Italicum, spaccatura nella minoranza del PD

L’Area riformista si divide tra sì e il non voto alla fiducia


Al bivio tra sì e la non partecipazione al voto della fiducia sulla legge elettorale, i deputati di Area riformista entreranno oggi pomeriggio in Aula alla Camera e percorranno strade diverse.

È quanto emerge al termine di una lunga discussione, durata oltre quattro ore, tra i deputati della minoranza Pd. -

Non sarà data alcuna indicazione di voto ai parlamentari della componente, i quali, viene spiegato, potranno fare una propria valutazione perché la legge elettorale è materia su cui non può esserci disciplina né di partito né di corrente.

Nella riunione tenutasi ieri in tarda serata presso la Sala Berlinguer della Camera erano presenti poco più di 50 deputati assente Pier Luigi Bersani.

All’apertura dei lavori della riunione Roberto Speranza, capogruppo dimissionario e guida della componente Dem, ha confermato le sue intenzioni:

«non voterò la fiducia sull’Italicum perché la ritengo una forzatura
inutile ed eccessiva. Escludo in modo netto ogni ombra su una possibile scissione interna al Partito Democratico

Nelle ore di dibattito, durante l’incontro della minoranza Dem è emerso con chiarezza una divergenza difficilmente conciliabile. Da un lato chi, in accordo con l’ex capogruppo Speranza è orientato a non partecipare al voto, dall’ altro chi invece ha criticato apertamente lo strappo sulla fiducia e
ha annunciato che dirà sì al governo.

Più di uno ha lasciato intendere che si riserverà fino all’ ultimo minuto utile per decidere. Come Davide Zoggia, che aveva in un primo momento
annunciato il sì alla fiducia ma ha lasciato intendere che
potrebbe non partecipare al voto, visti gli sviluppi delle
ultime ore.

Ma in molti hanno annunciato che voteranno la fiducia e poi
la legge elettorale.


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