Matera: l’accessibilità deve rendere accessibile il diritto alla bellezza

Da sud sta partendo la costruzione di un’Italia più accessibile, capace di attrarre nuovi turisti da tutto il mondo. L’accessibilità, più che un vincolo, è un’opportunità. Ne abbiamo parlato con Dino Angelaccio.

Foto: I Sassi di Matera © Massimiliano Schia

Ci sono città che sembrerebbero inaccessibili, verticali, piene di dislivelli difficili da ‘scalare’ per tutti, a maggior ragione per chi si muove in carrozzina o con l’ausilio di un bastone. 
Eppure Matera con i suoi “Sassi”, i caratteristici rioni di case scavate nella pietra calcarea a ridosso del profondo burrone della Gravina, è stata scelta come Capitale Europea della Cultura per il 2019 proprio perché ha costruito la propria candidatura attorno al «visionario obiettivo di porsi alla guida di un movimento finalizzato all’abbattimento degli ostacoli che impediscono l’accesso alla cultura». La sfida di Matera, il suo progetto di rendere accessibile a tutti la bellezza che sembrerebbe inaccessibile è partita da lontano, come ricorda Dino Angelaccio (Direttore del Laboratorio per l’Accessibilità Universale, Università degli Studi di Siena, consulente di “Rete Turismo Italia Ionica”): «Due anni e mezzo fa, un Comitato scientifico interdisciplinare e internazionale dette vita all’evento “Zero Barriere — L’accessibilità conviene” e al “Manifesto di Matera per l’accessibilità”, diventato l’asse portante della candidatura a capitale della cultura europea. In questo lungo percorso per l’accessibilità, il cardine sono e rimangono le persone reali, che vengono prima delle normative: decisivo sarà sempre il livello di consapevolezza e di protagonismo delle persone nella costruzione dei contenuti dell’accessibilità e nelle scelte sui luoghi».
Proprio la capacità di progettare in maniera partecipata una fruizione universale di luoghi ricchi di cultura sta diventando il fulcro di un percorso innovativo: «Per i Sassi — continua Angelaccio –si sta lavorando a una progettazione inclusiva e multi-opzionale, per fare convivere più soluzioni che permettano a tutti, autonomamente, di scegliere la soluzione più comoda. Due i progetti allo studio. Uno riguarda la realizzazione di alcuni elevatori, che come tutti gli interventi sull’accessibilità per Matera devono essere poco visibili e molto funzionali. L’altro sfrutterà il fatto che i gradini, nella zona dei Sassi, sono molto ampi, perché ci dovevano passare i muli. Questa caratteristica consentirà di costruire una serie di mini-rampe, utili alle persone con disabilità ma anche al turista che si muova con il suo trolley o in bicicletta. L’idea guida è quella di rispettare insieme il luogo e i diritti delle persone a goderne la bellezza».

L’accessibilità sa sempre coniugare estetica e funzionalità: quando si lavora con l’accessibilità non si impatta negativamente sull’ambiente, anzi lo si migliora.

Ma ogni progetto di accessibilità universale, per le sue realizzazioni concrete ha bisogno di una visione strategica di progettualità, che vada al di là del sasso, della rampa, dell’elevatore: «Una volta nominata Capitale europea della cultura per il 2019, Matera — spiega Dino Angelaccio — non ha coltivato un egoismo nella gestione del proprio patrimonio, ma ha cominciato ad aggregare un’area vasta, ponendosi come un grande laboratorio dell’innovazione che partisse dall’accessibilità. Una delle prime scelte è stata dunque la costituzione di “Rete Turismo Italia Jonica”, esperienza avviata con protocollo firmato dai tre Presidenti delle Regioni di Puglia, Calabria e Basilicata: se a Matera ci fossero solamente duemila posti letto per i turisti, la nuova Rete ha raccolto insieme circa 40 imprese turistiche di Puglia, Calabria e Basilicata con più di 20mila posti letto disponibili: tutti stanno utilizzando l’accessibilità come asse principale per accogliere un turismo di qualità».
Le idee, d’altro canto, hanno sempre una necessaria “messa a terra”, che a volte è sorprendente nei suoi esiti, come al Sira Resort di Nova Siri, vicino a Matera: «Quando andiamo materialmente a lavorare nella progettazione o nella ristrutturazione dei villaggi turistici — racconta ancora Angelaccio — abbiamo per prima cosa eliminato gli alloggi o le stanze accessibili, perché sono un po’ il paradigma dell’inaccessibilità, della ghettizzazione. Un bagno accessibile, per come viene realizzato di solito, è pieno di maniglioni bianchi e ospedalizzanti, con sanitari sospesi su cui una persona piccola sente di doversi arrampicare come uno speleologo. Non è quella l’accessibilità. Al contrario, l’accessibilità è bellezza e deve rendere fruibile per tutti il diritto alla bellezza, valorizzando il nostro patrimonio culturale materiale e immateriale». 
Dalle soluzioni pratiche per il bagno, in ogni caso, occorre alzare lo sguardo e… puntare in alto, come evidenzia infine Dino Angelaccio: «La città di Matera sta puntando ad una scelta più globale di investire sulle politiche del turismo. È pronta una Delibera quadro della Giunta Regionale in cui vengono fornite Linee Guida per l’accessibilità, che indirizzino attentamente chi voglia in futuro ottenere nuove concessioni edilizie o proporre eventi di qualsiasi tipo, che siano turistici, cultural o sportivi. Inoltre il Comune di Matera vuole individuare la figura innovativa dell’Accessibility Manager: dovrà raccogliere e interpretare positivamente i bisogni e i desideri di tutte le persone reali e dei diversi turisti in visita, per fare lavorare al meglio chi deve garantire le risposte. Infine, si stanno generando, come le ciliegie, protocolli di intesa con gli imprenditori e accordi con il sistema territoriale dell’intero Centro sud: dalla città di Taranto a Lecce, Bari, dalla Calabria alla Campania. Partendo da Matera si intende promuovere un’idea di accessibilità che possa diventare un volano turistico-culturale innovativo del nostro paese».
Dal sud, dunque, sta partendo la costruzione di un Paese più accessibile, godibile, capace di attrarre nuovi turisti da tutto il mondo. L’accessibilità, più che un vincolo, è un’opportunità.


Dino Angelaccio, è intervenuto come relatore al Meeting sul Turismo Universale organizzato a Lucignano (Ar) da AISM a marzo 2016, a conclusione del Progetto EWB — Europe Without Barriers.
Nel video una sua intervista, rilasciata per l’occasione.