La Persona con le idee

Per chi lavora in settori creativi, me inclusa, è molto facile cadere nell’illusione della “Persona con le idee”.


La Persona con le idee zompetta in ufficio il lunedì mattina con l’aria di sentirsi leggera come una piuma, la mente che sboccia come un fiore di loto. Un’idea sta spuntando fuori! E che meravigliosa idea, scintillante di promesse, brillante di trepidazione per quello che potrebbe succedere. Anche se l’idea in questa fase è appena un fantasma, la Persona con le idee può già vederne, gustarne o toccarne qualche frammento: una frase impeccabile, una scena che fa venire un nodo in gola, un concetto che sorprende. Questa idea ha le gambe! E sono gambe che devono crescere forti, alzarsi e con uno scatto lanciarsi e correre fino a infrangere la barriera tra immaginazione e realtà.

Così la Persona con le idee riunisce il suo talentuoso team, spiega loro l’idea, e dice: “e ora realizzatela!”. Allora il team, così talentuoso e diligente, porta l’idea in laboratorio, mette su musica a tutto volume e si spreme le meningi finche, voilá, la magia è fatta! E l’idea, come Casper, assume un bel corpo terreno. Il mondo è ora migliore grazie a questa nuova cosa: una storia, un film, una invenzione, un disegno, un prodotto, un servizio, una legge, un processo o qualunque altra cosa l’idea sia.

Tutti ne sono entusiasti e pensano: “Wow, che grande idea ha avuto la Persona con le idee”.

La Persona con le idee, felice come una Pasqua, decide di prendersi una vacanza in qualche remota località alla ricerca di ispirazione per la prossima Grande Idea.


Ebbi il mio primo assaggio di questa fantasia in prima media, quando con la mia migliore amica, un’altra accanita lettrice come me, decidemmo di metterci a scrivere libri di nostro pugno. Ci sedevamo a un tavolo dopo la scuola con un quaderno a spirale e una penna a inchiostro gel con glitter scintillante e scrivevamo la parola IDEE in cima alla pagina.

E le idee arrivavano in massa, come nebbia dalle colline.

Una ragazza che vive in una scintillante laguna blu viene adottata da una famiglia di delfini. (Influenzato da Julie of the Wolves).

Un attraente gruppo di elfi e fate si avventurano alla ricerca di un gigantesco cristallo scintillante per salvare il loro villaggio dalla distruzione totale a opera di terribili draghi, mentre si sviluppa ogni genere di intreccio amoroso tra i protagonisti. (Influenzato da Final Fantasy + David Eddings).

Una ragazza alleva di nascosto un cucciolo di tigre bianca con occhi scintillanti color acqua marina e, alla fine, diventa la ragazza più popolare della scuola. (Influenzato dalla più pura illusione. E sì, ammetto, avevamo una particolare predilezione per la parola scintillante).

Facevamo spesso questo esercizio nei pomeriggi dopo la scuola, riempiendo le pagine di quel quaderno con dieci, venti, cento idee, tutte ricche di grande potenziale.

A volte, arrivavamo a casa senza fiato per l’entusiasmo. Salivo le scale di corsa con una di quelle idee che mi esplodeva in testa, aprivo Word e mi mettevo subito a battere sulla tastiera a ritmo scatenato.

Sessanta pagine è il massimo a cui sia mai riuscita ad arrivare. Al punto in cui gli elfi e le fate avevano appena lasciato il loro villaggio ed erano arrivati nel bosco, dove incontrarono un enigma scolpito alla base di un albero.


Siamo una cultura che glorifica le idee. Nel settore della tecnologia, tutti vogliono parlare delle ultime tendenze tecnologiche (il live-streaming! i droni!). Nell’industria del cinema o dell’editoria, si scambiano migliaia di email su quali sono i generi più di successo del momento (il fantasy!) e quali no (i vampiri!). Fai una ricerca su Google per “The Next Big Idea” e vedrai 300 milioni di risultati, in gran parte articoli di blog che hanno la pretesa di svelare il segreto del successo. Ai colloqui di lavoro, i candidati vengono spesso valutati in base alla forza delle loro idee. Alle cene tra amici tutti noi amiamo stare seduti accanto alla “Persona con le idee”.

Eppure, proprio chi tende più spesso a essere definita come “Persona con le idee” sa bene quanto poco valore abbia un’idea da sola.

Harry Potter non è stato il primo libro su un ragazzo che frequenta una scuola di magia.

Google non è stato il primo motore di ricerca.

Sappiamo come prevenire e curare la malaria da più di mezzo secolo eppure ancora oggi 200 milioni di persone sono colpite dalla malattia.

Noi che siamo cresciuti con l’informazione a portata di mano abbiamo visto l’ascesa e il declino di una grande quantità di tecnologie, ma due terzi della popolazione mondiale non hanno accesso a internet.

Le idee sono come caramelle: colorate, divertenti, una tentazione a cui è facile cedere.

La parte difficile—quella che conta veramente—è perseverare nel realizzarle.

Perché non glorifichiamo quella parte invece?


Chi è la Persona che sa perseverare?

Qualcuno che sa che curare bene la realizzazione di un’idea è il 90% di quello che serve al successo.

Qualcuno che ci tiene a portare a termine le cose.

Qualcuno che sa rendere onore all’abilità di portare a termine le cose.

Qualcuno che riconosce che, per far sopravvivere l’idea, deve saper ispirare gli altri a voler fare altrettanto, attraverso una combinazione di pianificazione, ricerca, pensiero critico e sforzo.

Qualcuno che lotta per scovare e risolvere anche il minimo problema ogni singolo giorno.

Qualcuno che non si dà una pacca sulla spalla quando l’idea è buona, ma solo quando la realizzazione dell’idea è buona.

Qualcuno che non si rifiuta di prendere in considerazione la possibilità che la sua idea non sia sufficientemente buona.

Qualcuno che tiene duro anche nei momenti più difficili, ripetitivi, frustranti o noiosi, solo per il gusto di vedere materializzarsi qualcosa di reale.

Rendiamo onore a questo tipo di persona.

Immaginiamo di essere questo tipo di persona.


Nella mia storia, gli elfi e le fate non sono mai usciti dal bosco.

Ma in quella della mia amica hanno continuato a vivere grandi avventure.

D’estate, quando per le vacanze andava a stare dai parenti oltreoceano, lei scriveva.

Di sera durante l’anno scolastico, dopo aver fatto i compiti, lei scriveva.

Nei fine settimana, mentre noi altri pensavamo solo a perdere allegramente tempo, lei scriveva.

Ci ha impiegato mesi per finire una sola storia, perché la scrittura è una gran fatica. L’ho vista scrivere e riscrivere intere scene. Ho visto come eliminava un personaggio con precisione chirurgica per inserirne uno nuovo, con cura scrupolosa, pagina dopo pagina. Ho visto come trapiantava una storia in un contesto completamente diverso e rielaborava tutti i dettagli che ne sarebbero stati influenzati. È come cercare di togliere il filo di un certo colore da una sciarpa mentre la si sta ancora tessendo.

Ma la mia amica è una Persona che sa perseverare, ed ecco perché nel corso degli anni ho avuto il grande piacere di apprezzare molte delle sue storie.

E non sono l’unica. Lo stesso piacere l’hanno avuto molti altri, perché la mia amica, Marie Lu, oggi è una scrittrice di successo.


Niente è più entusiasmante della promessa di una grande idea.

Niente si realizza senza perseveranza.


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