Ma chi è il volto
della Repubblica Italiana?

Tentativo di crowdsourcing intorno a un sorriso


Chi ha più o meno la mia età lo ha visto riprodotto su centinaia di manifesti, di giornali, di volantini, di libri e ora di pagine web. E’ il volto splendido e sorridente di una giovane donna che si rallegra per la vittoria della Repubblica nel referendum istituzionale del 2 giugno 1946.

La scheda del referendum istituzionale del 2 giugno 1946

Quel sorriso ha accompagnato per oltre 60 anni cortei del 25 Aprile, assemblee e iniziative politiche dei movimenti delle donne e specialmente le celebrazioni della Festa nazionale del 2 giugno, fino a diventare quasi il simbolo ufficioso della Repubblica italiana, soppiantando felicemente quella “Italia turrita” che la rappresentava sulla scheda del referendum e che per molti anni continuerà a far bella mostra di sé sui francobolli italiani.

Ma chi era?

La sua storia pubblica comincia sulla copertina del numero 22 della nuova serie del settimanale Tempo, che per primo aveva tentato in Italia la formula del periodico fotografico, sul modello dell’americano Life.

La Fine dei Savoia: Copertina della rivista “Tempo”, n. 22, 15–22 giugno 1946. Data scatto: 2011. Biblioteca del Museo di Storia della Fotografia Fratelli Alinari, Firenze

Tra i primi a fotografi della rivista c’era Federico Patellani, che già nel 1939 aveva abbandonato la professione di avvocato per dedicarsi a tempo pieno al fotogiornalismo nella testata fondata da Alberto Mondadori. Amante del cinema, amico di cineasti, praticante del “fototesto” (racconto fotografico sostenuto da brevi testi didascalici), Patellani sarà fotografo e documentarista militare durante la campagna di Russia. Rientrato in Italia dopo due anni di internamento di Svizzera, riprenderà il suo lavoro con un viaggio di documentazione nell’Italia distrutta con Lina Bo e Giuseppe Pagani e continuandolo poi in modo assai intenso.

Proprio in questi mesi Palazzo Madama a Torino gli dedica la mostra “Professione reporter”, nella quale — naturalmente — spicca quella che è probabilmente la sua foto più famosa: la ragazza del giugno 1946.

Ma chi era?

Volto di giovane donna sbuca dalla prima pagina del Corriere della sera che titola “E’nata la Repubblica italiana”, di Federico Patellani, giugno 1946. Museo della Fotografia contemporanea della Regione Lombardia, Cinisello Balsamo (Milano). © Studio Patellani courtesy Regione lombardia / Museo di Fotografia Contemporanea

Nella stampa originale, conservata con tutto l’archivio Patellani dal Museo della Fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo, la donna appare ancora più bella. Sorge anche il sospetto che l’immagine pubblicata sia stata non solo ritagliata, ma parzialmente corretta (le labbra appaiono più chiuse), oppure che il fotografo abbia selezionato per il suo archivio ufficiale un fotogramma diverso da quello scelto dalla rivista.

La foto è evidentemente “posata” e nei provini a contatto di due rullini è possibile osservare i diversi tentativi fatti prima di arrivare alla celebre immagine: c’è la donna che legge il giornale; c’è la donna pensosa ritratta accanto a un giornale murale; c’è la donna raggiante che stringe il giornale in una mano e alza l’altro pugno al cielo. Poi Patellani ha l’idea “giusta” e fa scattare una ventina di volte la sua Leica mentre la ragazza infila la testa nel giornale e a un certo momento anche la mano sinistra (ecco il perché del buco sul giornale in alto a destra che compare nella foto definitiva).

Foglio 1124 degli album dei provini a contatto creati da Federico Patellani e conservati presso il Museo di Fotografia contemporanea. © Studio Patellani courtesy Regione lombardia / Museo di Fotografia Contemporanea

Nei “contatti” ci sono anche tre fotogrammi che ritraggono la stessa donna, col suo vestito estivo di cotone stampato e un’aria molto compresa, ritratta senza alcun fine di racconto politico-giornalistico.

Foglio 1125 degli album dei provini a contatto creati da Federico Patellani e conservati presso il Museo di Fotografia contemporanea. © Studio Patellani courtesy Regione lombardia / Museo di Fotografia Contemporanea

Ma chi era?

Dello stesso rullino fanno parte anche scene che sembrano di vita famigliare in un giardino (terza striscia a partire da destra). La “donna della Repubblica” era forse parte della famiglia?

“ Lo posso escludere nel modo più assoluto”, ci ha detto Aldo Patellani, il figlio giornalista che ha lavorato con il padre per vent’anni. E allora chi era? “Non lo so, perché io nel ’46 avevo otto anni”, dice Patellani: “E’ probabilmente una modella cui fu chiesto di posare”.

Chissà, forse la stessa donna che appare in costume da baiadera in 19 scatti del secondo rullino. Ma per ora “il sorriso della Repubblica” resta anonimo.

Se avete qualche indizio scrivetemi. Insieme forse riusciremo a dargli un nome, in tempo per i 70 anni della Repubblica — e della foto.

Aggiornamento 24 aprile 2016: la ricerca è andata a buon fine, potete leggere il risultato qui Ecco di chi era il volto della Repubblica italiana.


Ringrazio sentitamente: Aldo Patellani, per la cortesia con la quale mi ha autorizzato a riprodurre le immagini delle quali detiene i diritti di riproduzione; il Museo della Fotografia contemporanea della Regione Lombardia e la Biblioteca del Museo di Storia della Fotografia Fratelli Alinari di Firenze, per l’aiuto prestato.


     ➤➤ Segui Medium Italia anche su Twitter | Facebook | RSS