Il retaggio culturale della solitudine

Ci sono lunedì in cui tornare in ufficio è più dura degli altri.

Ciò a cui mi riferisco non ha nulla a che fare con gli appuntamenti, la sveglia presto la mattina, i colleghi, i clienti. No. 
Ha tutto a che fare con le domande.

Ci sono lunedì in cui, mentre sono in macchina in coda al semaforo per andare a lavoro penso “Cazzo, anche oggi mi chiederanno se c’è qualcosa che non va.”

Perchè?

Perchè ho passato il weekend in casa.

Magari sono uscita per una cena tranquilla con le amiche venerdì sera, ed il resto del tempo son stata in casa. Sola. 
Magari a fare la maglia tutto il tempo (adoro lavorare a maglia).
Magari guardando la tv.
A volte leggendo.

Non dovevo lavorare. Non ero malata. Non ero in ristrettezze economiche. Non ero arrabbiata.

Volevo stare a casa. Volevo stare da sola. Volevo stare tranquilla.
Non ero sola. Non sono sola.


Credo che la questione legata alla solitudine sia generalmente affrontata con molta superficialità.

Niente menate di sovraesposizione sociale da Social Network, iperconnessione da Whatsapp, non-luoghi come chat di gruppo.

Spesso una persona vuole stare da sola per stare da sola. Punto.
Se io sto bene, qual è il problema?

Da quando non sentire il bisogno di relazionarsi per forza con qualcuno è diventato un problema?

Pranzo da sola. Al bar. Al ristorante. 
A volte con un libro. Altre volte un quotidiano. Altre volte l’Iphone.
A volte con nulla..

Pranzo da sola anche in mezzo alla gente.
Se non ho voglia di parlare non parlo. Se non ho voglia di partecipare non lo faccio.
Non è menefreghismo, disinteresse, superiorità o maleducazione.

Dicono che me la tiri. Va bene.
Io la vivo bene lo stesso.
Dicono sia antipatica. Ok.

Vado al mare da sola.
Vado a far shopping da sola.
Vado al cinema da sola.

Passo serate, giornate, weekend da sola.

Dove inizia esattamente il problema per le altre persone?
Immagino sia qualcosa di personale, di profondo.

C’è tanta gente che non sa stare da sola. Che non può stare da sola.

Ci sono solitudini che sono solo condizioni fisiche, materiali.
La mia è una di quelle.

La verità è che da qui sembra che sia una grandissima stronza asociale.
In realtà rido un sacco. Ho un fidanzato con cui quasi convivo, moltissimi amici che sento quotidianamente. Esco spesso. Sono felice.

Ma sto anche bene da sola.

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