Maternità surrogata: dico la mia
Ne leggo tante in merito a questo argomento che stavolta mi sono decisa a dire la mia
Punto 1: i miopi ovvero…chi si mette occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero (cit. F. Battiato)
“Personalmente non mi convincerò mai che una donna possa cedere senza rimpianti la sua creatura a un’altra donna, a due donne, a due uomini, mai, a nessuno!”
La mia prima domanda, quando leggo una risposta del genere (e ne ho lette molte!) è: come?
La seconda è: perché?
Come si può essere tanto miopi e perché aprire bocca e dar fiato a tanta ristrettezza di vedute?
Partiamo analizzando logicamente la frase: “una donna possa cedere senza rimpianti la sua creatura a un’altra donna”…la sua creatura!
Come può un bambino concepito in vitro dopo la fecondazione dell’ovulo della madre genetica da parte dello sperma del padre genetico, appartenere alla gestante ovvero “colei che ci mette l’utero”? Parliamo di una donna che ha semplicemente le funzioni di un’incubatrice vivente; innegabile che nei nove mesi possa nascere un’affezione anche profonda nei confronti della creatura che si porti in grembo ma quella non è né sarà mai la madre del nascituro.
Detto questo ci sono molteplici fattori per cui una donna possa essere disposta a fare da gestante per il nascituro di un’altra donna e ci sono molteplici fattori che possano portare una coppia a ricorrere alla surrogazione di maternità.
L’omosessualità, non me ne vogliano i miei amici gay, è una minima percentuale di questi molteplici fattori.
Quindi trattare questo problema come una pretesa da “checche isteriche” -come la destra, i cattodem e i grillini stanno provando a fare, con la compiacenza dei pecoroni che li votano che, pur di non informarsi, accettano come verità assoluta qualsiasi cosa gli si propini- è errato e viziato.
Tornando ai molteplici fattori e, per venire incontro alle vostre ridotte capacità mentali (cit.), analizziamo la questione da un punto di vista squisitamente etero pensando alle malattie che impediscano a una donna e al proprio partner di avere dei bambini: endometriosi, problemi uterini, alle ovaie o alle tube di falloppio, sterilità o impotenza maschile, sindrome di Rokitansky rara condizione presente dalla nascita e caratterizzata dall’assenza di utero e vagina, utilizzo di farmaci chemioterapici per presenza di tumori o malattie, tipo quelle autoimmuni, che non vedono la possibilità di altro trattamento, almeno sino a oggi.
Le donne e gli uomini in queste condizioni sono moltissimi e, pensate un po’! Non tutti sono brutti, cattivi e lascivi gay! Si tratta, per la maggior parte dei casi, di etero che desiderino avere un figlio come accade per la stragrande maggioranza di noi e che, per sfortuna (quella vera!), non possano averlo.
Perché negare a queste persone la possibilità di diventare genitori?
Punto 2: l’altruista ovvero… Convenzionalità non è moralità (cit. C.Brontë)
“Il mio è uno scrupolo per un bambino che sembra più un fatto egoistico che un atto d amore…. Tutto qua.”
Per rispondere a questa argomentazione, da brava pigra quale sono, rimando a un articolo apparso su Controverso Magazine che spiega perfettamente la retorica nascosta dietro questa asserzione.
Punto 3: i qualunquisti ovvero…da quando l’ignoranza è diventata un punto di vista? (cit. S.Adams)
“[…]una donna fa un figlio per un’ altra persona per piacere? E non per esigenze economiche? Questo è sfruttamento, ma se fatto da una persona di sinistra allora si deve in qualche modo giustificare.. se l’avesse fatto Berlusconi avresti gridato allo scandalo…”
Certe volte, come in questo caso, leggo motivazioni talmente tanto puerili da non riuscire a trovare alcuna motivazione nemmeno per rispondere perché, a me, la stupidità di una frase come quella citata appare talmente tanto evidente da farmi credere superfluo il semplice doverla confutare.
Ma ci proverò!
Dato per assodato che l’atto di pagare una gestante per la surrogazione di maternità, se non regolato da leggi, è di per sé foriero di enormi possibilità di abuso da parte di chi potrebbe trarre vantaggio da una cosa del genere, come comportarsi una volta preso atto di ciò?
Come si comportano all’estero, ad esempio?

Senza andare a confrontarci con i paesi che consentono indiscriminatamente questa pratica anche quando a pagamento, visto che partiamo dall’assunto che, con queste condizioni, la questione è eticamente troppo discutibile, riferiamoci a paesi come il Canada, l’Australia, alcuni stati degli USA, l’Olanda…che consentono la surrogazione di maternità dietro il solo rimborso delle spese mediche sostenute dalla gestante e, quindi, in tutto e per tutto, come forma altruistica.
Spiegatemi perché una donna che altruisticamente decida di aiutare il prossimo, donando il proprio utero, non possa farlo.
Perché per noi è inconcepibile che ci possano essere donne disposte a farlo? I dati dicono il contrario.
Perché ci sono tanti bambini negli orfanotrofi pronti per l’adozione?
Penso sia completamente superfluo rimarcare in maniera paternalistica e ridondante il dolore che si trovi a vivere una coppia impossibilitata ad avere un figlio: i sensi di colpa di un partner e i j’accuse silenziosi dell’altro, spesse volte portano alla fine anche del più profondo amore.
L’adozione è certamente un atto bellissimo e di un altruismo indiscutibile ma un conto è adottare un bambino, un conto è concepirne uno proprio: possiamo, davvero e in piena coscienza, obbligare chiunque non possa avere un figlio a provvedere in questo modo soltanto, accettando la propria condizione e facendosela piacere?
Proviamo a metterci nei loro panni. Proviamo, soprattutto quando si parla di argomenti tanto delicati, a non farla sempre, tragicomicamente, facile.
Ognuno reagisce al proprio dolore in un modo del tutto personale e privato: dare per scontato che il nostro modo sia quello giusto e l’unico condivisibile, è un estremo atto di egoismo.
Imporre divieti sulla base del nostro egoismo è quanto di più sbagliato possa esistere in una società che voglia dirsi democratica e civile.
Punto 4: il cattolico ovvero… Dio tace. Ah, se adesso si riuscisse a far chiudere il becco all’uomo (cit. W.Allen)
“Un grande abuso e contro la Legge di Dio…. Non si puó stare qui ad accettare il commercio dei bambini… Che Dio intervenga presto… Siamo troppo messi male… I bambini non si toccano… Sono il futuro… Due omosessuali gli saranno pessimo esempio..senza Dioe cresceranno andando contro la Legge di Dio pure loro. Due omosessuali che fanno questo NON saranno MAI buoni genitori. I buoni genitori sono uomo e donna e che fanno la Volontá di Dio.”
Questa è la mia categoria preferita.
“Personaggetti” convinti di dimostrare la volontà del Dio che venerano dall’alto della loro intolleranza.
Convinti di interpretare correttamente la parola di Dio dall’alto del loro odio. Quando nello stesso Vangelo viene detto: “Amerai il prossimo tuo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più importante di questo » (Mc 12,29–31).
Queste persone dimostrano non solo la loro omofobia e la loro ristrettezza mentale ma anche una profonda ignoranza nei confronti delle scritture stesse.
In pratica sono persone che esprimono la loro opinione basandosi sul niente, che parlano per sentito dire e per dar sfogo ai loro istinti più beceri.
Non vale nemmeno la pena dilungarmi oltre.
Punto 5: quelli che benpensano ovvero…Sono intorno a me, ma non parlano con me/Sono come me, ma si sentono meglio (cit. Frankie HI-NRG MC)
“Ma quale figlio e figlio, questo povero bimbo è stato strappato e privato del grembo e dal calore materno, per pura ambizione di possesso. Siete, voi e chi vi asseconda in questo squallido e scellerato pensiero, dei criminali e ladri di bambini. Vergognatevi schifosi individui senza coscienza.!!”
Ecco un’altra categoria che mi procura crassi riversamenti di bile: i perbenisti, coloro che si preoccupano dei bambini, delle madri sfruttate e dei poveri e poi, magari, sono indagati per prostituzione minorile (ogni riferimento a persone realmente esistenti è assolutamente non casuale).
Facciamo l’esempio di due leggi italiane: la Merlin e la Basaglia.
Per chi non lo sapesse, la prima è comunemente nota per l’abolizione delle case chiuse e la seconda per la chiusura dei manicomi.
Nate entrambe da moti perbenisti che si prefiggevano di tutelare, l’una, lo sfruttamento della prostituzione e l’altra, la dignità dei malati di mente, a distanza di tempo, possiamo dire abbiano risolto qualcosa?
Per caso, dopo la legge Merlin, lo sfruttamento della prostituzione ha avuto fine?
E i malati di mente, dopo la legge Basaglia, hanno acquisito maggiore dignità e assistenza?
Vi rispondo io: no.
Entrambe le leggi hanno portato a un peggioramento di entrambe le situazioni: nel caso della Merlin, l’assenza di controlli ha portato a un proliferare delle mafie con conseguente aumento dei crimini annessi e connessi al mondo della prostituzione nonché a un aumento della diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili.
Nel caso della Basaglia, le persone con malattie mentali e le loro famiglie, sono state abbandonate a loro stesse. Attualmente in Italia, si ha supporto per questo tipo di problematiche soltanto durante l’età scolare poi il vuoto assistenziale, fa paura. Solo pochissime regioni, concentrate soprattutto al Nord, hanno centri di educazione e assistenza diffusi capillarmente sul territorio: nel Centro-Sud chi ha un malato del genere in casa, si trova costretto a vivere una vita di sacrifici e rinunce con poco se non nessun aiuto da parte delle istituzioni.
Vietare, non regolamentare, far finta di nulla, non sono mai la soluzione qualsiasi siano le motivazioni che ci portano a farlo.
Ed è la storia stessa a dimostrarlo.
Ed è così anche per la surrogazione di maternità: vietarla non servirà a scoraggiare chi ha intenzione di ricorrervi.
Così come a suo tempo, prima dell’abolizione al divieto di aborto, le donne abortivano ugualmente senza alcun controllo e andando spesse volte incontro a complicazioni e morte, anche ora le coppie etero o gay, ricorrono ugualmente alla surrogazione.
Lo fanno, però, solo quelle coppie che possano economicamente permetterselo e quindi, il divieto, diviene automaticamente una forma di discrimine sociale che consente ai ricchi di accedere a un servizio al quale i poveri non potranno accedere mai.
Posto, come spiegato al punto 1 di questo lungo pensiero, che la surrogazione di maternità per denaro sia relegata solo ad alcuni stati del mondo e che, quindi, la questione dello sfruttamento sia ingigantita ad arte dalla nostra classe politica per parlare alle pance del proprio elettorato di pecoroni, si fa della protezione dei poveri del mondo un pretesto per svantaggiare i poveri che abbiamo in casa.
Sarei curiosa di sapere cosa ne pensi Salvini di tutto questo…
Penso di aver esaurito le mie energie ma spero di essere riuscita a chiarire il mio punto di vista: anche il più controverso degli argomenti, piuttosto che ignorato o vietato, va regolamentato per evitare diventi terreno fertile per la criminalità e per qualsiasi tipo di abuso magari prendendo spunto e riferimento dagli stati che, per cultura e senso civico, dimostrino di essere più avanti rispetto a noi.
La maternità surrogata andrebbe, quindi, consentita in Italia tanto a coppie etero quanto a coppie omogenitoriali per evitare che rimanga un servizio cui pochi possano accedere, che diventi il pretesto per lo sfruttamento da parte delle varie associazioni criminali, che possa venir eseguito senza gli opportuni controlli medici e la necessaria assistenza psicologica.
Tapparsi gli occhi per far finta che il problema non esista e che non sia, ormai, in atto una richiesta di cambiamento, non è saggio e non serve a nessuno.
Lo dobbiamo tanto alle coppie etero (la maggior parte dei fruitori di maternità surrogata) che desiderano tanto un figlio e non possono averlo quando alle coppie omo che non è giusto siano condannate a una vita senza amore filiare per il solo fatto di amare una persona dello stesso sesso.
Più in generale, agevolare l’amore in ogni sua forma, non è mai un errore.
