Il mestiere dell’illustratore (italiano)
A volte si perde un po’ la bussola
Ci si ingarbuglia, forse anche per troppo poco. Perché siamo stanchi, un po’ rassegnati, e una tazza di caffè diventa l’unica confidente e migliore amica. Si scorrono le mail e la lista delle cose da fare senza entusiasmo, ci si sente sopraffatti da certe richieste e rincorsi dalle scadenze.
Quelle volte lì fa un gran bene ritornare qualche passo indietro, rileggere quanto di più semplice e –solo all’apparenza– banale e che, invece, ti illumina la mente e la giornata come un raggio di sole dopo settimane di pioggia. Ecco, venerdì 25 marzo ero nella bellissima Libreria La Pecora Nera di Udine alla presentazione del primo numero di Illustratore Italiano e Maria ha letto questa, la definizione di “illustratóre” e “illustrare”. A me è sembrato di prendere un bel respiro, come quando apri le imposte al mattino e senti l’aria frizzantina che ti pettina la faccia.


Bello, eh? Ascoltandola, ho avuto l’impressione di ritrovare la bussola.
Mi è venuta voglia di farla leggere a tutti.
Così ho iniziato a buttare qualche riga perchè mi faceva piacere diffonderla, volevo farne un post su Facebook per condividerla soprattutto a chi di illustratóri e illustrazione non ne mastica quotidianamente, ma ne approfitto volentieri per dilungarmi qui e raccontarvi brevemente la rivista, sperando di incuriosirvi.
Le 128 pagine del primo numero di Illustratore Italiano sono fatte di filastrocche sul Gran Milàn, di taxi gialli newyorkesi, di passeggiate con acquerelli, di type design raccontato con impareggiabile sensualità, di consigli fuori dai denti (era ora!) per presentare il proprio portfolio, di progettualità, reportage, street art…
Dentro c’è molto altro ma io non ho ancora letto tutto: me lo sto assaporando poco a poco, con attenzione e lentezza, perché la carta chiede di essere accarezzata, annusata, letta, osservata e letta di nuovo, senza l’ansia delle notifiche, rimuginandoci su nei momenti più disparati.
Intelligente la diversificazione dei contenuti a seconda del canale. Così digitale e analogico vengono sfruttati correttamente per le loro caratteristiche e, se sulla rivista vengono trattati e sviscerati temi e argomenti che richiedono una lettura più lenta e approfondita, sul blog si trovano spunti, articoli e appuntamenti che possono essere colti e fruiti più velocemente, sui vari dispositivi che ci accompagnano ovunque.
Quello che traspare immediatamente è la grande cura dei contenuti e dei supporti, la voglia di comunicare, l’amore per questo mestiere fatto di gesti e rituali comunemente collocati in un tempo passato eppure mai così attuale, così contemporaneo e forte come nel nostro presente intessuto di immagini e costruito su codici grafici.
(vi vedo rispondere ai messaggi WhatsApp con il solo uso di Emoji, eh!)
Insomma, sono felice che dal 21 marzo ci sia Illustratore Italiano, vorrei invitarvi a visitare il blog e la pagina Facebook, senza dimenticare un giro sullo shop :)



