotetico intervento dall’alto che, guarda un po’, ha così funzionato che non siete neanche stati in grado di chiamare il numero “aggiustato”.

Ma le sorprese non sono ancora finite. Squilla il telefono. Ricevo più chiamate anonime di Snowden. Rispondo: “Salve buonasera, siamo di Fastweb!”. Rimango interdetto. “Non aspettavo una vostra chiamata…” “In che senso?” “Pensavo foste un altro operatore, mi scusi, come posso aiutarla?” Oramai i ruoli si sono invertiti e di solito sono io ad aiutare l’ignaro operatore telefonico.

“Beh, abbiamo visto che è interessato a entrare in Fastweb…”

“Non ricordo di avervi inviato il mio CV.”

“No, la richiesta di abbonamento, ce l’ho qui davanti”.

Non può essere vero. Sono costretto a chiedere. “Mi scusi, per caso la richiesta di cui lei parla risale a maggio dello scorso anno?” “Esatto!” “Ma sono passati 7 mesi, io ero interessato 7 mesi fa, nel frattempo ho già cambiato 3 lavori e 2 operatori telefonici.” “Capisco, ci scusi, arrivederci e buona giornata.”.

Richiamo WIND. Spiego di nuovo la mia situazione per filo e per segno. Oramai sembro un soldato che bendato smonta e rimonta il suo fucile. Dall’altra parte del filo (immaginario) il silenzio. “Mi scusi, non ho capito che mi ha detto.” “Cosa non ha capito” “Cosa mi ha detto” “Parla italiano?”. Mi attacca in faccia. Richiamo. Questa volta mi metto nell’assetto “timorato di Dio” smorso anche il mio tono di voce. “Se vuole posso provare a fare un sollecito”. “D’accordo, lo faccia…”. Oramai senza forze cerco sul dizionario il significato della parola. Usata così tante volte ha completamente perso di ogni significato:

Sollecito: Di cosa, che viene eseguito o si svolge con rapidità, con prontezza.

UPDATE 27 gennaio ore 12:36

Piccolo update per chi oramai si è appassionato alle mie tragedie digitali. Finalmente il 9 di gennaio viene ufficializzato il recesso. Mi chiama un tecnico Telecom per dirmi che la linea funziona correttament e che tutto è andato a buon fine. “Bene!” esclamo “Dunque quando posso attivarla?” Silenzio “Beh, non è così semplice, servono dei tempi tecnici”. Il mio entusiasmo prende la P38 di ordinanza e si spara due colpi alle ginocchia per ristabilire il giusto livello di sofferenza. “E di quanto si tratterebbe? Beh, in teoria una ventina di giorni”. La teoria è già diventata pratica e ancora non vedo la luce. Di pochi minuti fa una chiamata in cui mi si ribadiva che ci vogliono 21 giorni. Al mio “che sono praticamente passati” mi si risponde “Se vuole posso fare un sollecito”. Oramai non sento neanche più il suono di un mouse o di una tastiera, probabilmente la ragazza del call center sta guardando un punto nel vuoto contando fino a tre, come i medici di corsia che entrano in una porta e subito vi riescono in un tempo impossibile per aver compiuto qualsiasi cosa di sensato. “Grazie” rispondo. Attacco.

Update 17 febbraio 2015

Quest’oggi per festeggiare il mio 4 mese senza internet e telefono voglio darvi qualche aggiornamento sulla situazione. Malgrado il contratto firmato con Telecom (che poi ho scoperto essere un pre-contratto, quindi senza alcun valore legale) sono ancora bloccato su rete WIND. Telecom mi ha anche spiegato (o meglio un operatore, ognuno ha le sue teorie) che facendo il recesso in teoria si torna su TISCALI. Allora ho immediatamente chiamato TISCALI per chiedere conferma, che mi ha confermato di non saperne nulla. Chiamo di nuovo WIND che mi dice che per sbloccare la mia situazione serve prima attivare l’ADSL che, testuali parole, è andata in LOOP. Fermo subito gli entusiasmi degli appassionati di viaggi nel tempo come il sottoscritto, non ha niente a che vedere con paradossi o simili. Semplicemente una volta ricevuto il recesso (9 gennaio 2015) il meccanismo automatico di attivazione (che già non aveva funzionato) è impazzito e andato in un loop, che a quanto pare ha bloccato l’attivazione e allo stesso tempo il recesso della linea: gran bel colpo WIND non c’è che dire.

Quindi per ricapitolare, secondo una logica malata della burocrazia delle telecomunicazioni, io dovrò rimanere senza internet e telefono fino a quando WIND non sarà in grado di attivarmi l’ADSL, a quel punto finalmente potrà togliermi il servizio e io dovrà rimanere, di nuovo, senza internet fino alla successiva attivazione con altro operatore (non TELECOM a questo punto visto che il recesso a quanto pare non è detto mi riporti da loro).

Update 2 aprile 2015

Se cercate un lieto fine, lasciate ogni speranza voi che entrate. Il precedente pre-contratto con Telecom alla fine è deceduto come tutti gli altri precedenti, in quanto precontratto infatti, non aveva alcun valore. Telecom mi ha ricontattato chiedendomi se volevo rientrare con loro, questa volta però cambiando l’offerta, non più 12 mesi a prezzo scontato, ma 6 mesi. Ho ringraziato e ho detto che mi sarei rivolto ad altro operatore. In effetti mancava solo una compagnia con la quale non avessi tentato l’approccio: Vodafone. Vado sul sito. Con grande giubilio vengo richiamato direttamente da loro con un servizio in stile Amazon dove inserici il numero e la compagnia ti richiama a un orario stabilito. Comunico i dati, mi viene fornito un feedback via mail e immediatamente spedita la Vodafone Station. Sembra fatta. L’attesa prevista è di un mese, la data scelta il 2 aprile. Oggi. Non avendo ricevuto alcuna comunicazione da Vodafone, il mio coinquilino decide di prendere il toro per le corna e chiama direttamente la fonte. Dopo un’ora di attesa riceve una chiamata sul cellulare: è sempre Vodafone. Chiede informazioni e gli viene detto che….c’è un problema. A quanto pare il codice di migrazione comunicato era corretto ma in fase di passaggio, intorno all’11 marzo) Infostrada avrebbe bloccato il passaggio in quanto il numero sarebbe ancora sotto contratto e quindi non idoneo per effettuare la migrazione. Il mio coinquilino con molta calma (almeno credo) chiama Infostrada: l’operatrice viene travolta dall’ennesimo “nelle puntate precedenti” alla fine del quale assicura che tutto verrà presto risolto. Per l’ennesima volta, non ci resta che attendere. No Comment.

Update 6 maggio 2015

Come diceva il buon Schwarzy “I’ll be back”. Eccomi qui a raccontarvi quella che oramai è diventato un post a puntate, un Walking Dead delle telecomunicazioni. La data successiva di attivazione per Vodafone sarebbe dovuta essere il 17 aprile. Ma il 17, giornata abbastanza funesta, peraltro di venerdi, nulla è accaduto. Chiamo di nuovo il servizio clienti e mi viene detto che c’è un problema. Oramai sono del tutto privo di emozioni. Mi spiega che deve far ripartire la pratica. Resettarla. “Mi sembra un’ottima idea”. Ci vorrà un mese, questa l’unica informazione che riesci a darmi. Passano i giorni. Vorrei di nuovo controllare lo stato della pratica ma mi rendo conto che non ho alcun numero per controllare. Provo a re-inserire il vecchio numero nell’applicazione ma mi dice che il numero non esiste. Chiamo di nuovo il numero verde. Mi chiede di inserire il numero di pratica o il numero di telefono. Vado di telefono. “Il giorno previsto per l’attivazione della sua linea è: Il servizio non è al momento disponibile”. Rido. Chiamo il mio coinquinlino, gli racconto la mia conversazione con un’esponente di SkyNet: ride. Il giorno dopo riprovo. Forse era solo un guasto momentaneo. Oramai sono diventato molto ottimista. Non può andare peggio. Forse. Questa mattina scendo le scale e mi accorgo di avere della posta non ritirata. Quel logo, io lo conosco. Una linea curva con un piccolo puntino arancione: WIND. C’è una bolletta da pagare, periodo di fatturazione 13 novembre — 13 dicembre, in cui, io, non ho mai avuto alcun servizio.

To Be Continued…

Update 13 maggio 2015 — Epilogo

Alla fine internet arrivò. Era una calda sera di maggio, il polline veniva giù come fosse neve e la mia respirazione sembrava un rantolo di un tisico nel suo stadio finale. Sento bussare alla porta

— Salve

— Salve, desidera?

— Sono Internet.

— Mi scusi?

— Internet — sorride. Di quei sorrisi a 32 denti — Niente? Internet? La rete? Il web? Tim Berners Lee anyone?

Lo guardo come i cani guardano il loro padrone davanti a un comando non recepito.

— Ma dove diavolo vivi amico? Posso entrare? — Non faccio a tempo a proferire parlare. Internet è già dentro il mio salotto.

— Bel posticino, davvero amico. Posso? — Sorrido. Come a dire “non hai certo bisogno del mio aiuto.

— Sai quanti secondi ci sono in un anno?

— Cosa?

— 31.536.000secondi. Pazzesco vero? Se invece si tratta di un bisestile 31.622.400.

— Cosa?

— 413,000,000 di risultati. Qualcosa di più preciso?

— Privacy?

— Facevi prima a chiedermi Babbo Natale! Voglio dire, cose esistenti. Non fantasia. Capisci? Lasciamo perdere.

— Posso sapere perchè si trova qui?

— Mi hai chiamato tu.

— Io? Quando?

— Vediamo..ah si eccolo qua. 17 ottobre 2014. — Guardo il telefono.

— 7 mesi fa?

— Si, beh ecco, c’era la partita, traffico, si insomma.

Improvvisamente come un esplosione all’interno della mia testa il passato riprende vita. Fastweb. Il passerotto precipitato sul terrazzo di mio padre. Il matrimonio del mio migliore amico. Wind. Le bollette. Il recesso. Le 375 telefonate al servizio clienti. I solleciti. Centinaia di solleciti. Le telefonate al servizio clienti. Le centraliniste. I centralinisti. La musica distorta del servizio clienti. Le voci automatizzate. Premere 0. Premere 1. Premere 5. The Customer you have dialed has denied your call. Tiscali. Telecom. Fastweb. Wind. Vodafone. Il recesso con rientro. Il recesso senza rientro. Il mio numero di telefono. 30 giorni per l’attivazione. 30 giorni per l’attivazione. Il consulente Telecom dal nome “telefonicamente” importante (avete presente il famoso scherzo della lavatrice degli anni 90?). Il giorno di attivazione della sua linea. Il servizio non è al momento disponibile. Ora tutto mi è chiaro.

Guardo Internet negli occhi. Lui respira lentamente. Come in Limiteless riesco a vedere più di quanto avessi mai visto nei 7 mesi precendenti. Ora vedo il Matrix in tutta la sua esplosione alfanumerica.

— Ti senti bene amico?

— Molto bene…

— Amico, non so se te l’hanno mai detto..ma sei inquiet…

Internet non riesce a finire la frase. Ha già un calzino in bocca mentre lo lego mani e piedi. Mugugna qualcosa come “Lasciami andare 203,000 results (0.34 seconds)”.

— Spero il posto ti piaccia. Da adesso sarà la tua casa. Per sempre.

Buio.

NOTA. Il macro periodo di riferimento di questa storia va da maggio 2014 a Gennaio 2015. Quasi 7 mesi nei quali non mi è stato possibile cambiare operatore telefonico, malgrado abbia firmato 2 contratti con due diverse compagnie (più il terzo con TELECOM, con il quale ho praticamente firmato con tutte le più grosse aziende disponibili in Italia). A voi le considerazioni.

NOTA 2. Non ho le registrazioni delle telefonate perchè in itinere non ho pensato la situazione potesse evolversi in questo modo. Ho qualche codice di chiamata, ma servirebbe a poco. Potete credermi o meno, ma sono più propenso a pensare che il mio racconto vi convinca.

Nota 3. Ad oggi sono ancora senza telefono e con Telecom che attende che WIND si degni di lasciare andare un suo cliente mai servito.

Nota 4. Avevo già scritto la prima parte di questo post sul mio blog, ma ho pensato avesse più senso continuare la discussione qui su medium.

Nota 5. Il 13 maggio Vodafone ha finalmente attivato la mia linea telefonica. L’incubo è finito.

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